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Il risultato presunto di amministrazione

di Ilaria Nesi (*) - rubrica a cura di Anutel

Al bilancio di previsione devono essere allegati diversi prospetti, tra cui quello esplicativo del presunto risultato di amministrazione, come prevede l'articolo 11, comma 3, del Dlgs 118/2011.

Il prospetto
Il prospetto consiste in una ragionevole e prudente previsione del risultato di amministrazione dell'esercizio precedente, elaborata alla data di predisposizione del bilancio preventivo. Nel caso in cui il risultato presunto sia un avanzo di amministrazione. È bene notare che il termine del 31 gennaio, fissato nel principio contabile 4.2 al punto 9.2, pare non essere perentorio, in quanto il bilancio di previsione dovrebbe essere approvato entro il 31 dicembre e quindi l'applicazione dell'avanzo vincolato è effettuato dopo tale termine e prima dell'approvazione del rendiconto di gestione.
L'applicazione dell'avanzo di amministrazione vincolato può essere approvata con una deliberazione della giunta, indicando il prospetto aggiornato riguardante il risultato di amministrazione presunto, sulla base di un pre-consuntivo relativo alle entrate e alle spese vincolate. Prima dell'approvazione del rendiconto di gestione dell'esercizio precedente è consentito l'utilizzo degli accantonamenti effettuati nel corso dell'esercizio precedente, con un provvedimento di variazione di bilancio, a meno che sia stata fatta una verifica relativa all'utilizzo anticipato delle quote vincolate del risultato di amministrazione presunto e l'aggiornamento dell'allegato al bilancio di previsione, relativo al risultato di amministrazione presupposto con riferimento a tutte le entrate e le spese dell'esercizio precedente e non solo a quelle vincolate.

L’avanzo non vincolato
Il risultato di amministrazione «libero» risultante dal rendiconto di gestione può regolarmente essere applicato al bilancio di previsione, per queste finalità previste dall'articolo 187 del Tuel e precisamente:
1. Copertura di debiti fuori bilancio;
2. Provvedimenti necessari alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, ove non possa provvedersi con mezzi ordinari (il principio contabile p. 9.2 specifica bene cosa si intenda);
3. Per il finanziamento di spese per investimento;
4. Per il finanziamento delle spese correnti a carattere non permanente;
5. Per l'estinzione anticipata di prestiti.
Non è possibile utilizzare l'avanzo di amministrazione fino a che il fondo crediti di dubbia e difficile esazione non risulti adeguato. Va ricordato che non è più prevista la facoltà di fronteggiare con l'avanzo le «altre spese correnti» in fase di assestamento di bilancio; di conseguenza nel caso in cui l'ente locale non sia in grado di coprire le spese correnti, aventi carattere permanete, con risorse ordinarie l'unica via percorribile è la dichiarazione di sussistenza di una situazione di squilibrio, in base all'articolo 193 del Tuel, perciò l'eventuale avanzo di amministrazione «libero» può essere utilizzato anche per raggiungere gli equilibri di bilancio.
L'articolo 3, comma 1, lettera H, del Dl 174/2012 (convertito dalla legge 213/2012) dispone che l'avanzo di amministrazione non vincolato, detto anche libero (come da principio contabile 4.2 al punto 9.2) non può essere utilizzato nel caso in cui l'ente locale si trovi in utilizzo di anticipazione di cassa. Allo stesso modo nel caso in cui l'ente locale stia utilizzando in termini di cassa le entrate aventi vincolo di destinazione per il finanziamento di spese correnti, escluse quelle per l'utilizzo di provvedimenti di riequilibrio previsti dall’articolo 193 del Tuel, non può disporre dell'avanzo di amministrazione non vincolato (libero).
È fondamentale, infine, strutturare correttamente il prospetto esplicativo del risultato di amministrazione, in quanto offre molteplici possibilità sulla gestione del bilancio di previsione in fase di approvazione.


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