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Gli enti locali e la notifica via Pec degli atti impositivi

di Maria Suppa (*) - Rubrica a cura di Anutel

A decorrere dal 1 luglio 2017 anche gli enti locali potranno notificare i propri atti direttamente a mezzo della posta elettronica certificata, in base all'articolo 60 del Dpr 600/1973, come di recente modificato dall'articolo 7-quater, comma 6, del Dl 193/2016 (convertito dalla legge 225/2016).
A ben vedere, il combinato disposto degli articoli 48, comma 2, Dlgs 82/2005 e 149-bis del codice di procedura civile legittima gli enti locali alla notifica a mezzo pec già da alcuni anni. La disposisione codicistica, però, richiede l'intervento dell'agente notificatore (ovvero il messo notificatore/comunale) tenuto a certificare l'eseguita notifica mediante la redazione della relata in base all'articolo 148, comma 1 Cpc, sottoscritta con firma digitale.
L'articolo 60 del Dpr 600/1973, invece, in deroga all'articolo 149-bis Cpc e alle modalità previste dalle norme relative alle singole leggi d'imposta, stabilisce che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati alle imprese individuali o costituite in forma societaria e ai professionisti iscritti in albi o elenchi istituiti con legge dello Stato può essere effettuata direttamente dal competente ufficio (ovvero senza l'intermediazione dell'agente notificatore) a mezzo di posta elettronica certificata, all'indirizzo del destinatario risultante dall'indice nazionale degli indirizzi pec (Ini-Pec) con le modalità previste dal regolamento previsto dal Dpr 11 febbraio 2005 n. 68.

Il procedimento
Nei casi in cui la casella di posta elettronica sia satura, l'ufficio notificante è tenuto a effettuare un secondo tentativo di consegna decorsi almeno sette giorni dal primo invio. Se anche a seguito del secondo invio la casella risulta satura oppure se l'indirizzo pec del destinatario non risulta valido o attivo, la notificazione deve essere eseguita mediante deposito telematico dell'atto nell'area riservata del sito internet della società InfoCamere Scpa e successiva pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso nello stesso sito, per la durata di quindici giorni.
L'ente locale è tenuto, inoltre, a dare notizia al destinatario dell'avvenuta notifica dell'atto a mezzo di lettera raccomandata.
Per i soggetti diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell'Ini-Pec, il nuovo articolo 60 del Dpr 600/10973 prevede che la notifica possa essere eseguita a coloro che ne facciano richiesta, all'indirizzo pec di cui sono intestatari, ovvero a quello del difensore abilitato in base all'articolo 12, comma 3, del Dlgs 546/1992, del coniuge o di un parente o affine entro il quarto grado, secondo le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate. In tali casi, però, se la casella sia satura ovvero non valida o non attiva, la notifica non si perfeziona e l'ente locale è tenuto a procedere alla notifica dell'atto in base agli articoli 137 e seguenti del Cpc(con esclusione dell'articolo 149 Cpc) ovvero a mezzo della posta ordinaria con avviso di ricevimento.

Il perfezionamento della notifica
La notifica si considera perfezionata, per il notificante, nel momento in cui il gestore della casella di posta elettronica certificata gli trasmette la ricevuta di accettazione che certifica l'avvenuta spedizione del messaggio, mentre, per il destinatario, alla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il gestore della casella di posta elettronica certificata del destinatario trasmette all'ente locale.
Nei casi in cui la casella di posta del destinatario risulti satura ovvero l'indirizzo pec non valido o non attivo, la notifica si ha comunque per eseguita nel quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione dell'avviso nel sito internet della società InfoCamere Scpa.
La notifica diretta a mezzo pec, in questo caso, persegue la conoscenza legale (e non quella effettiva) dell'atto, diversamente da quanto accade nella notifica diretta a mezzo posta ordinaria con raccomandata a/r, laddove le disposizioni che disciplinano il servizio postale ordinario non prevedono il perfezionamento per «compiuta giacenza», con la conseguenza che la notifica mediante posta con avviso di ricevimento si perfezioni solo se si realizza la conoscenza effettiva dell'atto.

La prova
Sul piano probatorio, poiché trattasi di notifica «diretta» ovvero senza l'intermediazione dell'agente notificatore (messo notificatore/messo comunale) si ritiene che le attestazioni contenute nella ricevuta di consegna rilasciata dal gestore del servizio di posta elettronica pur costituiendo comunque prova dell'avvenuta consegna del messaggio (articolo 48, comma 3, Dlgs 82/2005) consentono al destinatario che intenda contestarne il contenuto, di fornire la prova contraria senza necessità di proporre la querela di falso (Cassazione civile - sentenza 21 luglio 2016 n.15035).
Una delle differenze tra la notifica pec «diretta» e la notifica pec in base all'articolo 149-bis Cpc attiene proprio al profilo probatorio, atteso che in quest'ultima, le attestazioni rilasciate dal messo notificatore nella relata costituiscono piena prova dell'avvenuta notifica, ciò in ragione della speciale efficacia probatoria attribuita alla relata in base agli articoli 2699 e 2700 codice civile in quanto atto pubblico, emesso da un pubblico ufficiale.
Ne consegue che nella notifica a mezzo pec prevista dall'articolo 149-bis Cpc qualsiasi contestazione sulla validità della stessa deve essere proposta dal destinatario dell'atto mediante querela di falso (articoli 221 e seguenti del Cpc) innanzi al giudice ordinario, diversamente dette contestazioni non hanno alcuna rilevanza giuridica.

(*) Avvocato tributarista, docente esclusivo Anutel


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