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La deroga al fondo pluriennale vincolato richiede più tempo

di Francesco Fraticelli (*) - Rubrica a cura di Anutel

Nella nuova legge di bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016 n. 232 «bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019») emergono una serie di misure per gli enti locali: nuove regole sugli equilibri di bilancio di enti locali e regioni. I commi da 463 a 482 disciplinano il pareggio per gli enti territoriali, mettendo a regime le regole introdotte con la Stabilità del 2016.
Dal 2017, sia in fase previsionale sia di rendiconto, il saldo del bilancio degli enti non può essere negativo; è inoltre previsto un sistema sanzionatario e premiale.

Fondo pluriennale vincolato
In questo intervento, particolare attenzione sarà dedicata all'esame delle modifiche previste in tema di utilizzo del Fondo pluriennale vincolato.
Nello specifico, l'articolo 1, comma 467, consente ai Comuni che approvano il bilancio di previsione 2017-2019 entro il prossimo 31 gennaio di derogare alle regole di costituzione del fondo pluriennale vincolato previste dal principio contabile relativo alla competenza finanziaria.
Relativamente, poi, alle risorse accantonate in questo fondo di parte spesa nell'anno 2015 per finanziare le spese contenute nei quadri economici di lavori pubblici e quelle per procedure di affidamento già attivate, i Comuni possono conservare le stesse nel fondo pluriennale di spesa anno 2016 qualora non siano state utilizzate nel corso dell'esercizio. Ciò, però, a condizione che sia stato inoltre redatto e validato il progetto esecutivo degli investimenti e che lo stesso sia completo del cronoprogramma.
Ciò significa che, nonostante il milleproroghe (Dl 244/2016) abbia spostato al 31 marzo 2017 il termine per l'approvazione del bilancio da parte del Consiglio, lo stesso dovrà provvedere entro il 31 gennaio all'approvazione del bilancio di previsione 2017/2019 per poter avvalersi della premilalità prevista dalla stessa norma, la quale consentirebbe di mantenere nel 2017 le quote inutilizzate del FPV 2015.
È del tutto evidente che, anche nel rispetto dei tempi tecnici (relazione Revisori, deposito atti e altro) pochissimi Comuni potranno usufruire di tale beneficio. Basterebbe sostenere che il termine del 31 gennaio è per analogia simile a quello dell'approvazione in via ordinaria, e quindi sia sufficiente l'approvazione dello schema da parte della Giunta comunale e la convocazione del Consiglio comunale per l'approvazione definitiva. In questo modo si allargherebbe in modo consistente la platea degli enti che potranno usufruire della norma lasciandone intaccata la lodevole motivazione.

(*) Presidente Regionale del Lazio e componente dell'Organo di revisione Anutel


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