Home  › Fisco e contabilità

Acquisto di carburante: il 2017 rischia di essere molto costoso per i veicoli comunali

di Luca Leccisotti - Rubrica a cura di Anutel

Il comma 494 della Legge di stabilità 2016 recita: «All'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135:…omissis…le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, …omissis…relativamente alle seguenti categorie merceologiche: energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile, sono tenute ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni o gli accordi quadro messi a disposizione da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionali di riferimento …».
La limitazione delle deroghe all'obbligo di approvvigionarsi tramite le convenzioni saranno disapplicate per il triennio 2017-2019, e alle quali veniva comunque imposto un limite minimo di prezzo (commi 494-499 e commi 501-510). Limite in cui si prevedeva che il prezzo doveva essere inferiore almeno del 10 per cento (per i carburanti almeno al 3 per cento) rispetto ai migliori corrispettivi indicati nelle convenzioni e accordi quadro della Consip.
Se fino al 31 dicembre 2016 era consentita l'opzione dell'acquisto fuori Consip di carburante, purché supportata da un risparmio di almeno del 3%, nel triennio 201-2019, il legislatore nella nuova legge di bilancio 2017, non ha inserito nulla in merito e per questo motivo tutte le stazioni appaltanti sono obbligate, anche se il distributore di carburante aggiudicatario Consip si dovesse trovare a diversi km di distanza, la norma impone di dover far rifornimento solo ed esclusivamente tramite Consip. Con un aggravio economico considerevole per quei Comuni in cui non sono presenti i brand aggiudicatari Consip.

I pareri dei magistrati contabili
Le stesse Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia con il parere 35/2016, la Corte dei conti Emilia Romagna con il parere 38/2016 e infine la Corte dei conti Umbria con il parere del 13 ottobre 2016, sulla questione del carburante fuori Consip sono entrate in difficoltà e hanno chiuso la loro attività consultiva enunciando: «Resta tuttavia inteso che l'Ente, nella pienezza della particolare autonomia di cui gode, potrà valutare anche soluzioni diverse, ma coerenti ai noti principi generali di efficacia, efficienza ed economicità che reggono l'azione della pubblica Amministrazione ai sensi dell'art. 1 della L. n. 241/1990».
In pratica, lascia all'autonomia locale la scelta sul da farsi. Troppo semplice così.
Restano due possibilità:
1) affidare, nel rispetto delle soglie comunitarie, la fornitura di carburante per il triennio 2017-2019 al distributore locale (entro il 31 dicembre 2016) dimostrando comunque il risparmio del 3 per cento. Trasmettere poi detto contratto alla Corte dei conti e all'Anac;
2) attenersi alla norma e approvvigionarsi di carburante solo tramite Consip, anche se anti-economico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA