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Il finanziamento degli accantonamenti nel fondo crediti di dubbia esigibilità

di Luciano Fazzi - Rubrica a cura di Ancrel

La possibilità di applicare al bilancio di previsione le quote accantonate e vincolate dell'avanzo di amministrazione presunto è prevista dall'articolo 187 del tuel e dal paragrafo 9.2 del principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria (allegato 4/2 al Dlgs 118/2011).
Il comma 3 dell'articolo 187, infatti, recita «…Le quote del risultato presunto derivanti dall'esercizio precedente, costituite da accantonamenti risultanti dall'ultimo consuntivo approvato o derivanti da fondi vincolati possono essere utilizzate per le finalità cui sono destinate prima dell'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio precedente, attraverso l'iscrizione di tali risorse, come posta a sé stante dell'entrata, nel primo esercizio del bilancio di previsione o con provvedimento di variazione al bilancio», mentre il principio della contabilità finanziaria prevede che: «in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione, e con successive variazioni di bilancio, è consentito l'utilizzo della quota del risultato di amministrazione presunto costituita dai fondi vincolati, e dalle somme accantonate risultanti dall'ultimo consuntivo approvato, secondo le modalità di seguito riportate».

Il calcolo del risultato di amministrazione presunto
Pertanto, nel momento in cui andiamo a predisporre il bilancio di previsione, è necessario procedere al calcolo del risultato di amministrazione presunto, facendo una previsione ragionevole e prudente del risultato di amministrazione dell'esercizio precedente, tenendo conto della situazione contabile alla data di elaborazione del bilancio di previsione.
In buona sostanza è possibile «utilizzare» il risultato di amministrazione presunto, applicandolo al primo esercizio considerato nel bilancio di previsione, per finanziarie le spese che si prevede di impegnare nel corso di tale esercizio ed imputate al medesimo esercizio e/o a quelli successivi.
L'applicazione della quota vincolata serve per finanziare quelle spese (prevalentemente di investimento), per le quali la relativa entrata era stata acquisita negli esercizi precedenti, mentre la quota accantonata serve per fronteggiare quelle potenziali spese impreviste a fronte delle quali negli esercizi precedenti si è proceduto ad accantonare prudenzialmente somme che, non impegnate in corso di esercizio, sono poi confluire nell'avanzo di amministrazione.

Certezze e incertezze
Dall'interpretazione letterale della norma sembra che non ci siano dubbi su fatto che al bilancio di previsione possano pertanto essere applicate le quote di avanzo accantonato a fronte di passività potenziali quando si prevede il verificarsi dei rischi per i quali gli accantonamenti sono stati effettuati: contenzioso con probabile soccombenza, quote perdite non ripianate delle società partecipate, indennità di fine mandato del sindaco, rinnovi contrattuali del personale dipendente.
Resta più incerta, invece, la possibilità di applicare al bilancio di previsione la quota accantonata per finanziare gli accantonamenti a titolo di Fcde. Infatti, il comma 2, lettera e) dell'articolo 187 del tuel prevede che: «..resta salva la facoltà di impiegare l'eventuale quota del risultato di amministrazione "svincolata", in occasione dell'approvazione del rendiconto, sulla base della determinazione dell'ammontare definitivo della quota del risultato di amministrazione accantonata per il fondo crediti di dubbia esigibilità, per finanziare lo stanziamento riguardante il fondo crediti di dubbia esigibilità nel bilancio di previsione dell'esercizio successivo a quello cui il rendiconto si riferisce».
Sembra, pertanto, che il finanziamento dell'accantonamento a titolo di Fcde nel bilancio di previsione non possa essere fatto con risorse accantonate negli esercizi precedenti, ma solo con l'eventuale eccedenza di accantonamento (rispetto al limite minimo previsto dal principio contabile) verificabile in occasione dell'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente.

Due strade possibili
Per cui operativamente le strade da seguire sono due.
La prima consiste nel calcolare un preconsuntivo dal quale si evinca con ragionevole certezza l'eventuale quota eccedentaria di accantonamento a titolo di fondo crediti di dubbia esigibilitàcde, che può essere utilizzata per finanziare gli accantonamenti del bilancio di previsione in corso di redazione (resta inteso che se in occasione dell'approvazione del rendiconto scaturissero somme inferiori rispetto a quanto stimato, è necessario provvedere alle opportune variazioni di bilancio), la seconda, più prudenziale, prevede il finanziamento degli accantonamenti con risorse proprie che eventualmente si libereranno dopo l'approvazione del rendiconto una volta accertate le eccedenze di accantonamento che potranno essere applicate al bilancio con apposita variazione.


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