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Le delibere di impignorabilità e l'uso di somme vincolate tra gli adempimenti di fine anno

di Gianluca Della Bella (*) - Rubrica a cura di Anutel

Sono anni ormai che i responsabili degli uffici ragioneria degli enti locali, a cavallo di ogni esercizio finanziario, sono tenuti a predisporre due atti di rilevanza primaria per il buon andamento delle attività istituzionali di ogni ente: la deliberazione di quantificazione delle somme non soggette a esecuzione forzata e la delibera di autorizzazione all'utilizzo di somme a destinazione vincolata per sopperire a momentanee esigenze di cassa. Nel caso in cui tali adempimenti non dovessero essere attuati, l'ente locale potrebbe essere esposto a situazioni potenzialmente dannose per la gestione ordinaria, in termini di carenza di liquidità. In entrambi i casi infatti il comune denominatore delle deliberazioni adottate dall'organo esecutivo è quello di salvaguardare le risorse liquide disponibili attraverso dei meccanismi di tutela, tra loro complementari.

Le somme non soggette a esecuzione forzata
La disciplina delle esecuzioni forzate nei confronti degli enti locali, contenuta nell'articolo 159 del Tuel, prevede che non sono soggette a esecuzione forzata le somme destinate al pagamento delle retribuzioni e degli oneri riflessi relative al trimestre successivo, gli importi destinati al pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti obbligazionari scadenti nel semestre e le spese relative all'espletamento dei servizi locali indispensabili. L'individuazione di questi ultimi, ai fini della non assoggettabilità a esecuzioni forzate, è contenuta nel decreto del ministero dell'Interno del 28 maggio 1993. Tra i principali servizi indispensabili sono annoverati quelli connessi agli organi istituzionali e all'amministrazione generale, l'ufficio tecnico, l'anagrafe, stato civile ed elettorale, la polizia locale, la protezione civile, l'istruzione primaria e secondaria, i servizi cimiteriali, l'igiene urbana e la pubblica illuminazione.
La ratio della norma è quella di tutelare non tanto il patrimonio dei Comuni, quanto la possibilità di erogare i servizi di carattere istituzionale, salvaguardando dall'esecuzione forzata dei creditori determinate somme aventi destinazione specifica. Va altresì evidenziato che non sono ammesse procedure espropriative o esecutive intraprese presso soggetti diversi dalle tesorerie degli enti e che le azioni riguardanti le somme individuate come non soggette a esecuzione forzata sono nulle, sono rilevabili d'ufficio anche dal giudice e non determinano vincoli sulle somme né limitazioni all'attività del tesoriere.
Affinché tali tutele giuridiche divengano efficaci, è necessario approvare, ogni sei mesi, apposita delibera da parte della giunta comunale che quantifichi gli importi non soggetti ad esecuzione forzata. E' inoltre essenziale che l'atto venga approvato all'inizio del semestre di riferimento proprio per evitare che la notifica di un pignoramento possa avvenire prima che la deliberazione produca i suoi effetti. Su questo aspetto infatti la giurisprudenza ha chiarito che in caso di pignoramento a carico di ente eseguito sulle somme giacenti in tesoreria, il vincolo di non pignorabilità derivante dalla delibera richiede che l'esecutività della delibera dell'ente pubblico intervenga anteriormente alla notifica del pignoramento (sentenza Cassassazione n. 1949 del 27 gennaio 2009).

L'utilizzo di somme vincolate per spese correnti
L'altra facoltà da attuare all'inizio dell'anno e prevista dall'articolo 195 del Tuel, riguarda invece la possibilità di disporre l'utilizzo, in termini di cassa, delle entrate vincolate per il finanziamento di spese correnti. In base alla norma l'importo utilizzabile non può essere superiore all'anticipazione di tesoreria disponibile e i movimenti di utilizzo e di reintegro delle somme sono oggetto di registrazione contabile secondo le modalità indicate nel principio applicato della contabilità finanziaria Allegato 4/2 al decreto legislativo 118/2011.
Infine è bene rammentare che entrambe le delibere vanno notificate al tesoriere. Nel primo caso per rendere l'atto opponibile ai terzi, nel secondo per autorizzare la tesoreria l'utilizzo di somme vincolate per spese correnti senza dover attivare l'anticipazione di cassa.

(*) Docente esclusivo Anutel


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