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L'armonizzazione cambia la qualità della programmazione e della rendicontazione della Pa locale

di Rosa Ricciardi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In questi mesi gli enti locali sono impegnati nell'applicazione del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio e del principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria, allegati 4/1 e 4/2 al Dlgs 23 giugno 2011 n. 118.

Novità per i responsabili della gestione
I funzionari responsabili della gestione devono anche tenere presente che la legge di bilancio 2017 ha messo a regime le nuove regole sugli equilibri di bilancio introdotte con la Stabilità del 2016 e ha stabilito che a decorrere dal 2017 gli enti devono conseguire un saldo non negativo, in termini di competenza, tra entrate finali (titoli 1-5 dello schema di bilancio armonizzato) e spese finali (titoli 1-3 del medesimo schema di bilancio), così come previsto dal revisionato articolo 9 della legge 243/2012.

I segnali concreti del cambiamento per il revisore
I revisori sono sempre più presenti negli enti a fianco del responsabile del servizio finanziario per superare i dubbi che l'applicazione pratica delle norme produce sempre in tutti i campi, tanto più in occasione di riforme sostanziali come quella del Dlgs 118/2011. Insieme devono verificare la qualità della documentazione contabile relativa all'esercizio concluso prodotta dai diversi Tpo/dirigenti, valutare se la stessa è idonea alla compilazione di rendiconti attendibili e di bilanci di previsione in equilibrio, se i dati contabili danno una misura congrua della gestione realizzata. Per capire se la conoscenza da parte del responsabile del servizio finanziario dei principi contabili applicati è sufficiente a garantire una programmazione/rendicontazione corretta e in equilibrio si deve esaminare come ha impostato il suo rapporto con i responsabili della gestione non finanziari.
Al revisore di solito viene consegnata copia di una nota/circolare d'inizio anno nella quale sono riepilogate le richieste di invio della documentazione relativa al preconsuntivo al 31 dicembre 2016, al riaccertamento dei residui, all'avanzamento delle opere finanziate, per poter calcolare i residui attivi e il Fcde, i residui passivi, il Fpv, le diverse quote di avanzo. Invece per la parte corrente del bilancio di previsione parte entrate le richieste, di solito si concentrano sul titolo I e III, per la parte spesa sulla quantificazione della spesa, nel rispetto del programma triennale di riduzione della spesa, sulla motivazione della maggiore previsione di spesa, riservandosi un incontro nel caso si dovesse procedere a tagli/riduzioni. Per la parte capitale si invia al Tpo dell'Ufficio Tecnico la stampa dei capitoli di bilancio perché confermi la natura dell'impegno, della disponibilità residua. Se con il passare dei giorni, per supplire ai ritardi nella loro consegna di quanto richiesto, il responsabile del Servizio finanziario tende a sostituirsi, pur in assoluta buona fede per rispettare le scadenze normative, il revisore deve prendere coscienza che il comportamento degli uffici e servizi non è ancora cambiato e le novità contabili rischiano di essere applicate singolarmente, senza una visione d'insieme, per cui la qualità della previsione/programmazione/rendicontazione non sarà migliorata. Se invece il responsabile dell'Ufficio Tecnico presenta una relazione al 31 dicembre 2016 sull'utilizzo dei finanziamenti, sull'avanzamento dei lavori pubblici, riportando le scadenze dei pagamenti concordate con i terzi fornitori, il revisore può sentirsi sollevato, perché sarà più facile la verifica a campione delle determine di impegno, di liquidazione, dei debiti, dell'avanzo vincolato e destinato agli investimenti, dei presupposti per la quantificazione del Fpv. Se c'è una tempistica ben definita degli interventi (non quella del programma annuale e triennale dei lavori pubblici) , che tiene conto delle capacità professionali e operative degli addetti dell'Ufficio Tecnico, se è previsto un monitoraggio periodico in Giunta sul procedere dell'avanzamento delle opere, per intervenire tempestivamente nella ricerca di soluzioni agli imprevisti rallentamenti, il revisore non dovrà registrare la creazione di avanzi non utilizzabili. Avere la relazione al 31 dicembre 2016 dei responsabili non finanziari non è facile, e in questo caso il revisore deve rivolgersi al segretario comunale e in casi estremi al Sindaco perché quella documentazione costituisce la base del riaccertamento, del rendiconto, in poche parole del pregresso fatto e rimasto da fare», e il parere tecnico a supporto dell'inserimento del Fpv nel bilancio di previsione triennale, senza il quale il responsabile del servizio finanziario non può dare il suo parere di regolarità contabile. Il revisore ha un altro preciso elemento per valutare la difficoltà dell'intera organizzazione a comprendere i vantaggi dell'armonizzazione nell'adozione da parte della Giunta del bilancio di previsione 2017–2019 entro il 31 gennaio 2017. Poiché il punto 5.4 del principio della contabilità finanziaria stabilisce che «in assenza di aggiudicazione definitiva di un'opera avviata nel 2015 (bando di gara o effettuazione di spese preliminari) entro l'anno successivo (ossia il 2016), le spese contenute nei quadri economici ed accantonate nel fondo pluriennale vincolato riconfluiscono nell'avanzo di amministrazione, perché il Consiglio comunale possa conoscere i motivi del ritardo», l'articolo 1, comma 467, della legge di bilancio 2017, per superare le oggettive difficoltà incontrate dagli enti con l'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, consente invece il mantenimento di dette somme nel FPV anche per il 2017. Ma solo per le opere per le quali l'ente dispone già del progetto esecutivo degli investimenti completo del cronoprogramma, redatto e validato in conformità alla vigente normativa, completo del cronoprogramma di spesa. Poi se entro il 2017 non saranno assunti impegni su tali risorse, queste confluiranno nuovamente nel risultato di amministrazione.

Criticità e scenari
Quanti Uffici Tecnici hanno giustificato i ritardi nella realizzazione delle opere con l'applicazione del nuovo codice dei contratti e non conoscevano questo vantaggio anche per la loro attività? Quanti Responsabili dei servizi Finanziari hanno messo in grado la Giunta di approvare un bilancio nel mese di gennaio 2017? Sarà un dato interessante per il Mef sapere quante Giunte hanno deliberato a livello nazionale!!! Questa criticità non è però da addebitare a un'area o all'altra, ma all'intera organizzazione perché segnala che non è ancora cambiata rispetto al passato, ed evidenzia che nei Comuni medio-piccoli non c'è ancora una consapevolezza sulla necessità di associare le forze in campo. L'inadeguatezza complessiva della struttura amministrativa di fronte alla nuova organizzazione del lavoro è dimostrata dall'impossibilità di destinare una unità lavorativa allo studio e approfondimento della riforma contabile, che ne comprenda la complessità ma riporti ai colleghi i molti vantaggi di un'applicazione corretta. Le dotazioni organiche degli enti locali non sono aumentate, come si sperava con la riduzione degli organici provinciali, e non consentono la formazione di figure professionali specializzate, che possono trasmettere all'intera organizzazione la stringente logica che sta a monte dell'armonizzazione: non prelevare risorse alla comunità amministrata in misura superiore alla capacità di restituzione sotto forma di beni e servizi nei tempi definiti a priori, programmare un avanzo economico indispensabile per poter definire bilanci di previsione in equilibrio con le proprie risorse, ridurre il debito e l'avanzo di amministrazione.

(*) Ancrel Friuli Venezia Giulia


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