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Imbullonati, il monitoraggio del calo di gettito

di Andrea Giglioli (*) – Rubrica a cura di Anutel

Dal 1° gennaio 2016, la legge n. 208/2015 ha introdotto una rilevante agevolazione per quegli immobili, censiti in catasto al gruppo D, che siano dotati di impianti «imbullonati». L'articolo 1, commi da 21 a 24, della legge 208/2015 ha definito uno specifico percorso attraverso il quale, presentando una variazione catastale, è possibile stralciare dalla consistenza immobiliare le dotazioni impiantistiche, ancorché legate al particolare processo produttivo svolto nell'unità, così da giungere ad una ri-determinazione della rendita catastale, ovviamente al ribasso.
Il comma 23 stabilisce che la variazione della rendita assume valenza retroattiva a far tempo dal 1° gennaio 2016 solo nel caso in cui la variazione catastale sia stata presentata entro il termine del 15 giugno 2016; se, diversamente, la variazione sia stata presentata dopo tale termine, la nuova rendita assumerà efficacia a partire dal 1° gennaio 2017.
L'agenzia delle Entrate con circolare del 1° febbraio 2016 n. 2 ha fornito le indicazioni operative per la presentazione delle variazioni catastali da parte dei soggetti interessati, nonché elementi per consentire ai comuni di estrarre, dalla banca dati catastale, l'elenco degli immobili per i quali sia stata presentata la variazione decorrente dal primo gennaio, così da poter determinare, in autonomia, il presunto calo di gettito Imu o Tasi per il quale è stato disposto il ristoro secondo quanto indicato dal successivo comma 24.

I modelli DocFa
La circolare dispone che i modelli DocFa, presentati in ottemperanza alla novità normativa sopra detta, apparterranno a una nuova tipologia denominata «Dichiarazione resa ai sensi dell'articolo 1, comma 22, legge n. 208/2015», pertanto era il tecnico professionista a definire, in sede di predisposizione del modello DocFa, la sua appartenenza o meno alla particolare procedura di revisione. Se la scelta del modello era stata effettuata nel modo corretto, il sistema attribuiva, in modo automatico, la causale «Rideterminazione della rendita ai sensi dell'articolo 1, comma 22, legge n. 208/2015».
Il Comune, pertanto, dopo avere provveduto all'estrazione dal portale Sister del censuario dei fabbricati ed alla sua immissione in un proprio DB, potrà estrapolare, dall'intero elenco delle unità immobiliari, solo quelle che appartengono al gruppo ricercato dei cosiddetti imbullonati, individuando, in ragione della data di presentazione del DocFa, quali sono le rendite efficaci dal primo gennaio 2016 e quali lo saranno dal primo gennaio 2017. In questo modo sarà possibile effettuare un monitoraggio della variazioni ai fini delle determinazione del contributo compensativo da confrontare con i dati comunicati dal Mef.
Occorre precisare, infine, che il mancato gettito va calcolato sulla quota di aliquota Imu o Tasi di competenza comunale, posto che sulle unità immobiliari appartenenti al gruppo catastale D vige la quota di competenza statale sino al 7,6 per mille. Inoltre, per evitare errori nella determinazione del calo di gettito, occorrerà prestare particolare attenzione ai fabbricati cosiddetti «graffati» i quali nel computo devono comparire una sola volta, mentre, alcuni DB, estraggono, erroneamente, tante unità immobiliari quante sono le unità graffate portando, così, ad un conteggio in eccesso formalmente errato.

(*) componente Osservatorio tecnico e docente esclusivo Anutel


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