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Tassa rifiuti, l'oggettiva inutilizzabilità dei locali vince ancora sul soggettivo non uso

di Massimo Migliorisi (*) - rubrica a cura di Anutel

Della tassazione sui rifiuti dei locali si è occupata la Ctr di Napoli - sezione 52 - nella sentenza del 15 febbraio scorso n°1256, in particolare soffermandosi sul concetto di oggettiva inutilizzabilità e sull'elemento di prova.
La controversia era relativa alla Tarsu 2012, pretesa dal Comune a carico di una società che non aveva denunciato la cessazione dell'occupazione di un locale, dimostrabile sia dallo stato di degrado di questo, sia dalla cessazione della fornitura di energia elettrica, avvenuta cinque anni prima. Nel fascicolo processuale era presente una relazione tecnica redatta nel 2014, con allegate fotografie, nella quale si leggeva che il locale, per le sue condizioni fatiscenti, si presumeva non utilizzato da diversi anni.
Il Comune, vittorioso in primo grado, si difendeva in appello rilevando che l’elemento essenziale era la potenzialità a produrre il rifiuto e non l'effettivo inutilizzo del locale; precisava, poi, che la relazione del 2014 non era ritenuta elemento probante lo stato di degrado, e quindi di oggettiva inutilizzabilità, per il 2012.

La sentenza
I giudici partenopei, pur rilevando una diversità di orientamenti di merito sul presupposto per l'applicazione del tributo, si sono allineati all'orientamento consolidato della Corte di cassazione in base al quale l'articolo 62 del Dlgs 507/1993, nello stabilire che non sono soggetti alla Tarsu i locali che risultano in oggettive condizioni di non utilizzabilità, sottrae all'imposizione solo questi e non già quelli lasciati in concreto inutilizzati dal soggetto passivo, comprovato, nel caso di specie, dal distacco dell'utenza elettrica.
Per quanto concerne la prova in giudizio dell'oggettiva inutilizzabilità legata alla relazione di un tecnico abilitato con allegate fotografie, i giudici hanno confermato la tesi comunale secondo cui una relazione redatta in un anno successivo a quello oggetto di tassazione, pur dimostrando lo stato di degrado e quindi di oggettiva inutilizzabilità del locale, non può essere considerata sufficiente a ritenere non dovuta la tassa sui rifiuti per un annualità precedente (in questo caso il 2012), a meno che essa non àncori con certezza cronologia la risalenza dello stato di oggettiva inutilizzabilità di un locale.
Questa sentenza pone alcune riflessioni sul modus operandi di alcuni uffici tributari, che di frequente procedono a sgravi “a cuor leggero”, ignorando anche i riflessi contabili di tali operazioni:
1) a fronte di una posizione ministeriale consolidata (si veda il prototipo del regolamento Mef sulla Tares del 2013), il diritto vivente si sta assestando sul concetto di inutilizzabilità oggettiva di un locale e non sul soggettivo inutilizzo per poter essere esonerati dal pagamento del tributo. Pertanto, a meno che non si voglia avallare la tesi del ministero, la presentazione del distacco delle utenze e/o la mancanza di arredo non dovrebbe essere considerato sufficiente per la chiusura della posizione Tarsu;
2) un'operazione di sgravio della tassa per un'annualità precedente dovrebbe essere eseguita previa un'accurata valutazione delle prove documentali e/o fotografiche presentate (in ritardo) dal contribuente: la probabilità che questi dimostri l'oggettiva inutilizzabilità di un locale ai fini dell'applicazione della tassa sui rifiuti si riduce quanto più vecchio è l'anno di imposizione per il quale si chiede lo sgravio.

(*) docente esclusivo Anutel


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