Home  › Fisco e contabilità

È onere del contribuente presentare l'aggiornamento della dichiarazione Ici/Imu

di Pasquale Mirto

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con la sentenza 2 dicembre 2016 n. 24713, la Corte di cassazione conferma che è onere del contribuente presentare l'aggiornamento della propria dichiarazione allorquando sono intervenute variazioni che determinano un diverso ammontare dell'imposta dovuta.

La vicenda
Il caso analizzato dalla Corte riguarda un'area fabbricabile che era stata dichiarata dal contribuente nel 2006, il quale, poi, nei due anni successivi aveva smesso di pagare. Il Comune pertanto aveva registrato l'omesso versamento di quanto dovuto sulla base dei valori dichiarati dallo stesso contribuente. In sede contenziosa il contribuente aveva eccepito l'eccessività del valore da lui stesso dichiarato, anche se non variato con successiva dichiarazione, e la Ctr, con la sentenza poi impugnata dal Comune, aveva ritenuto congruo abbattere il valore di un cinquanta per cento.

La decisione
La Corte ha cassato la sentenza, senza rinvio, in quanto la normativa Ici prevede espressamente che allorquando si verificano modificazione dei dati o variazione negli elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta è onere del contribuente presentare una nuova denuncia, non potendosi porre a carico dell'ente impositore l'obbligo della verifica di eventi che giovino al contribuente stesso. E tale principio permane, secondo la Corte anche dopo la soppressione dell'obbligo di presentazione della dichiarazione disposta dall'articolo 37 del decreto 223/2016, la quale non deve essere presentata allorquando le informazioni necessarie alla gestione dell'imposta sono rinvenibili dal catasto e ricavabili dal modello unico informatico, ma non negli altri casi, come nell'ipotesi dell'area fabbricabile, la cui base imponibile deve essere valorizzata dal contribuente.
Gli stessi principi valgono anche per l'Imu (articolo 13, comma 12-ter del Dl 201/2011), per la quale è previsto lo stesso meccanismo dell'ultrattività della dichiarazione, ovvero della previsione che la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verificano modificazione dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta. Va anche rammentato che la normativa prevede che le dichiarazioni presentate ai fini Ici valgono anche, in assenza di variazioni, come dichiarazioni Imu.
Quelli espressi sono principi importanti e condivisibili, perché correttamente si pone a carico del contribuente l'obbligo di comunicare tutte le informazioni necessarie al controllo dell'imposta, ad eccezione, comunque, delle informazioni che il Comune riceve massivamente, come quelle relative alle intestazioni catastali e alla rendita catastale. Fuori da quest'ipotesi però deve permanere l'obbligo di presentazione e su tale punto la Corte sembra consolidare un orientamento giurisprudenziale uniforme.

Il precedente
Anche di recente, con la sentenza 2 settembre 2016 n. 17563, la Corte aveva confermato, con riferimento ad un'area fabbricabile non dichiarata e per la quale poteva operare la finizione giuridica, essendo il possessore coltivatore diretto, che permane l'obbligo di dichiarazione con riferimento alle ipotesi di modifiche «oggettive e oggettive comportanti riduzioni d'imposta, non conoscibili per via officiosa dal Comune attraverso la consultazione della banca dati catastale». Peraltro, la Corte aveva rilevato correttamente che la denuncia non è surrogabile, «nel quadro dei principi di collaborazione e buona fede ai quali debbono essere improntati i rapporti tra amministrazione e contribuente» da informazioni che sono acquisibili da un «comparto amministrativo diverso».


© RIPRODUZIONE RISERVATA