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Definizione agevolata ingiunzioni, per gli enti è l’ora delle decisioni irrevocabili

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura Anutel

Il termine entro cui gli enti possono decidere di introdurre la definizione agevolata delle ingiunzioni prevista dal Dl 193/2016 è stato allungato dal recente Dl 8/2017. In coincidenza con la scadenza del bilancio di previsione, attualmente fissata al 31 marzo dall'articolo 5, comma 11, del Dl 244/2016, Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane che hanno abbandonato Equitalia per la riscossione delle proprie entrate dovranno decidere se consentire ai propri debitori di chiudere le posizioni rimaste insolute in seguito alla notifica di ingiunzioni fiscali, beneficiando della cancellazione delle sanzioni prevista dalla normativa.

La definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali
In concomitanza con l'introduzione della definizione agevolata dei ruoli in base all’articolo 6 del Dl 193/2016, in successivo articolo 6-ter ha concesso agli enti elencati sopra la facoltà di introdurre un'analoga procedura anche alle entrate non riscosse contenute in ingiunzioni fiscali notificate tra il 2000 ed il 2016, sia nel caso in cui siano state emesse dall'ente impositore, sia nell'ipotesi in cui la riscossione sia stata affidata a un concessionario iscritto all'albo previsto dall'articolo 53 del Dlgs 446/1997. Fattispecie che si ritiene possa comprendere anche le ingiunzioni notificate dalle società in house e dai gestori del servizio rifiuti, pur non essendo quest'ultimi necessariamente iscritti nell'albo.
L'introduzione della definizione agevolata deve avvenire nelle forme previste dalla legislazione vigente per l'adozione degli atti destinati a disciplinare le entrate degli enti interessati. Pertanto, per gli enti locali, mediante l'adozione di uno specifico regolamento approvato dal Consiglio comunale in base all'articolo 52 del Dlgs 446/1997, entro il 31 marzo 2017 (articolo 11, comma 14, Dl 8/2017). Quando la definizione riguardi le entrate tributarie, crediamo che la proposta di regolamento richieda il parere preventivo dell'organo di revisione, in base all'articolo 239 del Dlgs 267/2000. L'adozione del regolamento deve essere resa resa pubblica attraverso il sito internet dell'ente entro 30 giorni dalla sua adozione.
Gli enti sono sostanzialmente liberi nello scegliere per quali entrate consentire la definizione agevolata. La stessa non può riguardare solo le entrate previste dal comma 10, articolo 6, del Dl 193/2016, tra le quali vi sono le sanzioni non collegate a un tributo (per esempio le sanzioni previste dall'articolo 7-bis del Dlgs 267/2000). Fanno eccezione le sanzioni per le violazioni di norme del codice della strada, ammissibili alla definizione. La condizione posta dalla norma è che si tratti si importi inclusi in ingiunzioni notificate tra il 2000 e il 2016.
Quindi, a differenza della definizione agevolata dei ruoli prevista dall'articolo 6 del Dl 193/2016, nel caso di riscossione esternalizzata non è sufficiente che il carico sia stato consegnato al concessionario entro il 31 dicembre 2016, ma occorre che il titolo esecutivo (l'ingiunzione) sia stato notificato al debitore entro quella data. In proposito riteniamo che ci si debba riferire alla data di efficacia della notifica per l'ente, tenuto conto dello «sdoppiamento» degli effetti della notifica per il notificante e il destinatario, ripetutamente ribadito dalla Corte costituzionale.

I vantaggi
Il debitore che aderisce alla definizione deve provvedere al versamento delle somme dovute a titolo di entrata, interessi e spese riportate nell'ingiunzione, mentre beneficia dell'eliminazione delle sanzioni (collegate al tributo). Per le sanzioni per le violazioni del codice della strada, invece, la definizione agevolata comporta l'obbligo del pagamento della sanzione, con abbuono degli interessi, inclusa la maggiorazione prevista dall'articolo 27, comma 6, della legge 689/1981.
A differenza della definizione agevolata dei ruoli, non è ammessa la cancellazione degli interessi di mora maturati dopo la notifica del titolo esecutivo. Interessi che non possono essere cancellati con disposizione regolamentare.

Il regolamento
Per l'introduzione della definizione agevolata gli enti, e in particolare i Comuni e le Province, devono approvare entro il prossimo 31 marzo i relativi regolamenti.
L’articolo 6-ter individua solo alcuni dei contenuti del regolamento, lasciando per il resto una certa libertà, da esercitarsi ricordando sempre che non è possibile rinunciare a somme se non previsto dalla legge (specie in campo tributario). In particolare, il regolamento deve indicare il numero delle rate e la scadenza del pagamento delle stesse, che comunque non può superare il 30 settembre 2018, le modalità con cui il debitore manifesta la volontà di aderire alla definizione, il termine per la presentazione dell'istanza, in cui va indicato il numero delle rate prescelto, nonché l'impegno a rinunciare ai giudizi pendenti eventualmente in essere avverso le somme per le quali si richiede la definizione.
Inoltre, la domanda deve indicare il termine entro cui l'ente trasmette ai debitori la comunicazione con l'ammontare complessivo delle somme dovute, l'importo delle rate e le scadenze delle stesse.
Il regolamento, però, dovrebbe cogliere l'occasione di specificare altri punti della procedura che altrimenti resterebbero incerti, visti anche i dubbi sorti nella definizione agevolata dei ruoli. Per esempio, si potrebbe cogliere l'occasione per esplicitare quando la procedura si perfeziona, ritendo potersi individuare tale momento in quello del pagamento integrale delle somme dovute. Inoltre, potrebbe prevedersi l'obbligo da parte dell'ente di una comunicazione preventiva ai debitori potenzialmente interessati. Si potrebbe stabilire, in analogia con la definizione agevolata dei ruoli, che con la presentazione della domanda di definizione sono sospese le eventuali procedure di recupero coattivo avviate e operi altresì il divieto di intraprendere nuove azioni esecutive o cautelari, facendo salve quelle già in essere.
La definizione agevolata potrebbe estendersi anche all'ipotesi di somme già oggetto di precedente dilazione o rateizzazione. In questo caso andrebbe chiarito se e quali rate il debitore deve provvedere a pagare per poter essere ammesso alla definizione, tra quelle scadute prima della presentazione dell'istanza e se opera la sospensione del pagamento delle rate scadenti fino alla data prevista per il versamento dell'unica o della prima rata della definizione.
Ulteriormente, si potrebbe specificare l'eventuale effetto preclusivo all'accesso a nuove dilazioni nel caso in cui vengano meno gli effetti della sanatoria per il non esatto adempimento anche di una sola rata; che il pagamento della prima o dell'unica rata determina la revoca della precedente rateizzazione; la modalità di imputazione delle rate già pagate al capitale, agli interessi e alle sanzioni, per determinare l'importo effettivamente dovuto in caso di adesione alla sanatoria; la preclusione della rimborsabilità delle somme pagate nel corso della rateizzazione imputabili alle sanzioni o di interessi e somme aggiuntive in base all’articolo 27 della legge 689/1981 (solo nel caso delle sanzioni del codice della strada).
Ancora, si dovrebbe decidere se ammettere la definizione solo per una parte delle somme richieste nell'ingiunzione, si potrebbero prevedere particolari regole per il versamento nel caso del piano o nelle proposte di accordo del consumatore, previsti dall'articolo 6 del Dl 3/2012 e le modalità di esecuzione dei relativi pagamenti.
Infine, potrebbe essere opportuno chiarire in che termini il contribuente debba rinunciare al ricorso, facendo più opportunamente riferimento alla cessazione della materia del contendere, tenuto conto dell'articolo 46 del Dlgs 546/1992. Non riteniamo possibile, invece, estendere agli importi inclusi nelle ingiunzioni oggetto di definizione la disciplina dei crediti prededucibli prevista nella procedura fallimentare, né eliminare la caducazione dell'efficacia della definizione nel caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una delle rate di dilazione prevista dalla legge.

(*) vice presidente e docente esclusivo Anutel


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