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Indennità, tetto di spesa da parametrare al numero di amministratori indicati dal decreto 138/2011

di Giovanni G.A. Dato

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Un ente locale ha posto una serie di quesiti in ordine alla determinazione delle indennità da corrispondersi al sindaco, al vice sindaco ed agli assessori, con particolare riguardo al concetto di “invarianza di spesa” introdotto dalla legge Delrio, n. 56/2014.
Sulla questione è intervenuta la deliberazione della Corte dei conti, Sezione regionale controllo Piemonte, 25 gennaio 2017, n. 19/2017/SRCPIE/PAR.

L’”invarianza della spesa”
L’articolo 1, comma 135, legge n. 56/2014 ha consentito ai Comuni aventi una popolazione inferiore ai 3.000 abitanti di incrementare - dall’8 aprile 2014 - il numero dei consiglieri e degli assessori, e il successivo comma 136 ha specificato che i Comuni interessati debbono provvedere, preliminarmente, “a rideterminare con propri atti gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori locali […] al fine di assicurare l’invarianza della relativa spesa in rapporto alla legislazione vigente”.
Ciò premesso, secondo la deliberazione in commento, costituisce diritto acquisito il fatto che la rideterminazione degli oneri connessi allo status degli amministratori locali debba assicurare l’invarianza della spesa rispetto ad un parametro costituito dal numero di amministratori indicati dall’articolo 16, comma 17, Dl. n. 138/2011 e non dal numero di amministratori in carica al momento della entrata in vigore della legge Del Rio.
In ordine all’incremento delle indennità degli amministratori, pare condivisibile l’orientamento secondo cui, ove si tratti di una riduzione facoltativa, essa non può essere ricompresa nell’effetto di sterilizzazione permanente del sistema di determinazione delle indennità e dei gettoni di presenza introdotto dalla legge n. 266/2005 (taglio del 10%) e non costituisce parametro al quale rapportare la rideterminazione degli oneri finanziari collegati allo status degli amministratori al fine di assicurare l’”invarianza della spesa in rapporto alla legislazione vigente”.
Ne consegue che ove l’importo dell’indennità degli amministratori locali sia stato mantenuto nel tempo, per autonoma scelta, al di sotto della soglia consentita dalla legge, sussiste la possibilità di rideterminare detta indennità elevandola alla misura teorica massima legale, secondo i criteri di cui all’articolo 82, comma 8, del Tuel e gli interventi legislativi successivi, fermo restando l’abbattimento percentuale previsto dalla legge n. 266/2005, da applicarsi all’ammontare dell’indennità risultante alla data del 30 settembre 2005.

Il numero degli amministratori e le loro indennità
Il numero degli amministratori da considerare ai fini del calcolo in questione sarà quello ridotto dal Dl n. 138/2011, prima della modifica apportata nel 2014; su tale numero andrà calcolato il tetto massimo dei compensi, proporzionato a quello astratto del sindaco, da ripartirsi poi tra i consiglieri ed assessori nominabili dopo la riforma del 2014, in applicazione dell’articolo 1, comma 135.
Quanto alle indennità spettanti agli assessori ed al vice sindaco, trovano applicazioni le percentuali previste dall’articolo 4 del Dm n. 119/2000, partendo dal compenso del sindaco da determinarsi con i criteri sopra esposti.
Giova precisare che il limite dell’invarianza della spesa è unico, deve riguardare complessivamente l’ente, (non il singolo amministratore o il singolo organo) e risulta costituito dalla somma di una pluralità di voci eterogenee.
Resta ovviamente fermo il rispetto dei limiti offerti dal Dm n. 119/2000, indifferenti alle vicende soggettive dei singoli amministratori.
Infine, l’esercizio finanziario in rapporto al quale parametrare la spesa ai fini dell’invarianza della medesima è quello precedente a quello di entrata in vigore della legge Del Rio.


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