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Revisori alla prova del parere sulla convenienza delle migliorie su beni di terzi

di Antonino Borghi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Nelle prossime settimane, gli enti locali dopo aver predisposto il bilancio di previsione, dovranno concentrarsi sugli adempimenti necessari per presentare il rendiconto che, salvo per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti che possono rinviare la tenuta della contabilità economico patrimoniale all'anno 2017 come consentito all'articolo 232, comma 2, del Tuel, dovrà essere composto da conto del bilancio, conto economico e stato patrimoniale.
Per gli enti che non erano in sperimentazione il Consiglio dovrà approvare, prima o contestualmente al rendiconto, i prospetti riguardanti l'inventario e lo stato patrimoniale al 1/1/2016, riclassificati e rivalutati con l'indicazione delle differenze di rivalutazione, unitamente ad un prospetto che pone in evidenza il raccordo tra la vecchia e la nuova classificazione.
La nuova valutazione delle immobilizzazioni materiali e immateriali dovrà essere registrata anche nel libro dei beni ammortizzabili.
I controlli effettuati sulla correttezza della riclassificazione e nuova valutazione dovranno essere indicati nella relazione al rendiconto dell'organo di revisione.

Il parere su convenienza delle migliorie su beni di terzi
Tra i tanti nuovi controlli che il nuovo ordinamento demanda all'organo di revisione scarsa attenzione è stata finora posta alla necessità di un esplicito parere sulla convenienza dell'ente ad apportare migliorie su beni di terzi, in uso, a qualunque titolo detenuti.
Il parere è disposto dal punto 4.18 del principio contabile applicato 4/3, su ogni decisione di spesa capitalizzabile fatta su beni di terzi ad esclusione delle spese per migliorie obbligatorie per legge. Oltre ai beni in locazione, sono considerati anche quelli oggetto di concessione amministrativa e i beni demaniali la cui gestione è trasferita a un ente dalla legge.
I costi capitalizzabili, oggetto di parere, sono quelli sostenuti per apportare migliorie, modifiche, ristrutturazioni o rinnovamenti, che si concretizzino in un incremento significativo e tangibile di capacità o di produttività o di sicurezza (manutenzioni di tipo straordinario). Riguardano pertanto spesa che deve essere imputata al titolo 2 e che il sistema contabile “integra” con un aumento dell'attivo patrimoniale.
Per esprimere il richiesto parere “sulla convenienza” l'organo di revisione dovrà pretendere una adeguata motivazione nell'atto di decisione della spesa e fare una valutazione in relazione alla durata residua della concessione o della locazione e alla incidenza del costo a carico di ogni esercizio.
Se dall'esame dello stato patrimoniale risultano incrementi dell'attivo per le migliorie di cui sopra occorre precisare nella relazione dell'organo di revisione che sui singoli atti di spesa è stato espresso il richiesto parere di convenienza.

Spese correnti e d’investimento
L'adozione di un sistema contabile integrato che fa derivare la contabilità economico – patrimoniale da una fase della contabilità finanziaria, presuppone, ai fini della coerenza della valutazioni, che una spesa classificata come “corrente” trovi il riferimento nel conto economico e quella classificata come “d'investimento” e quindi rilevata nel titolo 2, trovi corrispondenza nello stato patrimoniale. Le eccezioni a tale regola sono quelle relative ad incrementi alle immobilizzazioni per lavori interni che comprendendo i costi di competenza dell'esercizio consumati nella realizzazione dell'immobilizzazione trovano il loro riferimento tra i componenti economici positivi (spesa corrente consumata) e contestualmente nell'incremento delle immobilizzazioni immateriali e materiali.
Appare pertanto irregolare comprendere nelle scritture di rettifica a fine esercizio la sistemazione di errori nella classificazione della spesa in termini finanziari e quindi considerare spesa consumata “corrente” quella capitalizzabile o viceversa e, pertanto, fare in sintesi una operazione di disaggregazione del sistema che si vuole “integrato”.

(*) Presidente Ancrel


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