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La revisione negli enti locali dopo la riforma della giustizia contabile

di Guido Mazzoni (*) - rubrica a cura di Ancrel

Il nuovo codice della giustizia contabile (Dlgs 26 agosto 2016 n° 174, pubblicato sul supplemento ordinario n. 41 alla Gazzetta Ufficiale del 7 settembre n. 209), entrato in vigore il 7 ottobre 2016, disciplina l'esercizio della giurisdizione della Corte dei conti in merito a:
- giudizi di conto (conti degli agenti contabili dello Stato e delle altrea amministrazioni pubbliche);
- giudizi di responsabilità amministrativa per danno all'Erario;
- altri giudizi in materia di contabilità pubblica.
Sono devoluti alla giurisdizione della Corte dei conti, inoltre:
- i giuizi in materia pensionistica;
- i giudizi aventi per oggetto l'irrogazione di sanzioni pecuniarie;
- gli altri giudizi nelle materie specificate dalla legge.
Tutte le disposizioni processuali delle varie tipologie di giudizi, che si svolgono di fronte alla Corte dei conti, quindi, sono state ricondotte in un unico testo.
Oltre a considerazioni generali sulla previsione che riguarda «il giudizio di conto» in base agli articoli 137 e seguenti del Capo I, Titolo I, Parte III del Codice, è necessario considerare bene alcuni aspetti che riguardano la relazione accompagnatoria del conto dell'agente contabile redatta dagli «organi di controllo interno» prevista dall'articolo 139.

Un principio costituzionale
È importante evidenziare innanzitutto che «è principio generale del nostro ordinamento che il pubblico denaro proveniente dalla generalità dei contribuenti e destinato al soddisfacimento dei pubblici bisogni debba essere assoggettato alla garanzia che si attua con lo strumento del rendiconto giudiziale. . . . .» (Corte costituzionale, sentenza n° 114/1975).
Su questa previsione del 2° comma, articolo 103, della Costituzione s’incardina la giurisdizione del giudice contabile e conseguentemente quanto previsto dall'articolo 137 del Codice (ambito del giudizio di conto).
Va segnalato, inoltre, che innovando rispetto all'ordinamento vigente, è disposta l'istituzione di un’Anagrafe degli agenti contabili (articolo 138), tenuta dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti territorialmente competente, alla quale le amministrazioni devono comunicare i dati identificativi relativi ai soggetti nominati agenti contabili (tenuti pertanto alla resa del conto giudiziale) e loro gestioni.
Sono previste in generale modalità telematiche per l'accesso e il deposito degli atti e dei documenti e l'utilizzo della Pec per la trasmissione dei conti giudiziali e relativi documenti.

La presentazione del conto
La presentazione del conto da parte dell'agente è disciplinata dall'articolo 139 del codice. Entrando più nei dettagli, il 1° comma dispone che entro 60 giorni, salvo il diverso termine previsto dalla legge (30 giorni per gli enti Locali secondo la previsione dell'articolo 233 del Tuel), dalla chiusura dell'esercizio finanziario o comunque dalla cessazione della gestione, il conto debba essere presentato all'amministrazione di appartenenza.
Questa, individuato un responsabile del procedimento, dopo la verifica del conto (parificazione) e la sua approvazione, entro 30 giorni (dall'avvenuta approvazione) lo deposita unitamente a una relazione degli organi di controllo interno, presso la sezione della corte territorialmente competente.
È lecito domandarsi quale sia il contenuto di questa relazione e quale debba essere l'organo di controllo interno investito dall'adempimento di redigerla (limitando il commento a quello che riguarda gli enti locali e le Regioni, lasciando da parte i consegnatari e i cassieri delle amministrazioni statali).
Alla prima domanda si ritiene di non poter rispondere avendo riguardo all'intera attività dell'agente contabile a partire dalla sua legittimazione, al rispetto delle procedure, alla tenuta vera e propria del conto, dai suoi giustificativi procedura e tutto quanto previsto dalle norme e dai regolamenti vigenti (si ricordi quanto previsto dagli articoli 93, 160, 223 e 233 del Tuel e agli articoli 160, 178 e seguenti del Regio decreto 23 maggio 1924 n° 827 ), non essendo legittimato l'organo di controllo interno, in virtù dell'espressione usata dal legislatore, a un semplice visto di natura formale. Per quanto riguarda la seconda domanda, invece, si ritiene che non possa farsi diretto riferimento all'organo di revisione (collegio dei revisori o revisore unico che sia) in quanto, prima di tutto, questo non è nell'espressione letterale usata dal legislatore. Si aggiunga che il sistema dei controlli interni, delineato con le modifiche apportate al capo terzo del Tuel (articoli 147 e seguenti) dal Dl del 10 ottobre 2012 n. 174 è oggi un sistema strutturato, volto a coprire ogni ambito dell'attività degli enti che sono chiamati a organizzarlo nell'ambito della propria autonomia regolamentare e organizzativa, anche istituendo specifiche unità di controllo.

Centro di controllo e relazione finale
All'interno di questo sistema va individuato il centro di responsabilità cui affidare il controllo e la relazione finale. La formula generica usata dalla legge (organi di controllo interno), se valutata congiuntamente con la struttura, i tempi e i modi del procedimento di resa del conto, suggerisce infatti l'individuazione di un soggetto funzionalmente interno e incardinato nell'assetto più proprio dell’amministrazione.
L'organo di revisione potrà anche essere considerato interno dal punto di vista istituzionale, ma difficilmente potrà essere considerato tale dal punto di vista funzionale, anche in virtù della sua autonomia e terzietà.
Va aggiunto, infine, che l'eventuale attribuzione all'organo di revisione di una grossa mole di lavoro aggiuntiva, quale quella scaturente dalla diretta attribuzione di tale compito (va valutata la numerosità delle posizioni), finirebbe per pregiudicare l'ordinaria attività di verifica, vigilanza e controllo propria dell'organo di revisione in questo periodo dell'anno, già particolarmente intensa per quanto strutturalmente in agenda. Lasciamo all'organo di revisione la già prevista attività di verifica e controllo sull'operato degli agenti contabili e loro adempimenti ricordando per esso quanto ad oggi disciplinato dal Tuel (artiucolo 239) per gli enti Locali e dal Dlgs 118/2011 (articolo 72) per le Regioni.
Per queste ultime il decreto legge 138/2011 dispose l'istituzione (a decorrere dal 1° gennaio 2012) di un collegio dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla loro regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione, lasciando di fatto all’autonomia legislativa e regolamentare delle stesse l'organizzazione e la strutturazione del sistema dei controlli interni.

(*) Componente esecutivo nazionale Ancrel


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