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Lo svincolo degli avanzi all'interno del «nuovo» pareggio di bilancio

di Luciano Fazzi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Vista la necessità di assicurare a Province e Città metropolitane risorse aggiuntive per garantire gli equilibri di bilancio, in deroga alla normativa vigente, il comma 758 dell'articolo 1 della legge 208/2015 (legge di stabilità 2016) prevede che: «al fine di garantire l'equilibrio della situazione corrente per l'anno 2016 dei bilanci delle città metropolitane e delle province, le regioni, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono operare lo svincolo dei trasferimenti correnti e in conto capitale già attribuiti ai predetti enti e affluiti nell'avanzo di amministrazione vincolato dell'anno 2015. Le quote dell'avanzo di amministrazione dell'anno 2015 così svincolate sono applicate al bilancio di previsione per l'anno 2016 delle città metropolitane e delle province dopo l'approvazione del rendiconto dell'esercizio 2015. I trasferimenti oggetto di svincolo possono essere rifinanziati a valere sulle annualità successive all'anno 2015 del bilancio delle regioni». Tale disposizione normativa, che per i dettagli operativi rimanda all'intesa sancita in sede di Conferenza unificata, prevede che le Province e le Città metropolitane possano utilizzare per il bilancio di previsione 2016, previa autorizzazione regionale, gli avanzi vincolati formatisi con economie su impegni finanziati con trasferimenti regionali correnti e in conto capitale per finanziare genericamente la spesa corrente.

Le condizioni da rispettare
La Conferenza Unificata del 14 aprile 2016 ha previsto inoltre che per ogni trasferimento di cui si chiede lo svincolo, e che dovrà comunque avvenire entro il 31 dicembre 2016, la Provincia o la Città Metropolitana deve attestare che:
1. Non siano presenti obbligazioni sottostanti (si tratti quindi di economie);
2. Non siano presenti vincoli di spesa riconducibili ai livelli essenziali di prestazioni;
3. Non riguardino finanziamenti delle funzioni che tornano in capo alle Regioni ai sensi del riordino previsto dalla legge 56/2014;
4. Non riguardino somme che risultano accertate come restituzione, revoche o similari nei bilanci regionali, creando pregiudizio agli stessi;
5. Che sia assicurato l'equilibrio di bilancio, così come definito dai commi 709 e seguenti dell'articolo 1 della legge 208/2015, fermo restando che le risorse "svincolate" sono utilizzate esclusivamente per garantire l'equilibrio di parte corrente del bilancio 2016.

Il problema del pareggio di bilancio
Il problema nasce dal momento che l'utilizzo delle somme svincolate deve avvenire all'interno del pareggio di bilancio come ora previsto anche dall'articolo 9 della novellata legge 243/2012 che attua per regioni ed enti locali le nuove disposizioni degli articoli 81 e 119 della Costituzione italiana.
Lo svincolo di risorse in conto capitale garantirebbero l'equilibrio di parte corrente, ma alla luce delle citate disposizioni sul pareggio di bilancio, non sarebbero effettivamente utilizzabili in quanto non rilevanti ai fini del pareggio.
Inoltre si deve tener conto che i trasferimenti finanziati da debito non possono essere svincolati per consentire l'equilibrio di parte corrente delle province in quanto verrebbe violata la norma di cui all'artioclo 10 della legge 243/2012 che autorizza il debito solo per finanziare spese di investimento.
Alla luce di quanto sopra esposto si ritiene che le Regioni possano autorizzare solo lo svincolo delle somme finanziate con risorse correnti mentre meriterebbe un approfondimento la possibilità di consentire gli svincoli degli avanzi vincolati generati:
• da risorse regionali coperte da indebitamento da destinare da parte delle Province e Città metropolitane a finanziare le spese d'investimento;
• da risorse la cui copertura iniziale garantita con ricorso al debito da parte delle regione, sia stata nel tempo trasformata con copertura di entrate proprie come nel caso di autorizzazione all'indebitamento ma senza l'effettiva contrazione del mutuo.
Infine, nonostante nel corpo del testo normativo si preveda che «…i trasferimenti oggetto di svincolo possono essere rifinanziati a valere sulle annualità successive all'anno 2015 del bilancio delle regioni», l'impossibilità per le regioni di contrarre nuovo indebitamento a far data dal 2016 (legge 243/2012) renderà praticamente impossibile reperire nuove risorse per rifinanziare i trasferimenti svincolati originariamente destinati a coprire la spesa di investimento.

(*) Esecutivo Ancrel


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