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Le semplificazioni fiscali nei tributi locali

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

L'articolo 7-quater del Dl 193/2016 ha introdotto una serie di disposizioni in materia di semplificazione fiscale che riguardano, almeno in parte, anche gli enti locali. Tra di esse sono particolarmente rilevanti, oltre le norme riguardanti la notifica degli avvisi di accertamento a mezzo posta elettronica certificata, anche le disposizioni concernenti la sospensione estiva dei termini per la risposta alle richieste di informazioni e documenti rivolte ai contribuenti e l'applicazione delle sospensione feriale dei termini all'accertamento con adesione. Come accennato, dal 1° luglio 2017, gli enti impositori potranno notificare gli atti impositivi rivolti alle imprese, alle società, ai professionisti iscritti in albi o in elenchi statali e ai soggetti diversi dai precedenti che ne fanno esplicita richiesta, a mezzo Pec (commi 6-8)

La sospensione dei termini per le richieste di informazioni
Il comma 16 dell'articolo 7-quater del decreto qui in esame ha dettato una nuova disciplina riguardante i termini per la trasmissione di documenti e delle informazioni richieste ai contribuenti dall'Agenzia delle entrate e, più in generale, da tutti gli enti impositori. La norma riguarda quindi anche gli enti locali che provvedono all'invio di specifiche richieste di documentazione o di questionari ai contribuenti. Come ad esempio accade nell'imposta unica comunale (Imu, Tari e Tasi), a mente dell'articolo 1, comma 693, della legge 147/2013 o nell'Ici, ai sensi dell'articolo 11, comma 3, del Dlgs 504/1992 o nella Tarsu, in base all'articolo 73, comma 1, del Dlgs 507/1993. Rammentando comunque che il ricorso alle richieste di informazioni e di documenti al contribuente dovrebbe essere limitato agli atti o alle informazioni non già in possesso dell'amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche o di gestori di pubblici servizi (articolo 6 della legge 212/2000). La disposizione introdotta dal Dl 193/2016, modificando il comma 11-bis dell'articolo 37 del Dl 223/2006, ha stabilito che il termine per la trasmissione dei documenti e delle informazioni anzidette è sospeso dal 1° agosto al 4 settembre, eccetto per le richieste fatte nello svolgimento delle attività di accesso, ispezione e verifica. Nel caso dell'Imu, ad esempio, una richiesta di informazioni ricevuta dal contribuente in data 15 giugno, con obbligo di risposta entro un termine non inferiore a 60 giorni dalla notifica della stessa, scade non più il 14 agosto, ma il 18 settembre. Tale circostanza incide in particolar modo sull'irrogabilità della sanzione prevista dal comma 698 dell'articolo 1 della legge 147/2013 (da € 100 a € 500), in caso di mancata risposta nel termine di 60 giorni. In base alla lettera della norma la sospensione non sembra applicabile invece per le eventuali richieste di informazioni fatte al contribuente in occasione di accessi nei locali e nelle aree assoggettabili al tributo, ai sensi del medesimo comma 693.
Non è applicabile ai tributi locali invece la norma del successivo comma 17 dell'articolo 7-quater, il quale prevede la sospensione, sempre nel medesimo periodo di cui sopra, del termine per i pagamento delle somme dovute in seguito ai controlli automatici ex articolo 36-bis del Dpr 600/1973 (imposte dirette) e articolo 54-bis del Dpr 633/1972 (Iva) e dei controlli formali ai sensi dell'articolo 36-ter del Dpr 600/1973, limitata agli atti dell'Agenzia delle entrate.

Il termine di sospensione feriale nell'accertamento con adesione
Il comma 18 dell'articolo 7-quater interviene invece a risolvere un conflitto interpretativo generatosi anche in seno alla Corte di cassazione, in relazione all'applicabilità del periodo di sospensione feriale dei termini processuali all'accertamento con adesione.
Come è noto, la procedura di accertamento con adesione è uno strumento deflattivo del contenzioso, previsto dal Dlgs 218/1997, applicabile anche dagli enti locali solo previo il suo recepimento in via regolamentare. Ciò ai sensi sia dell'articolo 50 della legge 449/1997, norma valida in generale per tutti i tributi locali, in base alla quale gli enti possono adottare l'istituto anzidetto sulla scorta dei criteri dettati dalla legge statale di disciplina, e sia, per l'Imu, dell'articolo 9, comma 5, del Dlgs 23/2011, norma che permette peraltro anche la previsione di forme di pagamento rateale degli importi definiti con l'accertamento con adesione, senza applicazione di interessi.
Il Dlgs 218/1997 stabilisce che la presentazione da parte del contribuente dell'istanza di accertamento con adesione, il cui presupposto comunque è sempre la presenza di materia concordabile tra ufficio e contribuente, determina l'automatica sospensione del termine per la presentazione del ricorso avanti alla Commissione tributaria provinciale per un periodo di 90 giorni, decorrenti dalla presentazione della domanda.
In merito si era aperto un conflitto interpretativo sull'applicabilità o meno a tale termine della sospensione feriale prevista dalla legge 742/1969 e decorrente, dal 2015 (Dl 132/2014), dal 1° al 31 agosto di ogni anno. In proposito recentemente la Corte di cassazione, con la sentenza n. 7995/2016, aveva negato l'applicabilità di tale sospensione, evidenziando che l'accertamento con adesione è un procedimento amministrativo e non giurisdizionale. Tuttavia, in passato la stessa Corte di cassazione aveva invece ritenuto applicabile la sospensione feriale dei termini (sentenze n. 10360/2015-11403/2015), così come il Ministero dell'economia e delle finanze, con la risposta all'interrogazione parlamentare del 9 luglio 2015, nella quale si evidenziava come la presentazione dell'istanza di accertamento con adesione sospenda per legge i «termini di impugnazione», con la conseguenza che debbano sommarsi i termini di sospensione feriale. Il comma 18 dell'articolo 7-quater risolve ora la questione, con una disposizione che pare avere valenza interpretativa e, quindi retroattiva, pur mancando nella norma tale espressa qualificazione, come invece richiesto dall'articolo 1, comma 2, della legge 212/2000.
Si rammenta che la giurisprudenza ha altresì da tempo chiarito che il termine di sospensione dei termini di impugnativa è fisso, indipendentemente dall'esito del contraddittorio, salva presentazione del ricorso (Corte Costituzionale, ordinanza n. 140/2011) e che la conclusione negativa del procedimento, con verbale, non ha significato di rinuncia al procedimento (Cassazione, sentenza n. 17439/2012).
Va, infine, evidenziato che nulla cambia per le scadenze di Imu e Tasi, che restano fissate al 16 giugno e al 16 dicembre di ogni anno, in quanto non coinvolte dallo spostamento del termine per il versamento del saldo e degli acconti dell'Irpef e dell'Irap al 30 giugno (articolo 7-quater, comma 19, Dl 193/2016).

(*) Vice Presidente Anutel - Docente esclusivo ANUTEL


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