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La contabilità economico-patrimoniale debutta anche negli enti più piccoli

di Daniela Ghiandoni e Elena Masini

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Da quest'anno anche gli enti locali con popolazione inferiore ai 5mila abitanti dovranno concentrarsi sugli adempimenti necessari a garantire l'avvio della contabilità economico-patrimoniale. L'articolo 2 del Dlgs n. 118/2011 obbliga infatti tutti gli enti, senza possibilità di ulteriore rinvio (già previsto dall'articolo 232, comma 2, del testo unico degli enti locali), ad affiancare la contabilità finanziaria con quella economico-patrimoniale, con fini conoscitivi.
Con il rendiconto dell'esercizio 2017 quindi anche tutti i Comuni minori dovranno approvare il primo consuntivo armonizzato, comprendente il conto economico e lo stato patrimoniale, redatti secondo il principio contabile all. 4/3 al Dlgs n. 118/2011.

Le prime operazioni
In sede di prima applicazione, e cioè nei primi mesi del 2017, dovranno essere effettuate varie operazioni, che di seguito riepiloghiamo:
Fase 1: riclassificazione delle voci attive e passive inserite nel conto del patrimonio 2016;
Fase 2: riapertura dei conti riclassificati al 1° gennaio 2017, secondo la nuova articolazione patrimoniale (scrittura in partita doppia «diversi a diversi»);
Fase 3: applicazione dei nuovi criteri di valutazione degli elementi attivi e passivi riclassificati;
Fase 4: rilevazione in partita doppia delle differenze di valutazione;
Fase 5: costituzione riserve di capitale e verifica nuovo patrimonio netto;
Fase 6: avvio delle scritture in partita doppia da riportare sul libro giornale.
Si tratta di operazioni di carattere straordinario molto importanti, assimilabili al riaccertamento straordinario dei residui, che determina il passaggio dai criteri di valutazione e classificazione propri del vecchio ordinamento a quelli previsti dal nuovo ordinamento contabile.
La corretta attuazione di questa fase di transizione, così come una regolare tenuta dell'inventario, pone le basi per la puntuale applicazione della contabilità economico-patrimoniale e si concretizzerà nell'approvazione del primo stato patrimoniale riclassificato e rivalutato al 1° gennaio 2017. Da questa data in poi gli enti sono tenuti a iniziare la rilevazione concomitante e parallela dei fatti gestionali integrata sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico-patrimoniale, attraverso le scritture in partita doppia che, a fine esercizio, saranno opportunamente rettificate e integrate per poter redigere il conto economico e lo stato patrimoniale armonizzati (articolo 232 del Tuel).
Una corretta gestione della contabilità economico patrimoniale è altresì presupposto fondamentale per la redazione del bilancio consolidato.

Adempimenti complessi
La complessità degli adempimenti e delle attività richieste, mai affrontate sino ad ora da molti responsabili finanziari, richiedono competenze altamente specializzate e qualificate che, partendo dalla conoscenza dei principi contabili, possono garantire la loro corretta applicazione sotto il profilo finanziario ed economico-patrimoniale. Molto spesso gli operatori sono portati a pensare che tale attività possa essere affrontata attraverso la mera riclassificazione automatica delle voci patrimoniali o tramite gli automatismi della matrice di correlazione. Tale approccio, esclusivamente "informatico", ha dimostrato già con la contabilità finanziaria tutti i suoi limiti e lacune, conducendo a errori più o meno gravi, su cui l'ente dovrà successivamente porre rimedio, anche a seguito di controlli incrociati che saranno attivati dagli organi di controllo.


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