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Diritti di rogito, economi e disavanzo: le massime della Corte dei conti in rassegna

di Marco Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pubblichiamo di seguito la rassegna con la sintesi del principio delle più interessanti pronunce delle sezioni regionali di controllo delle Corte dei conti depositate nel corso delle ultime settimane.

DISAVANZO DELLA FONDAZIONE E RIPIANAMENTO
Deve essere rilevata la mancanza di un espresso obbligo legale e indiscriminato di copertura del disavanzo, da parte delle pubbliche amministrazioni e in favore di organismi comunque deputati allo svolgimento di attività di interesse generale. A fortiori tale conclusione può essere argomentata in considerazione dell'impossibilità di ricondurre alla categoria di cui all'articolo 114 del Tuel la fondazione costituita da un ente locale insieme ad altri enti pubblici (al cui patrimonio peraltro, secondo quanto riferito dal medesimo comune istante, l'ente risulta non avere affatto contribuito, in violazione degli obblighi originariamente assunti). In ogni caso, la diversità ontologica, pure rispetto alle società, della struttura (e l'impossibilità di concepire una sua ricapitalizzazione) consente di escludere l'applicazione, anche analogica, delle disposizioni che in via eccezionale permettono a un ente pubblico di farsi carico del disavanzo di una struttura deputata alla gestione di un servizio di interesse generale. La giurisprudenza contabile ha anzi negato che un ente locale sia tenuto al sistematico od occasionale ripiano delle perdite di una fondazione, atteso che alle stesse deve essere in grado di far fronte lo stesso ente fondazionale con il proprio patrimonio, a pena di estinzione o trasformazione.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELL'ABRUZZO – PARERE27 GENNAIO 2017 N. 5/2017

DIRITTI DI ROGITO E QUALIFICA DIRIGENZIALE
Dettando una disciplina derogatoria rispetto a quella generale, l'articolo 10, comma 2-bis della legge 114/2014 ha mantenuto in vita i diritti di rogito per il segretario comunale nel caso in cui quest'ultimo non percepisca una retribuzione equiparata a quella dei dirigenti. La logica della deroga operata dal legislatore è pertanto quella di realizzare un contemperamento degli interessi avendo ritenuto l'interesse dell'ente ad appropriarsi delle risorse precedentemente devolute al segretario comunale recessivo rispetto alla tutela della condizione economica dei segretari appartenenti alla fascia retributiva più bassa. Il suddetto ragionamento, ribadendo il fondamentale principio di «omnicomprensività della retribuzione», è derogatorio però solo per i Segretari comunali di fascia C in considerazione del differente (deteriore) regime retributivo si pone in linea con l'intervento chiarificatore della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti (Deliberazione n. 21/2015).
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA CAMPANIA - PARERE 20 GENNAIO 2017 N. 7/2017

GESTIONE ECONOMALE E GIUDIZIO DI CONTO
La pronuncia richiama alcuni principi giurisprudenziali elaborati dalla Corte dei conti con riferimento ai giudizi di conto resi da economi operanti, tra cui assumono particolare importanza i seguenti: 1) l'economo è personalmente responsabile delle somme ricevute in anticipazione e nel conto reso annualmente deve dimostrare la regolarità dei pagamenti eseguiti; 2) l'economo è obbligato ad utilizzare il fondo economato per le sole spese tassativamente previste nel relativo regolamento e non può distrarlo per eseguire spese non espressamente previste nel regolamento; 3) il controllo e la verifica della regolarità delle spese costituisce un obbligo del responsabile del servizio finanziario ed è propedeutico al discarico delle somme pagate, con reintegrazione del fondo economale; 4) può sussistere responsabilità concorrente dell'economo che ha effettuato spese non previste o superiori al limite massimo stabilito nel regolamento e del responsabile del servizio finanziario che non le abbia segnalate a seguito dell'esame in sede di rendicontazione e di parificazione; 5) il fondo economale non può essere utilizzato per aggirare le disposizioni di contabilità in tema di assunzione di impegno ricorrendo, semmai, all'artificiosa parcellizzazione delle spese, dettate, in via generale, dalla normativa comunitaria e nazionale in tema di procedure contrattuali; 6) il fondo economale deve essere determinato annualmente in sede di approvazione del documento generale di bilancio dell'ente, quale espressione degli Organi collegiali deliberativi dell'indirizzo politico dell'ente.
SEZIONE GIURISDIZIONALE DEL VENETO - SENTENZA 17 GENNAIO 2017 N. 6/2017


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