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Bilanci 2017, enti in affanno sul fondo crediti dubbia esigibilità

di Elena Brunetto (*) - Rubrica a cura di Anutel

Una delle principali difficoltà che gli enti locali si trovano ad affrontare nel predisporre il Bilancio 2017/2019 è data dal notevole incremento delle somme da accantonarsi a Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Il valore del Fcde da iscrivere a bilancio, infatti, si sta man mano incrementando, sia per effetto dell'aumento delle percentuali di accantonamento, sia per il fatto che, utilizzando dati di annualità già gestite secondo le regole del nuovo ordinamento contabile previsto dal Dlgs 118/2011, per determinare la media quinquennale delle riscossioni per tali annualità si raffrontano esclusivamente gli incassi in conto competenza con gli accertamenti di competenza e non anche quelli in conto residui come era invece previsto sulle annualità ante Dlgs 118/2011.

Il principio contabile
Il principio contabile prevede che per il calcolo del Fcde a bilancio debbano essere presi in considerazione i dati dell'ultimo quinquennio chiuso.
Pertanto, considerato il termine del 31 marzo 2017 per la predisposizione del nuovo bilancio, dovranno essere utilizzati i dati del quinquennio 2011/2015 dove, per l'annualità 2015 (ultimo rendiconto approvato), dovranno quindi essere considerati solo gli incassi di competenza. Ne deriva che, almeno per un quinto del calcolo, i dati della riscossione saranno più bassi rispetto a quelli delle annualità precedenti.
Di conseguenza negli anni a venire, a mano a mano che le annualità gestite con le regole del nuovo ordinamento aumenteranno, per effetto di tale modalità di calcolo la media quinquennale delle riscossioni è destinata a ridursi, aumentando l'importo a compensazione da accantonarsi a Fcde.
Trascorsi 5 anni, a decorrere quindi dall'esercizio 2021, il Fondo sarà calcolato raffrontando esclusivamente gli incassi di competenza con gli accertamenti di competenza. Ciò significa che nel corso dell'esercizio tutte le entrate mediamente non riscosse non potranno più essere utilizzate dell'ente a finanziamento del proprio bilancio, ma dovranno obbligatoriamente essere accantonate al Fondo crediti di dubbia esigibilità iscritto a bilancio.

Limiti della norma
La norma pare veramente troppo vincolante e restrittiva, in quanto risulta fisiologico che parte delle entrate accertate nel corso dell'esercizio, in particolar modo quelle accertate nell'ultima parte dell'anno, ancorché già scadute, vengano ricosse nell'anno successivo, magari per effetto di attività di sollecito e/o di recupero che gli enti possono attivare solo successivamente alla scadenza dei termini di pagamento.
Accantonare tutte le poste a Fcde determinerebbe un incremento del risultato di amministrazione, anche eccedente rispetto alla necessità di copertura del fondo stesso a rendiconto che, invece, tiene conto proprio delle riscossioni in conto residui effettuate dall'Ente negli esercizi successivi.
Il risultato finale, quindi, sarebbe quello, da un lato, di spingere gli Enti a un incremento delle entrate correnti attraverso l'inasprimento della pressione tributaria e/o tariffaria e, dall'altro, di generare degli avanzi di amministrazione disponibili, utili per il risanamento degli enti in disavanzo, ma di difficile utilizzo per tutti gli altri enti, anche in funzione dei nuovi vincoli di finanza pubblica sul pareggio di bilancio.
Il principio contabile prevede però un'altra possibile opzione per la determinazione del Fcde a bilancio. Tale modalità consente di sommare agli incassi di competenza anche quelli avvenuti nell'anno successivo in conto RA dell'anno precedente (a titolo esemplificativo, per la determinazione del Fcde 2017, gli incassi in conto Residui attivi 2015 avvenuti nel corso dell'esercizio 2016).
In tal caso il principio contabile prevede la necessità di retrocedere di un anno gli esercizi di riferimento per il calcolo del Fcde, in modo tale da avere a disposizione i dati della riscossione dell'esercizio successivo.
Appare questa una soluzione utile e interessante per gli enti, per poter evitare l'accantonamento a fondo di risorse che mediamente vengono comunque riscosse già nell'anno seguente.
In sede di predisposizione del bilancio 2017, considerato il rinvio dei termini al 31 marzo 2017 e il termine del 31 gennaio 2017 entro il quale il tesoriere è tenuto alla resa del conto, si ritiene che già a fine gennaio i dati delle riscossioni 2016 possano essere considerati definitivi e che, pertanto, tale possibilità di calcolo possa già essere utilizzata.

(*) Componente osservatorio tecnico e docente Anutel


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