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Stato-Città, Anci: «Via libera a riparto fabbisogni standard aree vaste e rinvio intesa Dpcm che sana illegittimità spending review»

di Giuseppe Pellicanò

«Lo schema di Dpcm riguardante la nota metodologica e i coefficienti di riparto dei fabbisogni standard delle Province e delle Città metropolitane è solo un primo passo ancora provvisorio in vista della completa rielaborazione del sistema dei fabbisogni standard. Un sistema che, a regime, dovrà tenere espressamente conto delle maggiori funzioni riconosciute alle Città metropolitane, anche in fase di stima e di specificazione dei modelli di calcolo». È con questa precisazione che Paolo Perrone, sindaco di Lecce e vice presidente vicario dell'Anci, ha espresso il via libera dell'Anci al provvedimento durante la seduta della Conferenza Stato-Città svoltasi ieri al Viminale. Con lui a rappresentare il punto di vista dei Comuni vi era anche Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e vice presidente dell'Associazione.

La posizione dell'Anci
Nello specifico Perrone ha ribadito la posizione di Via dei Prefetti favorevole a una «definizione specifica dei compiti e delle risorse finanziarie da assegnare alle Città metropolitane, che dovrebbero essere considerate comparto autonomo nell'ambito degli enti territoriali».
Lo stesso vice presidente vicario ha auspicato anche una riflessione sulla reale entità delle risorse economiche e strumentali necessarie per assicurare l'efficacia delle funzioni essenziali di tutti gli enti di area vasta, considerando «il progressivo degrado dei sistemi di gestione frutto di una stagione di tagli - ha concluso Perrone - non sufficientemente meditati».
L'Anci si è riservata di esprimere, nella prossima riunione della Conferenza Stato-Città, il proprio parere in merito al Dpcm che sana l'illegittimità costituzionale riscontrata dalla Consulta che, con la sentenza n. 129 del 6 giugno 2016, ha bocciato la spending review voluta dal governo Monti per gli anni 2013 e successivi. A esprimere la posizione di via dei Prefetti è stato Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e vice presidente dell'Associazione. Nello specifico la Corte Costituzionale ha eccepito il mancato coinvolgimento degli enti locali e l'assenza di un termine per l'adozione del provvedimento ministeriale.

La sentenza della Consulta
Ricci ha sottolineato il valore di principio della sentenza 129/2016 che, come altri provvedimenti della Consulta e del Consiglio di Stato, «punta a delimitare la discrezionalità amministrativa del Governo centrale, a favore della valorizzazione del confronto con le Autonomie anche – e soprattutto – nell'applicazione di misure straordinarie di contenimento della spesa e di apposizione di vincoli gestionali».
Il vice presidente Anci, dopo aver ricordato l'impegno dell'Associazione per contrastare il taglio e introdurre correttivi volti a contenere l'effetto delle riduzioni, ha chiesto di individuare la fascia di Comuni eccessivamente penalizzati dal taglio e di assegnare loro risorse aggiuntive. «Come associazione ci auguriamo che arrivi questa disponibilità da parte del governo: questo obiettivo – ha concluso Ricci – non corrisponde solo a criteri di equità e di mitigazione dei tagli subiti dai Comuni tra il 2011 e il 2015, ma tiene conto delle obiettive difficoltà nel modificare oggi il riparto a suo tempo applicato».


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