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Imposta sulla pubblicità, frecce stradali da tassare singolarmente anche se sono su un unico pannello

di Pasquale Mirto

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Ctp di Modena, con la sentenza 20 gennaio 2017 n. 35, interviene sul tema delle modalità di assoggettamento all'imposta sulla pubblicità delle frecce stradali pubblicitarie. Il problema attiene alle modalità di calcolo, ovvero se in presenza di un unico impianto contenente più frecce pubblicitarie occorre assoggettare l'unico impianto o le singole frecce. Le due modalità di calcolo portano a risultati molto diversi, perchè nel caso in cui occorra conteggiare la superficie di ogni singola freccia, come se fosse un autonomo mezzo pubblicitario, occorre procedere all'arrotondamento al metro quadrato. Sul tema in realtà esiste un contrasto tra la Corte di cassazione e il dipartimento delle Finanze.

Occorre premettere che l'articolo 6 del Dlgs 507/1993 prevede che «è solidalmente obbligato al pagamento dell'imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità». In altri termini l'imposta di pubblicità può essere richiesta o al soggetto che detiene il mezzo pubblicitario o al soggetto che è pubblicizzato. Peraltro, la Corte di cassazione (sentenza n. 9627/2012) ha ritenuto che l'applicabilità della solidarietà non è subordinata alla preventiva notifica di un atto di accertamento nei confronti del titolare del mezzo pubblicitario, sicché «deve escludersi che la legittimità dell'avviso di accertamento al soggetto pubblicizzato dipenda dalla previa o contestuale emissione di altro avviso nei confronti del soggetto che dispone del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso».

Il contrasto tra Cassazione e Mef
Il caso delle frecce pubblicitarie era stato scrutinato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 252/2012, nella quale si era precisato che l'articolo 7 del Dlgs 507/1993 - secondo il quale l'imposta deve essere determinata in base alla superficie della figura geometrica piana in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario «indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti» - trova applicazione solo esclusivamente nell'ipotesi in cui i messaggi, contenuti nel medesimo pannello pubblicitario, siano riferibili alla stessa azienda. In caso contrario, la divulgazione tramite un unico mezzo pubblicitario di plurimi messaggi relativi ad aziende diverse, non consente di liquidare l'imposta in base alla complessiva superficie della figura geometrica rappresentata dal pannello, dovendosi invece essere liquidate tante imposte quanti sono i messaggi pubblicitari, in quanto altrimenti verrebbe illogicamente estesa a ogni singola azienda pubblicizzata l'obbligazione solidale per il pagamento di un importo non corrispondente alla imposta relativa alla pubblicità di cui la singola azienda beneficia.
Tale sentenza era stata però oggetto di una lettura "particolare" da parte del Mef, che con nota del 7 luglio 2014 n. prot. 19899, aveva sostenuto che la sentenza della Corte di cassazione per nulla attiene alla determinazione e liquidazione dell'imposta, ma al caso diverso in cui si manifesti un inadempimento, con conseguente necessità di procedere con distinte quantificazioni a seconda dei soggetti solidalmente responsabili.

La Ctp Modena nella scia della Cassazione
Di diverso avviso, invece, la Commissione tributaria provinciale di Modena, che ha inteso dare continuità alla giurisprudenza di legittimità, rilevando in aggiunta, che l'unica deroga espressa è prevista per la pubblicità varia, per la quale l'articolo 15 prevede la liquidazione dell'imposta «indipendentemente dai soggetti pubblicizzati».
In conclusione, la solidarietà, e quindi l'imponibilità per singola freccia pubblicitaria, «si giustifica in quanto il presupposto impositivo viene a realizzarsi nei confronti tanto del soggetto passivo quanto del coobbligato solidale».


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