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Meno fondi dal Viminale per le spese elettorali del referendum agli enti locali

di Ilaria Nesi - Rubrica a cura di Anutel

L'articolo 13 del Dlgs 267/2000 ci ricorda che l'ente locale è investito della carica di svolgere il servizio elettorale in nome e per conto dello Stato, sia in caso di elezioni politiche, amministrative sia in caso di consultazioni referendarie.

L'iter normale
La prassi, ormai consolidata da decenni prevede che l'ente locale possa:
1. autorizzare e liquidare ore straordinarie al proprio personale dipendente (ovvero assumere dipendenti a tempo determinato per svolgere le funzioni elettive), il quale svolge mansioni presso l'ufficio elettorale;
2. sostenere spese relative alla redazione delle consultazioni (es. acquisto cancelleria, stampati, spese pulizia seggi elettorali), le quali essendo anticipate per conto dello Stato, devono essere restituite, attraverso la Prefettura.
Per ottenere la restituzione delle spese anticipate, l'ente locale deve presentare tutti i giustificativi dei pagamenti eseguiti alla Prefettura competente, presentando il cosiddetto rendiconto elettorale. In quest'ultimo devono essere dettagliate e riportate le determinazioni dirigenziali relative alle spese elettorali, le ricevute fiscali, le fatture quietanzate, i mandati di pagamento liquidati e la copia dei cartellini per ogni dipendente autorizzato a svolgere servizio di straordinario elettorale, dai quali è possibile desumere le ore effettuate.

Il referendum del 4 dicembre
Purtroppo lo scenario preannunciato in prefazione, non è valido per il referendum del 4 dicembre 2016, in quanto diverse Prefetture (tra cui quella di Cagliari, Ancona eccetera) hanno comunicato, a pochi giorni dal referendum costituzionale, su conforme indicazione del ministero dell'Interno, che le spese referendarie saranno quantificate nella misura massima determinata in base al numero dei seggi e al numero degli elettori (come esplicitamente indicato nella nota prefettizia). Tuttavia le somme assegnate evidenziano pressocché ovunque una drastica riduzione degli importi rispetto alle precedenti consultazioni, con il più che fondato rischio che non sarà garantito ai Comuni il rimborso totale delle spese elettorali sostenute dall'ente locale. Uno scenario tutt'altro che semplice per gli enti locali, i quali, alla data odierna, si trovano con le spese referendarie quasi del tutto sostenute, che a causa della decisione del Ministero dell'Interno, con tutta probabilità non saranno però rimborsate integralmente dalla Prefettura competente. In conseguenza di ciò, le spese non erogate dallo Stato finiscono per gravare sugli enti locali, i quali hanno l'obbligo di svolgere comunque il servizio elettorale. L'autonomia organizzativa dell'Ente deve essere sempre preservata, per il bene della collettività, in quanto in assenza di essa non vi è più cooperazione tra Ente e Stato, specie per la conduzione delle consultazioni referendarie. Alla data odierna viene stravolta ogni metodologia organizzativa, lasciando spazio a timore e perplessità sull'attuazione dell'articolo 13 del Dlgs 267/2000.

Osservazioni conclusive
Preme solamente sottolineare che se le somme fossero state divulgate al momento dell'indizione delle elezioni, gli enti locali avrebbero avuto la possibilità di adeguare opportunamente la macchina operativa, pur dovendo comunque garantire l'espletamento delle consultazioni elettorali. Tale situazione mette in difficoltà i bilanci degli enti locali che ormai hanno sostenuto la stragrande maggioranza delle spese elettorali, senza poter più disporre della relativa copertura finanziaria che andrà quindi cercata in altre risorse proprie dell'ente, pur avendo lo stesso assicurato lo svolgimento di consultazioni elettorali statali. Per di più, l'informazione giunge dopo il 30 novembre, quando non è più possibile adottare variazioni al bilancio di previsione (escluse le variazioni relative al prelievo dal Fondo di Riserva, oltre alle altre previste dall'articolo 175 del Dlgs 267/2000). Attualmente l'ente locale deve rispettare i principi contabili esposti nel Dlgs 118/2011; deve supportare lo Stato nell'espletamento delle consultazioni; deve valorizzare il proprio territorio; deve tutelare i suoi cittadini; deve contrastare l'evasione fiscale; deve aiutare la collettività che riversa in difficoltà economica… ma oggi chi sostiene l'Ente Locale?.


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