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Le possibili variazioni di bilancio nell'esercizio provvisorio

di Ilaria Nesi - Rubrica a cura di Anutel

Il termine per l'approvazione del bilancio di previsione 2017-2019 è stato differito al 31 marzo 2017 dal Dl 244/2016. Nel caso in cui l'ente locale non abbia ancora provveduto sarà in esercizio provvisorio. Nel corso dell'esercizio ci sono molteplici restrizioni da dover adottare, in particolare l'ente può impegnare solo spese correnti, eventuali spese correlate in partite di giro e lavori pubblici di somma urgenza.
Durante l'esercizio provvisorio, in caso di necessità e/o urgenza, è possibile adottare variazioni di bilancio, le quali dovranno essere effettuate sugli stanziamenti dell'ultimo bilancio di previsione approvato (triennio 2016-2018). Le variazioni di bilancio, in base a quanto stabilito dall'articolo 175 del Tuel, spettano generalmente al Consiglio, tranne quelle che la norma specificatamente attribuisce alla competenza della Giunta e/o dei singoli responsabili di spesa o del servizio finanziario.
L'articolo 163 del Tuel prevede che le variazioni da poter eseguire nell'esercizio provvisorio, da apportare all'ultimo bilancio approvato, possano essere:
• Il riaccertamento ordinario dei residui e le conseguenti variazioni per re-imputazioni sugli stanziamenti dell'ultimo bilancio approvato (è necessaria una deliberazione di Giunta comunale con il parere dell'organo di revisione);
• L'utilizzo della quota vincolata dell'avanzo di amministrazione, relativamente alla mera re-iscrizione di economie di spesa derivanti da stanziamenti di bilancio dell'esercizio precedente corrispondenti a entrate vincolate, a fronte di una relazione del dirigente competente (è necessaria una deliberazione di Giunta con il parere dell'organo di revisione).

Il principio contabile
Inoltre, il principio contabile relativo alla gestione finanziaria (Allegato 4/2 al Dlgs 118/2011) prevede che possano essere adottate anche in esercizio provvisorio:
• al punto 8.11: le variazioni compensative tra le dotazioni delle missioni e dei programmi limitatamente alle spese per il personale, conseguenti a provvedimenti di trasferimento del personale all'interno dell'ente (è necessaria una deliberazione di Giunta);
• al punto 8.12: l'utilizzo del fondo di riserva per fronteggiare obbligazioni derivanti da dei provvedimenti giurisdizionali esecutivi, da obblighi previsti dalla legge e per garantire la prosecuzione o l'avvio di attività soggette a termini di scadenze, il cui mancato assolvimento causerebbe un danno all'ente (in base all'articolo 166 del Tuel - è necessaria una deliberazione di Giunta);
• punto 8.13: per spese compensative all'interno dei programmi e dei capitoli, si posso fare variazioni sugli stanziamenti di competenza dei macroaggregati compensative all'interno dei programmi e dei capitoli, anche prevedendo l'istituzione di nuovi capitoli (è necessaria o la deliberazione di Giunta comunale o determina del responsabile del servizio in base alla tipologia del macroaggregato). Per le entrate, variazioni sugli stanziamenti di competenza all'interno della stessa tipologia e della medesima categoria anche istituendo nuovi capitoli (è necessaria una determinazione del responsabile del servizio/responsabile del servizio finanziario).

Nuovi capitoli di entrata
In assenza di variazioni compensative è consentita con deliberazione di Giunta l'istituzione di nuovi capitoli di entrata con stanziamenti pari a zero in tipologie per le quali esistono già stanziamenti.
Nel caso in cui non sia presente neanche la tipologia, è possibile, attraverso una deliberazione in questo caso del Consiglio comunale, istituire la tipologia di entrata, sempre pari a zero, per la quale a bilancio non sono stati previsti stanziamenti.
Le variazioni in sede di esercizio provvisorio devono essere considerate «straordinarie», di fatto è consigliabile provvedere quanto prima ad approvare il bilancio di previsione 2017-2019. L'esercizio provvisorio provoca una gestione finanziaria «temporanea» e sarebbe auspicabile non ricorrervi per un lungo periodo. Saper pianificare entro i primi mesi dell'anno la previsione del triennio successivo (ancor meglio entro il 31 dicembre dell'anno precedente), fa si che l'ente locale attribuisca alla programmazione un ruolo strategico fondamentale per il buon funzionamento della pubblica amministrazione.


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