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Legge di bilancio, Decaro: bene fiducia nel sistema delle autonomie, Comuni pronti a trasformarsi in 8mila stazioni appaltanti

di Redazione Anci

«Possiamo finalmente dire con soddisfazione che viene confermata l'inversione di rotta del Governo nei confronti del sistema dei Comuni: non ci saranno tagli e siamo fiduciosi che verrà eliminato anche il contributo a carico delle Città metropolitane. Ringrazio i deputati per il lavoro svolto fino a oggi, che ha permesso di fornire alcune risposte importanti, con la speranza che siano accolte, in fase di approvazione anche da parte del Senato. Solo così potremo garantire la continuità e la qualità dei servizi ai cittadini». Lo afferma il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, commentando l'approvazione della Legge di Bilancio da parte della Camera.

Gli investimenti
«Sul versante degli investimenti abbiamo ottenuto la conferma a regime della regola del saldo di competenza - che rappresenta un passaggio fondamentale per rilanciare gli investimenti locali - e la positiva revisione del sistema, con un significativo alleggerimento delle sanzioni. Sono previsti 700 milioni annui di spazi finanziari da assegnare prioritariamente ai Comuni con avanzi di bilancio per interventi di edilizia scolastica, l'adeguamento sismico e il dissesto idrogeologico. È stato confermato l'investimento di oltre 2 miliardi di euro sul Piano delle periferie e sono previsti 280 milioni a favore dei Comuni per le spese sostenute per l'accoglienza dei profughi. Infine – aggiunge Decaro - sono stanziate risorse ingenti per i prossimi anni per il piano Casa Italia, che riguarda la messa in sicurezza dei territori, in materia di edilizia pubblica, difesa del suolo, viabilità».

Le altre modifiche
Intanto, ricorda ancora Decaro, «le modifiche approvate hanno recepito alcune importanti richieste dell'Anci: la conferma del livello più elevato per l'anticipazione di tesoreria, ossigeno per i Comuni con problemi di liquidità; la proroga delle graduatorie dei concorsi sino al 31 dicembre 2017, che però necessita di un ampliamento in ordine alle graduatorie successive al 2013; positiva – sostiene il presidente dell'Anci – anche la proroga dell'entrata in vigore dell'obbligo di programmazione biennale di acquisti di beni e servizi; e significativo il miglioramento del regime per i Comuni in predissesto, che va ulteriormente integrato con la possibilità di prevedere una rateizzazione per i pagamenti dei debiti erariali».

Le questioni aperte
Restano alcune questioni ancora aperte che Decaro chiede siano risolte nel proseguo dell'iter parlamentare: «Chiediamo l'innalzamento del turn over del personale al 75% per tutti i Comuni, una soluzione equilibrata e sostenibile in materia di applicazione dei meccanismi perequativi, la destinazione ai Comuni e alle Città metropolitane di una quota congrua degli stanziamenti previsti nei due fondi, l'avvio di un percorso che dia risposte più incisive al tema della ristrutturazione del debito e dell'alleggerimento del relativo costo, una soluzione che consenta ai Comuni di far fronte al recupero delle risorse in materia di salario accessorio, una integrazione del finanziamento del fondo piccoli Comuni, il riconoscimento di incentivi rafforzati per i Comuni che fanno accoglienza e infine lo slittamento del termine dei bilanci al 31 marzo».


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