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Un mese in più per decidere sulla rottamazione delle cartelle: scadenza al 31 marzo

di Giuseppe Debenedetto

I Comuni hanno tempo fino al 31 marzo 2017 per aderire alla definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali, notificate dal 2000 al 2016. Lo prevede il Dl 8/2017, rubricato «Nuovi interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017», che riapre i termini – già scaduti il 1° febbraio scorso – per tutti i comuni italiani e non solo per quelli coinvolti dai recenti eventi sismici.
Per i soli comuni terremotati del centro Italia, invece, l'articolo 11, comma 10 del Dl 8/2017 prevede lo spostamento in avanti per tutte le scadenze relative alla rottamazione delle cartelle emesse da Equitalia, relative a carichi affidati all'agente della riscossione dal 2000 al 2016.
Si ricorda che il Dl 193/2016 ha introdotto la "rottamazione" delle cartelle di Equitalia, che la legge di conversione 225/2016 ha poi esteso alle ingiunzioni fiscali emesse da comuni e concessionari, ampliando così la platea degli atti "rottamabili". I Comuni non hanno però alcuna possibilità di intervento sulla "rottamazione", nel caso in cui la riscossione delle entrate locali viene svolta da Equitalia, in quanto sarà l'interessato a decidere se aderire e, in tal caso, avrà contatti diretti con Equitalia per l'attivazione della procedura. Se invece i Comuni non si avvalgono dell'agente nazionale della riscossione ma utilizzano l'ingiunzione fiscale, anche per il tramite di un concessionario esterno, in tal caso la "rottamazione" non è automatica ma opera solo se il Comune ha adottato l'apposita delibera di consiglio contenente la disciplina applicativa.
In ordine al termine per effettuare l'adempimento, il Dl 193/2016 imponeva ai comuni di approvare un'apposita delibera di consiglio entro il 1° febbraio 2017. In molti hanno però segnalato la ristrettezza dei tempi concessi e la necessità di prevedere una proroga per consentire una più ampia adesione ai comuni interessati. In tal senso sono stati anche proposti alcuni emendamenti in sede di conversione in legge del Dl 244/2016 ("milleproroghe"), attualmente in discussione al Senato.
Ma il Dl 8/2017 ha anticipato i tempi introducendo un'apposita norma che modifica il Dl 193/2016 consentendo ai comuni di aderire alla definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali «entro il termine fissato per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali per l'esercizio 2017», cioè entro il 31 marzo 2017. Non deve tra l'altro trarre in inganno la circostanza che la norma sia contenuta in un decreto-legge avente ad oggetto le popolazioni colpite dagli ultimi eventi sismici, in quanto l'articolo 11 comma 14 del Dl 8/2017 (che ha modificato l'articolo 6 ter del Dl 193/2016) ha una portata generale e non già limitata ai soli comuni terremotati. In tal senso depone il comma 10 dell'articolo 11 che differisce di un anno i termini e le scadenze previste per la rottamazione delle cartelle esattoriali, ma questa volta precisando che la proroga riguarda solo i soggetti residenti nei comuni terremotati.
Conclusione alla quale è pervenuta anche l'Ifel (fondazione dell'Anci) con un comunicato del 10 febbraio scorso, nel quale si legge che, a seguito dell'emanazione del Dl 8/2017, il termine per l'adesione alla definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento risulta prorogato al 31 marzo 2017 per tutti gli enti locali. L'Ifel, peraltro, evidenzia che tale modifica concede più tempo – rispetto al termine originario ormai scaduto del 1° febbraio 2017 – per valutare l'eventuale equiparazione di trattamento tra le posizioni debitorie dei contribuenti oggetto di ingiunzioni e quelle oggetto di riscossione coattiva tramite ruolo, per le quali, secondo i criteri di cui all'articolo 6 del decreto 193/2016, la definizione agevolata opera obbligatoriamente.


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