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Conferenza unificata, gioco d'azzardo, finanza locale e decreto Mezzogiorno: ecco i pareri espressi dall'Anci

di Emiliano Falconio

Gioco d'azzardo, finanza locale (nello specifico il cosiddetto "fondone" da 3 miliardi da assegnare per Città metropolitane, Province e Regioni) e decreto Mezzogiorno: su questi temi è stata chiamata ad esprimersi l'Anci nel corso della Conferenza unificata, tenutasi ieri pomeriggio al ministero per gli Affari regionali.

Gioco d'azzardo
«Sul gioco d'azzardo – ha riferito al termine della riunione il presidente dell'Anci Antonio Decaro - abbiamo ottenuto la riduzione del 30% all'anno delle macchinette e la contrazione del 50% del totale delle sale da gioco. Manca l'ultimo miglio per chiudere l'accordo, che è quello di stabilire una distanza minima delle sale di tipo A almeno rispetto alle scuole». «Su entrambe le tipologie di sale – ha aggiunto – abbiamo ottenuto il limite di otto ore per le attività delle sale, fascia oraria che sarà decisa dai Comuni. Ai Comuni, inoltre, resta in capo l'individuazione dei regolamenti per le distanze delle sale B. La prossima settimana ci rivedremo – ha concluso Decaro Decaro – ma in questa lunga trattativa, fino ad ora il governo ci ha dato grande disponibilità: manca solo l'ultimo miglio sulle sale».

L'assegnazione del "fondone"
Altro tema affrontato a Via della Stamperia l'assegnazione del cosiddetto "fondone", contenuto nella Legge di Bilancio 2017, che contiene le risorse per Città metropolitane, Province e Regioni. «Abbiamo chiesto e ottenuto il rinvio – ha detto ancora Decaro - per la necessità di veder eliminato il taglio alle Città metropolitane delle Regioni a statuto speciale. Fino allo scorso anno queste città di Sicilia e Sardegna facevano parte delle Province e potevano quindi utilizzare il fondo dedicato per azzerare il prelievo a loro carico. Quest'anno per loro non è previsto alcun fondo e quindi non potremo dare intesa senza la nettizzazione del taglio anche per loro».
«Anche sulle Città metropolitane delle regioni a statuto ordinario – ha poi ricordato il presidente Anci – restano difficoltà da approfondire, soprattutto per quanto riguarda le funzioni che in molti casi Regioni e ministeri hanno lasciato in capo alle Città. Questo significa avere in capo funzioni da gestire pur non avendo le risorse per farlo». Anche di questo si discuterà nella Conferenza Unificata straordinaria della prossima settimana, nel frattempo Anci, ha riferito Decaro, ha consegnato al governo un documento completo sulla situazione complessiva delle funzioni ancora in carico alle Città metropolitane.

Il decreto Mezzogiorno
Agli enti locali, poi, è stato chiesto un parere sul disegno di legge di conversione del decreto legge 243/206, riguardante misure urgenti per la coesione sociale e territoriale in particolar modo nel Mezzogiorno, è l'intesa sullo schema di direttiva riguardo il sistema di allertamento per i maremoti richiesto dall'Europa.
«Sul decreto Mezzogiorno – ha detto il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale Anci enzo Bianco - abbiamo chiesto al governo di reintrodurre l'emendamento che istituisce un fondo ad hoc per la progettazione, al fine di velocizzare l'utilizzo di risorse in ambito comunitario. Si tratta di una questione di grande rilievo perché sono risorse fondamentali per la realizzazione dei progetti».
Anche sul sistema di allertamento per i maremoti Bianco ha riferito di aver «sollevato una raccomandazione ovvero che si prevedano strumenti adeguati per l'allarme verso la popolazione in caso di eventuali maremoti. L'attuale sistema di allerta – ha spiegato il sindaco di Catania – non è adeguato. Serve perciò un sistema più efficace che informi direttamente la popolazione senza mediazione e attraverso sistemi di sirene o allerta tramite sistemi telefonici. Un protocollo d'emergenza insomma – ha concluso Bianco – essendo di circa sei ore il lasso di tempo tra l'allarme dato al Comune e l'effettivo maremoto, tempistica che evidentemente non permetterebbe una celere comunicazione alla popolazione e quindi l'evacuazione e la messa in sicurezza di centinaia di migliaia di persone».


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