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Processo tributario, attesa la decisione delle sezioni unite sulla costituzione in giudizio

di Fabio Borrello (*) - Rubrica a cura di Anutel

L'individuazione del dies a quo del termine di cui all'articolo 22 del Dlgs 546/1992 e, la possibilità di produrre, al momento della costituzione, in luogo della fotocopia della ricevuta di spedizione del ricorso, la relativa ricevuta di ritorno. Questi i temi su cui si è sviluppata la querelle da risolvere. I giudici della Suprema Corte, hanno posto l'attenzione sull'interpretazione degli articoli 22 e 53 del Dlgs 546/1992, riscontrando in giurisprudenza diverse orientamenti: con l'ordinanza n. 26585-14 del 29 marzo 2016, depositata in data 14 settembre 2016, la sezione V della Corte di cassazione, ha rimesso gli atti al Primo Presidente, affinché valuti l'opportunità di assegnare la trattazione e la decisione del ricorso alle sezioni Unite, atteso che le questioni trattate, oltre a rendere necessaria un'armonizzazione tra pronunce, possono qualificarsi di particolare importanza ai sensi dell'articolo 374, comma 2 del Cpc.
Proprio dalla lettura dell'articolo 22 - richiamato anche dall'articolo 53 - che recita: «Il ricorrente» deve, «entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso» depositare nella segreteria della commissione tributaria adita, o trasmettere ad essa a mezzo di plico raccomandato, «copia del ricorso…spedito per posta, con fotocopia della ricevuta…della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale", tale deposito è previsto "a pena di inammissibilità», essendo espressamente previsto che tale inammissibilità vada rilevata «d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se la parte resistente si costituisce…»; i Giudici della Cassazione, ricostruiscono con estrema chiarezza, il dibattito corrente in giurisprudenza.

Gli orientamenti diversi : sulla decorrenza e...
Il termine di 30 giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente, decorre dal momento della spedizione o dal momento di ricezione del ricorso.
1) Secondo un primo indirizzo giurisprudenziale, la verifica della tempestività della costituzione in giudizio del ricorrente/impugnante, con la decorrenza del termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente sarebbe normativamente ancorata «alla spedizione», e non alla ricezione del ricorso da parte del resistente, come si evincerebbe dal fatto che l'articolo 22, comma 1, prevede modalità di deposito che presupporrebbero solo la spedizione del ricorso, e non la sua ricezione, sottraendo detto adempimento alla regola dell'articolo 16, comma 5. La teoria si giustifica, consentendo, la verifica dell'osservanza, del termine di decadenza della proposizione del ricorso introduttivo ex articolo 21 del Dlgs 546/1992, nel giudizio di primo grado, ai fini dell'eventuale consolidamento del rapporto tributario sulla base del provvedimento dell'amministrazione finanziaria oggetto di doglianza, ovvero nel giudizio di appello, del termine di decadenza dall'impugnazione, previsto dall'articolo 51 del Dlgs 546/1992, ai fini del passaggio in giudicato della sentenza gravata.
Per di più il rispetto delle norme di ordine pubblico processuale sono compiute d'ufficio dal giudice e sono sottratte al potere dispositivo del giudice, rispondendo a preminenti esigenze di natura pubblica afferenti al controllo della regolarità dello svolgimento del processo e che in caso di esito negativo, porta all'inammissibilità, quale condizione ostativa all'esame nel merito della domanda.
2) Un altro orientamento, invece, ritiene la verifica della tempestività della costituzione in giudizio del deposito di fotocopia della ricevuta del ricorso o dell'atto di appello della raccomandata, vada letta non facendo decorrere il termine dalla spedizione, ma dalla ricezione del plico postale raccomandato. Quest'orientamento basa la propria convinzione sulla scorta del principio di scissione degli effetti delle notificazioni, in una logica unitaria tra notificazioni a mezzo del pubblico ufficiale notificatore e del servizio postale, che valorizza l'articolo 16, comma 5, secondo cui qualsiasi notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data di spedizione, che prosegue stabilendo che «i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l'atto è ricevuto», pertanto siccome il termine di 30 giorni, fissato dall'articolo 22 per la costituzione in giudizio, ha inizio dalla proposizione del ricorso, esso non potrebbe che decorrere dalla data di recapito postale dell'atto al destinatario.

...sul deposito
Veniamo alla possibilità di produrre, al momento della costituzione, in luogo della fotocopia della ricevuta di spedizione del ricorso, la relativa ricevuta di ritorno.
1) Secondo il primo filone giurisprudenziale, la rituale costituzione in giudizio del ricorrente richiede il deposito, entro trenta giorni dalla proposizione, nella segreteria della commissione tributaria adita, dell'originale del ricorso notificato o di copia dello stesso spedito per posta, unitariamente a copia della ricevuta di spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale; in difetto il ricorso è inammissibile né esso è sanabile per via della costituzione del convenuto.
2) Invece, a parere di un secondo filone interpretativo il deposito, all'atto di costituzione, della ricevuta di spedizione è surrogabile mediante il deposito sempre all'atto della costituzione, della ricevuta di ritorno, atteso che «anche l'avviso di ricevimento del plico raccomandato riporta la data di spedizione», per cui «il relativo deposito deve ritenersi…perfettamente idoneo ad assolvere alla funzione probatoria che la norma assegna all'incombente». La presenza o meno in atti della ricevuta di spedizione postale del ricorso sarebbe processualmente ininfluente ove sia comunque prodotto (tempestivamente) l'avviso di ricevimento del plico.

Osservazioni conclusive
Non rimane che attendere la decisione del Primo Presidente, confidando che la questione sia rimessa alle Sezioni Unite, vista l'importanza rappresentata ai fini di dare certezza al diritto, ciò a fortiori per l'importanza rivestita dalla notifica tramite il servizio postale. Questi argomenti, tuttora dibattuti meriterebbero un approfondimento da affidare alla Sezione più autorevole, così da assicurare l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, oltre all'unità del diritto oggettivo nazionale, ai sensi dell'articolo 65 del Rd 30 gennaio 1941 n. 12.

(*) Avvocato tributarista


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