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La legge di bilancio rimette in gioco il fondo pluriennale vincolato finale 2015

di Marco Castellani (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Il comma 5 dell'articolo 65 del Ddl 4127 (Legge di Bilancio 2017) offre l'opportunità agli enti di rimettere in gioco sul bilancio 2017, ai fini del nuovo pareggio di bilancio, il fondo pluriennale vincolato finale 2015 eventualmente non utilizzato nel corso del 2016.

Il fondo pluriennale vincolato
Come noto il fondo pluriennale vincolato può essere costituito solo in presenza di un'obbligazione giuridica perfezionata salvo due deroghe previste per le opere pubbliche dal punto 5.4 del principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria di cui all'allegato n. 4/2 annesso al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 richiamato dallo stesso comma 5:
a) la costituzione del fondo pluriennale vincolato per l'intero quadro economico progettuale è consentita solo in presenza di impegni assunti sulla base di obbligazioni giuridicamente perfezionate, imputate secondo esigibilità, ancorché relativi solo ad alcune spese del quadro economico progettuale, escluse le spere di progettazione. In altre parole l'impegno delle sole spese di progettazione non consente la costituzione del fondo pluriennale vincolato per le spese contenute nel quadro economico progettuale;
b) la costituzione del fondo pluriennale vincolato è consentita in caso di procedure di affidamento attivate per le voci di spesa contenute nel quadro economico dell'opera (ancorché non impegnate). In assenza di aggiudicazione definitiva, entro l'anno successivo, le risorse accertate cui il fondo pluriennale si riferisce confluiscono nell'avanzo di amministrazione disponibile, destinato o vincolato in relazione alla fonte di finanziamento per la riprogrammazione dell'intervento in c/capitale ed il fondo pluriennale deve essere ridotto di pari importo.

Il pareggio di bilancio 2016
In base alla definizione del pareggio di bilancio 2016 che si stava delineando durante il percorso di approvazione della Lds 2016 in corso di formazione molti enti locali avevano in sede di variazione al 30 novembre 2015applicato gli avanzi di amministrazione da tempo bloccati per generare il fondo pluriennale vincolato spesa in conto capitale sfruttando la transizione tra le regole del patto di stabilità e quelle del pareggio di bilancio. Per "arginare" questo facile "sdoganamento" dell'avanzo di amministrazione ai fini dei saldi di finanza pubblica con successive interpretazioni Arconet e la Corte dei Conti hanno indicato come termine utile per la pubblicazione del bando di gara nel 31/12 anche se tale termine non è indicato esplicitamente nel punto 5.4 condizionando anche gli organi di revisione nell'effettuazione degli opportuni controlli in sede di parere sul riaccertamento ordinario per verificare la sussistenza delle condizioni per la costituzione del fondo pluriennale vincolato 2015.
Ora la nuova disposizione se sarà confermata apre uno scenario senza dubbio di maggiore favore. Infatti la possibilità di portare al 2017 le quote inutilizzate del fondo pluriennale vincolato finale 2015 è solamente vincolata all'approvazione del progetto esecutivo degli investimenti redatto e validato in conformità alla vigente normativa, completo del cronoprogramma di spesa. Evidentemente se gli enti hanno rispettato l'indicazione di pubblicazione del bando di gara entro il 31/12/2015 devono implicitamente aver già approvato il progetto esecutivo lo scorso anno. Pertanto, evidentemente, il legislatore intevendo ex post vuole sanare quelle situazioni nelle quali gli enti hanno costituito il fondo pluriennale vincolato finale 2015 pur non facendo in tempo a pubblicare il bando di gara.

L'approvazione del bilancio
L'altra condizione prevista per beneficiare di questa possibilità è che il bilancio di previsione 2017 – 2019 sia approvato entro il 31 gennaio 2017.
Qualora, poi, nel corso del 2017, le somme finanziate dalla quota di fondo pluriennale vincolato inziale 2017 derivante dal fondo pluriennale vincolato 2015 finale risultino ulteriormente inutilizzate, quindi non impegnate, allora confluiranno nel risultato di amministrazione.
Se queste sono le regole per la definizione del fondo pluriennale vincolato finale 2016 derivante dal fondo pluriennale vincolato finale 2015 nulla sembra essere cambiato per il fondo pluriennale vincolato finale 2016 derivante da entrate accertate ed imputate nel 2016 per le quali varrebbero le regole sopra indicate senza la possibilità di costituire il fondo pluriennale vincolato finale 2016 con la mera approvazione del progetto esecutivo.
Al riguardo sarebbe opportuno un coordinamento tra la norma ed il principio 4/2 tenendo anche conto dell'allungamento medio dei tempi previsti per le procedure di affidamento dei lavori determinate dal nuovo codice dei contratti.
Considerato che le opere devono trovare la propria copertura sin dalla programmazione e che per lo meno già con il progetto definitivo le risorse finanziarie devono essere accertate, si ritiene che la costituzione del fondo pluriennale vincolato per le opere pubbliche potrebbe essere legata proprio, come regola generale, all'approvazione del progetto definitivo o esecutivo.
Vista la valenza del fondo pluriennale vincolato ai fini del rispetto del pareggio di bilancio, con potenziali profili di elusione, per gli organi di revisione oltre che per gli stessi enti locali si auspica un chiarimento almeno in tempo utile per il riaccertamento ordinario 2016.

(*) Vice presidente Ancrel


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