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Con il decreto fiscale notifica via Pec anche per i tributi locali

di Giuseppe Debenedetto

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Dal 1° luglio 2017 gli uffici tributi comunali potranno notificare gli avvisi di accertamento direttamente all'indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). Lo prevede un emendamento approvato al decreto fiscale, che oggi va al primo voto di fiducia alla Camera.
Si tratta di un intervento integrativo dell'articolo 60 del Dpr 600/73, che deve ritenersi applicabile anche ai tributi locali considerata la sua valenza generale circa la notifica degli atti tributari.
Va comunque evidenziato che l'articolo 149-bis del Codice di procedura civile, in vigore dal 2010, prevede la possibilità di effettuare la notificazione a mezzo posta elettronica certificata, se non è fatto espresso divieto dalla legge. La norma sarebbe pertanto applicabile anche al comparto dei tributi locali, trattandosi di una previsione di carattere generale. Tuttavia la notifica a mezzo Pec prevista dall'articolo 149-bis impone l'utilizzo dell'agente notificatore, quindi l'ufficio non può procedere direttamente nei confronti del contribuente.

L'esclusiva attuale
Al momento solo l'articolo 26 del Dpr 602/73 consente agli addetti di Equitalia di notificare le cartelle esattoriali a mezzo Pec, mentre analoga disposizione non è prevista per gli avvisi di accertamento relativi a tributi erariali e locali. Sul punto la giurisprudenza di merito è peraltro apparsa oscillante, per un verso ritenendo inesistente la notifica effettuata a mezzo Pec (commissione tributaria provinciale di Milano sentenza n. 6087/2014), per altro verso ritenendola valida (commissione tributaria provinciale di Matera sentenza n. 447/2015).
Per sciogliere il nodo, ma anche per evitare un inutile contenzioso, gli addetti ai lavori hanno più volte chiesto l'inserimento di una norma ad hoc, da ultimo l'Anutel con l'audizione del 4 ottobre al Senato e l'Anci con le proposte normative depositate il 3 novembre alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
L'emendamento sembra andare nella direzione auspicata, essendo peraltro impensabile che nell'era telematica della "dematerializzazione" si continui a far circolare un ingente quantitativo di carta, in dispregio ai principi di economicità, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa.

Che cosa cambia
In particolare la novità prevede che la notifica di atti tributari destinati alle imprese e ai professionisti può essere effettuata direttamente dal competente ufficio, a mezzo Pec, in base alle risultanze dell'indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec). Si tratta del sito internet www.inipec.gov.it, diviso in due sezioni (professionisti, imprese) e facilmente consultabile ai fini dell'estrazione degli indirizzi Pec, inserendo semplicemente il codice fiscale del soggetto.
È inoltre prevista la possibilità di effettuare la notifica a mezzo Pec agli altri soggetti che ne facciano richiesta, diversi da quelli obbligati ad avere l'indirizzo Pec, in attesa della piena operatività dell'anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). In prospettiva il sistema dovrebbe quindi coprire gran parte della platea dei contribuenti, con conseguenti risparmi di tempi e costi.
Resta comunque il fatto che la norma non è riferita espressamente agli avvisi di accertamento dei tributi locali, quindi andrebbe chiarita la sua portata applicativa anche per evitare un inutile contenzioso. Non solo. La notifica a mezzo Pec dovrebbe riguardare anche le ingiunzioni fiscali, analogamente a quanto previsto dall'articolo 26 del Dpr 602/73 per le cartelle esattoriali.


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