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Acconto Iva, lo split payment allarga la platea degli enti coinvolti

di Domenico Luddeni

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con l'applicazione dello split payment l'ente che riceve fatture passive in ambito commerciale, ai sensi dell'articoo 5 del Dm 23 gennaio 2015, non versa l'imposta al fornitore e registra le fatture di acquisto contemporaneamente sui registri vendite e acquisti, azzerando in tal modo il credito Iva che scaturiva in passato dal pagamento dell'Iva sugli acquisti. L'ente non pagando Iva al fornitore non potrà mai portare a credito tale importo con la conseguenza che l'ente che svolge attività commerciale non avrà più Iva detraibile, e rileverà sempre liquidazioni con Iva a debito, dovuta sulle operazioni attive. Una volta esaurito il credito ogni mese o trimestre l'ente provvederà al versamento di quanto dovuto in base alle singole liquidazioni.

Tre modalità differenti
In questo quadro l'ente deve rispettare la scadenza relativa al versamento dell'acconto Iva, previsto dall'articolo 6 della legge 405/1990, che prevede che entro il 27 dicembre di ogni anno è dovuto un acconto Iva che può essere calcolato con tre modalità diverse, il metodo storico, il metodo previsionale e il metodo analitico. La norma consente al contribuente di applicare il metodo a lui più favorevole.
Con il metodo storico l'ente deve provvedere al versamento un importo pari all'88% dell'imposta dovuta nell'ultimo mese o trimestre dell'anno precedente. Si tratta del metodo più semplice che non si presta ad errori e che consente all'ente di non procedere ad alcun versamento se a dicembre 2015 avesse registrato ancora un credito Iva.
Con il metodo previsionale il contribuente effettua una stima delle operazioni attive e passive che porrà in essere nell'ultimo mese o trimestre dell'anno ed effettua quindi una liquidazione virtuale, applicando al risultato l'aliquota dell'88%. Il metodo analitico prevede che l'ente effettui la liquidazione Iva alla data del 20 dicembre, tenendo conto dell'eventuale iva a credito del periodo precedente e delle fatture registrate e per le quali si sia verificata l'esigibilità entro tale data, e versi il 100% del risultato della liquidazione.
In ogni caso in sede di versamento dell'Iva dovuta per l'ultimo mese o trimestre si terrà conto dell'acconto versato. A meno di un calo evidente di attività nel corso del 2016, sono da sconsigliare il metodo previsionale e analitico in quanto questi comportano la possibilità di sbagliare la previsione, così che se a consuntivo non risultasse versato in acconto almeno l'88% (100% per l'analitico) della liquidazione iva di dicembre o dell'ultimo trimestre, sulla differenza verrebbero applicate le sanzioni.

Enti con attività separata
Per quanto riguarda gli enti che hanno attività separate, con termini di liquidazione e versamento mensili e trimestrali, tipicamente la gestione acquedotti di cui al Dm 370/2000, la risoluzione dell'agenzia delle entrate n. 144/2006 ha stabilito che «l'acconto Iva..(omissis).. deve essere calcolato ..(omissis).. con riferimento all'imposta dovuta per tutte le attivita' esercitate, sommando le risultanze delle distinte liquidazioni periodiche e tenendo conto degli eventuali effetti compensativi (cfr. circ. n. 52 del 1991). Resta fermo, ovviamente, l'obbligo del versamento unitario degli acconti come sopra calcolati».


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