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Il nuovo piano degli indicatori in bilancio di previsione e rendiconto di gestione

di Ilaria Nesi - Rubrica a cura di Anutel

Enti locali e organismi strumentali «devono adottare un sistema di indicatori semplici denominato piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio» in base all'articolo 18 bis del Dlgs 118/2011. Ciò significa appunto che ogni ente Locale deve costruire secondo criteri e metodologie comuni il piano degli indicatori.

I modelli
Sono visionabili nel sito del ministero dell'Economia e delle finanze e il 22 dicembre 2015 è stato pubblicato il cecreto che li ha approvati.
Gli enti locali dovranno stilare due distinti modelli: il n. 1 deve essere compilato in fase di stesura del bilancio di previsione; il modello n. 2 va redatto per il rendiconto di gestione.
Il primo modello comprende indici e valori relativi ai risultati attesi di bilancio. Nella ripartizione della spesa sono esposti i valori per missione e programma, mentre nella sezione dell'entrata i dati evidenziano la capacità di riscossione dell'ente delle proprie entrate correnti. Ogni indicatore misura su base triennale diversi aspetti del bilancio previsionale. Il piano degli indicatori mette in rilievo i principi della buona amministrazione, vale a dire l'efficienza, l'efficacia e l'economicità.
L'allegato n. 1 del piano deve coadiuvare e al tempo stesso corrispondere con il piano delle performance, declinando gli obiettivi gestionali nelle attività operative programmate per la loro realizzazione. L'allegato n. 2, da compilare in fase di rendiconto di gestione, indica invece i risultati e gli obbiettivi raggiunti nell'esercizio finanziario, mediante la trasformazione dei dati contabili in indici.

Chi deve compilare il piano
Il piano degli indicatori deve essere compilato non solo dagli enti locali, ma anche dagli enti e dagli organismi della pubblica amministrazione. L'azione propedeutica che deve essere svolta, prima della stesura del bilancio di previsione, è quella di contattare la propria software house di contabilità e chiedere se sono disponibili gli allegati n.1 e n.2 del piano degli indicatori, i quali dovranno poi essere allegati al bilancio previsionale e al rendiconto di gestione.
Il piano misura diverse casistiche del bilancio, in particolare: la rigidità strutturare del bilancio; le entrate correnti; le spese di personale; l'esternalizzazione dei servizi; gli interessi passivi; gli investimenti; i debiti non finanziari; i debiti finanziari; la composizione dell'avanzo presunto; il disavanzo presunto; il fondo pluriennale vincolato; le partite di giro e i servizi conto terzi.

Gli indicatori
In entrambi gli allegati gli indicatori individuano: la composizione dell'entrata e la capacità di riscossione e la composizione della spesa con la capacità di liquidare i debiti. Il piano degli indicatori rileva per ogni ente locale tutte le criticità e le potenzialità della gestione delle entrate e delle spese, con una particolare attenzione alla gestione di cassa, (riscossioni e liquidazioni rispetto agli accertamenti e impegni stanziati), al fine di evidenziare il grado di l'efficienza e di virtuosità degli enti.
Gli indici estrapolati dal piano degli indicatori potranno inoltre essere esaminati dal ministero dell'Economia e delle finanze, anche per confrontare i diversi enti (per esempio controllare l'indice delle entrate correnti nei Comuni italiani). Gli indici presenti nel piano consentono di analizzare la gestione dell'ente locale, evidenziando i parametri di criticità specifici e consentendo anche di evidenziare in anticipo situazioni di potenziale pre-dissesto o dissesto.
In sintesi, il piano degli indicatori non è da considerarsi solamente un nuovo modello da allegare al bilancio, bensì uno strumento in grado di rilevare l'andamento contabile e gestionale dell'ente.


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