Home  › Fisco e contabilità

Servizio idrico, portavoce e avvocati: le massime della Corte dei conti in rassegna

di Marco Rossi

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pubblichiamo di seguito la rassegna con la sintesi del principio delle più interessanti pronunce delle sezioni regionali di controllo delle Corte dei conti depositate nel corso delle ultime settimane.

INTERVENTO SOSTITUTIVO DEL GESTORE DEL SERVIZIO IDRICO
Il parere concerne la contabilizzazione dei movimenti relativi ad un intervento contingibile ed urgente in materia di sanità ed incolumità pubblica, con cui l'ente ha operato in sostituzione del gestore unico del servizio idrico integrato, il quale ha omesso di effettuare le riparazioni richieste. Secondo la pronuncia, l'iscrizione della spesa (e della conseguente entrata relativa al recupero) non può essere effettuata utilizzando le partite di giro, in quanto - agendo in sostituzione dell'Ente gestore unico del servizio idrico integrato - il Comune non è mero esecutore di una determinazione altrui, ma mantiene discrezionalità e autonomia decisionale.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA CALABRIA - PARERE 27 OTTOBRE 2016 N. 98/2016

INQUADRAMENTO PORTAVOCE
L'articolo 7 della legge 150/2000 consente agli organi di vertice delle amministrazioni pubbliche di nominare un portavoce avente compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale, al quale è attribuita una indennità determinata dall'organo di vertice nei limiti delle risorse disponibili appositamente iscritte in bilancio da ciascuna amministrazione per le medesime finalità. La giurisprudenza delle Sezioni regionali di controllo ha ritenuto riconducibile la figura del portavoce a forme di collaborazione autonoma o consulenza con conseguente applicabilità delle limitazioni imposte dall'articolo 6, comma 7, del Dl 78/2010 in tale materia, altre volte ha sostenuto l'esclusione di tali vincoli di spesa oppure, dopo un'attenta disamina delle fattispecie giuridiche astrattamente applicabili, ha rilevato la sussistenza di elementi che potrebbero ricondurre il rapporto conseguente al conferimento dell'incarico di portavoce fra quelli sussumibili nella più ampia categoria dei rapporti di collaborazione diretta con gli Organi di governo degli Enti territoriali, propri degli uffici di staff. In ogni caso, il ricorso a tale figura non è consentito alle amministrazioni provinciali, in forza dei vincoli contenuti nella legge 190/2014, trattandosi, comunque, di un incarico che assume carattere oneroso in virtù della corresponsione dell'apposita indennità prevista.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA PUGLIA - PARERE 13 DICEMBRE 2016 N. 201/2016

COMPENSI AVVOCATURA INTERNA
Per i compensi professionali dei legali interni non possono trovare applicazione i limiti previsti per la retribuzione accessoria del personale dipendente, oggi trasfusi nell'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015. In ogni caso, nel rispetto di principi di trasparenza ed onnicomprensività del trattamento economico, le risorse destinate agli avvocati interni degli enti continuano a transitare necessariamente dai previsti fondi della contrattazione decentrata. Ai fini dell'individuazione del tetto massimo per la corresponsione dei compensi professionali nei limiti del corrispondente stanziamento dell'anno 2013, non rileva anche l'eventuale stanziamento del bilancio di previsione 2013 confluito nell'avanzo vincolato «per il contenzioso», posto che la terminologia adoperata dall'Ente sembra far ritenere tale stanziamento connesso ad ogni eventuale contenzioso e quindi assume un carattere ben più ampio, potendovi ricomprendere anche eventuali risorse destinate a difensori esterni all'amministrazione.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA PUGLIA - PARERE 13 DICEMBRE 2016 N. 200/2016


© RIPRODUZIONE RISERVATA