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Dal 2017 possibile per le Pa acquistare autovetture ma con limiti

di Gianluca Della Bella (*) - Rubrica a cura di Anutel

È dal 2013 che per le pubbliche amministrazioni vige il divieto di acquistare autovetture ed ora, dopo quattro anni di fermo, è possibile sostituire gli autoveicoli degli enti pubblici, facendo tuttavia attenzione a rispettare alcuni limiti, tutt'ora vigenti.

Il divieto di acquistare autovetture
Con la legge 228/2012, (legge di stabilità 2013) il Legislatore aveva introdotto, al comma 143 dell'articolo 1, il divieto per le Pa di acquistare autovetture e di stipulare contratti di locazione finanziaria aventi a oggetto automobili, fino al 31 dicembre 2014. Tale divieto era stato poi prorogato di un anno dall'articolo 1, primo comma, del decreto legge 101/2013 e da ultimo, tale termine è stato ulteriormente posticipato al 31 dicembre 2016 dal comma 636 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2016 (legge 208/2015).
L'aspetto che più stona quando si parla di gestione delle vetture di servizio è che il Legislatore, nell'introdurre limiti e divieti, ha sempre avuto come modello di riferimento strutture organizzative mastodontiche quali potrebbero essere quelle dei Ministeri, delle Agenzie o delle pubbliche amministrazioni con migliaia di dipendenti e centinaia di auto, senza rendersi conto che nella realtà quotidiana poi le norme vanno applicate anche ai piccoli Comuni, sempre in prima linea nel fornire servizi ai cittadini. È evidente, infatti, che, nel dover rispettare vincoli di spesa puntuali, i piccoli enti locali rischiano di non poter erogare quelle funzioni primarie attribuite loro dalla Costituzione. Unica eccezione al divieto, come previsto dal comma 144 della legge 228/2012, erano le auto adibite alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e quelle per i servizi sociali, che potevano invece essere comprate.

Gli altri limiti per le autovetture di servizio
Venuto meno il veto di acquistare autovetture di servizio da adibire a servizi istituzionali diversi dalla Polizia Locale e dai servizi sociali, i Comuni potrebbero iniziare a pensare a come poter sostituire un parco automezzi obsoleto, inquinante e poco sicuro con auto Euro 6 magari ibride o a metano. Ma i precedenti tetti di spesa per l'acquisto e la gestione delle auto di servizio sono rimasti in vigore, rendendo in molti casi dal tutto vano la cessazione del divieto. L'articolo 5 del decreto legge 95/2012, cosiddetto spending review, ha infatti previsto, dal primo gennaio 2014, un limite di spesa del 30% dei costi sostenuti nel 2011 per l'acquisto, manutenzione, noleggio di autovetture di servizio e per i buoni taxi. Sebbene da tale limite siano espressamente escluse le spese per le automobili della Polizia Locale e dei servizi sociali, come già detto, per i Comuni più piccoli sarà arduo restare nei limiti di spesa, soprattutto se nel 2011 non sono state acquisite auto di servizio. Va tuttavia rilevato che, da una lettura combinata del citato articolo 5 del Dl 95/2012 con l'articolo 1 del Dl 101/2013, rientrano tra le categorie escluse dai vincoli di spesa anche le auto per la protezione civile, utilizzate dalle amministrazioni di cui all'articolo 6 della legge 225/1992, tra le quali rientrano le Regioni, Province e Comuni. Ulteriori vincoli riguardano poi la cilindrata delle auto di servizio che non possono superare i 1.600 cc, come prevede l'articolo 2, primo comma, del decreto legge 98/2011, tutt'ora vigente.

Il censimento permanente delle autovetture di servizio
Da ultimo si rammenta che permane l'obbligo di adempiere al censimento permanente delle autovetture di servizio da parte degli enti inseriti nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, incluse le autorità indipendenti, le Regioni e gli enti locali, previsto dal Dpcm 25 settembre 2014, che ha introdotto nuove modalità di rilevazione. In base a tale norma, le Pa interessate inseriscono annualmente, in un apposito portale web del Dipartimento della Funzione Pubblica, il numero e l'elenco delle automobili di servizio a qualunque titolo utilizzate, distinte tra quelle di proprietà e quelle oggetto di contratto di locazione o di noleggio, con l'indicazione della cilindrata e dell'anno di immatricolazione. Per la rilevazione relativa all'anno 2016, dato il notevole afflusso di utenti, i termini per il completamento sono stati posticipati al 10 febbraio 2017.

(*) Docente esclusivo Anutel


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