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Le valutazioni richieste ai revisori degli enti locali e i documenti di supporto

di Antonino Borghi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

È stato più volte sottolineato che l'attività dei revisori degli enti locali è diventata negli ultimi anni sempre più complessa e delicata.
Complessa per effetto del nuovo ordinamento contabile che coinvolge l'organo di revisione in pareri aggiuntivi a quelli obbligatori sulle sette materie elencate nell'articolo 239 del Tuel. Pareri che richiedono approfondimenti analitici e valutazioni possibili solo con adeguata esperienza e professionalità, come nel caso della stima sulla congruità dei fondi rischi.
Vogliamo sperare che nel nuovo anno si provveda finalmente all'adeguamento della normativa che riguarda l'organo di revisione. Sono state chieste ripetutamente, infatti, modifiche alle modalità di nomina (l'estrazione a sorte pur assicurando indipendenza deve essere rivista), alle regole di svolgimento dell'attività e ai criteri di determinazione dei compensi.

L'esigenza di una preparazione specifica
C'è consapevolezza generale che per svolgere la funzione occorrerebbe una preparazione specifica e un continuo aggiornamento e che non basta aver acquisito 10 crediti formativi annuali e avere l'iscrizione in un elenco per esprimere pareri su materie complesse e formulare relazioni su un rendiconto formato con tutte le contabilità conosciute, comprendendo esso i risultati della gestione finanziaria, quelli della gestione economica, le variazioni del patrimonio e il bilancio consolidato dell'ente con le proprie società.

L'analisi sulla congruità del fondo rischi contenzioso
Il nuovo ordinamento contabile impegna l'organo di revisione a esprimersi sulla congruità del fondo rischi contenzioso in sede di parere sul bilancio di previsione (vedi punto 5.2, lettera h, del principio contabile applicato 4/2) e dell'accantonamento del risultato di amministrazione al fondo rischi e oneri in sede di relazione al rendiconto.
Il richiamato punto 5.2 del principio applicato 4/2, nel richiedere una ricognizione del contenzioso pregresso, concede la possibilità di ripartire l'onere, in quote uguali, tra gli esercizi considerati nel bilancio di previsione o a prudente valutazione dell'ente, «fermo restando l'obbligo di accantonare nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione, il fondo riguardante il nuovo contenzioso formatosi nel corso dell'esercizio precedente (compreso l'esercizio in corso, in caso di esercizio provvisorio)».
L'accantonamento deve essere fatto quando l'ente «ha significative probabilità di soccombere».
Per meglio comprendere la valutazione che deve fare l'organo di revisione sulla congruità del fondo occorre avvalersi delle indicazioni contenute al punto 6.4 del principio applicato 4/3. Per la valutazione della congruità del fondo il punto indica «opportune fonti informative, quali le stime effettuate dai legali». La fonte informativa deve quantificare la passività potenziale e stabilire se è probabile, possibile o solo remota.
La valutazione delle potenzialità «deve essere sorretta dalle conoscenze delle specifiche situazioni, dall'esperienza del passato e da ogni altro elemento utile» nel rispetto dei principi di imparzialità e di verificabilità.
La distinzione del livello della passività è estremamente importante, poiché solo per le passività probabili c'è l'obbligo di costituire il fondo. Per quelle possibili basta indicarle in nota integrativa. In ogni caso a fronte di passività «possibili» è opportuno verificare di quali attività altrettanto «possibili» l'ente potrebbe avvalersi.
È evidente che si tratta comunque di stima sia dell'entità sia del grado di potenzialità e l'applicazione concreta del principio della prudenza potrebbe portare a conclusioni di «non congruità» dell'organo di revisione non condivise dal Consiglio cui è destinato il parere.

Il suggerimento di misure correttive
L'articolo 239, comma 1 bis, del Tuel, richiede all'organo di revisione nel parere sul bilancio, nel caso di mancanza di attendibilità, congruità e coerenza delle previsioni, di suggerire «all'organo consiliare le misure atte ad assicurare l'attendibilità delle impostazioni».
Il Consiglio deve adottare i provvedimenti suggeriti dall'organo di revisione o a motivare adeguatamente, assumendone la responsabilità, la mancata adozione delle misure correttive proposte dall'organo di revisione, assumendone la responsabilità. Alcune valutazioni restano per loro natura soggettive e il ruolo dell'organo di revisione è diverso rispetto a quello del Consiglio.

I documenti di Commercialisti e Ancrel
Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e l'Ancrel hanno diffuso di recente due importanti documenti che intendono contribuire ad aiutare i revisori nella loro funzione.
Sono stati emanati dal Cndcec e diffusi anche nel sito dell'Ancrel tre principi di vigilanza e controllo dell'organo di revisione degli enti locali. I tre principi, frutto del lavoro che ha impegnato un gruppo di esperti per oltre un anno, riguardano: il primo le modalità di nomina, le cause di cessazione, l'incompatibilità e ineleggibilità, il funzionamento dell'organo e i compensi; il secondo approfondisce l'attività di vigilanza sulla regolarità amministrativa e contabile; il terzo analizza la funzione di collaborazione e i tanti pareri richiesti dall'attuale normativa.
I tre principi indicano anche le norme di comportamento che l'organo di revisione deve seguire per svolgere la propria attività.
Il secondo documento messo a disposizione dei revisori e diffuso nel sito Ancrel e in quello del Cndcec riguarda lo schema di parere sul bilancio preventivo 2017/2019.
Lo schema, in formato word con annesse tabelle in excel compilabili, tiene conto delle norme emanate fino a ora e in particolare della legge 243/2012 e della legge di bilancio 2017 e verrà aggiornato nel caso di sostanziali modifiche della normativa relativa al bilancio di previsione.

(*) Presidente Ancrel


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