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Legge di stabilità, Anci in audizione: bene impianto manovra ma incertezza sul riparto delle risorse

di Giuseppe Pellicanò

Della legge di bilancio «diamo una valutazione positiva, non ci sono tagli e vi è un miglioramento dei saldi: un miliardo di euro per la liquidità e di circa 2 miliardi per altri interventi. Il problema è che una parte rilevante di questa disponibilità è indivisa tra Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni» e viene ripartita entro il 31 gennaio. Si deve tenere conto che non è possibile per tutti i Comuni e soprattutto per le città metropolitane presentare i bilanci entro il 28 febbraio. Occorre quindi "eliminare" la norma «inserita inopinatamente con legge dello Stato e spostare la data per approvare i bilanci al 31 marzo». Lo ha detto il presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, intervenendo venerdì scorso all'audizione davanti le commissioni congiunte di Camera e Senato che hanno ascoltato il sindaco di Catania sulla Legge di stabilità, con il suo collega di Livorno, Filippo Nogarin.

I correttivi proposti
Bianco, dopo aver rivendicato che i Comuni hanno «contribuito dal 2010 in modo particolarmente rilevante al risanamento dei conti pubblici - 13,5 miliardi di euro, in proporzione superiore a qualunque altra articolazione territoriale della Repubblica» - ha indicato alcuni correttivi prioritari secondo la valutazione dei sindaci (documento consegnato).
Le richieste dell'Anci riguardano gli utilizzi degli avanzi di gestione per alleggerire il peso del debito e l'invito a una riflessione più ampia per attivare da subito risorse per le spese in conto capitale. Per quanto riguarda invece le Città metropolitane viene auspicata l'approvazione di ulteriori e straordinarie misure che consentano anche per il 2017 di chiudere i loro bilanci in modo ordinato e sostenibile. Sulla normativa degli enti in dissesto e predissesto , oggetto di un confronto con i ministeri dell'Economia e dell'Interno, l'associazione si augura che le proposte già concordate vengano recepite nel ddl Bilancio 2017 trovando spazio nel corso dell'esame parlamentare, anche su impulso del Governo. Infine, Bianco ha ribadito la necessità di «semplificazioni, ordinamentali e contabili, che i Comuni attendono ormai da troppo tempo, e di ripristinare il percorso condiviso per la perequazione delle risorse comunali, che viene di fatto abolito dall'articolo 64».
Quanto alle misure necessarie per consolidare il trend di crescita degli investimenti , Anci chiede di mantenere per le fusioni di Comuni l'esclusione per un periodo di cinque anni dall'anno di istituzione, dagli obblighi di rispetto del saldo; e d'altro canto di neutralizzare l'impatto delle nuove regole finanziarie sui Comuni fino a 1.000 abitanti che fino al 2015 erano esclusi dagli obblighi del rispetto dei vincoli di finanza pubblica e che dal 2016 si sono confrontati per la prima volta con il nuovo saldo di competenza.
In merito alla ristrutturazione del debito , le richieste principali riguardano la sospensione delle rate di mutuo per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti con elevata incidenza del debito sul complesso delle entrate correnti; e l'estensione ai Comuni dell'efficacia dell'articolo 45 del Dl 66/2014 concernente la ristrutturazione del debito accordata alle Regioni.

La questione degli uffici giudiziari
Nel suo intervento, il sindaco di Livorno Nogarin si è soffermato innanzitutto sulle partite finanziarie aperte reiterando la richiesta dell'Associazione di procedere al ristoro delle spese per il funzionamento degli uffici giudiziari; e di dare soluzione al taglio subito nel 2015 da circa 2mila Comuni – in prevalenza piccoli e piccolissimi – a causa della differenza fra gettito stimato da terreni agricoli in territori montani e collinari già esenti da Imu e il gettito effettivo.

Ici/Imu
Altra questione sottolineata da Anci è quella della necessità di integrare le risorse a favore dei Comuni che sono risultati seriamente penalizzati dalle elaborazioni delle stime nella fase di passaggio dall'Ici e all'Imu: 65 ml a decorrere dal 2017 e di 330 ml a titolo di arretrati in 10 rate annuali.

Personale
Infine, il sindaco di Livorno è tornato a sollecitare lo sblocco del turnover per le assunzioni negli enti locali. Su questo Anci propone di consentire un ulteriore ampliamento delle percentuali di turn-over anche per i Comuni di maggiori dimensioni, a condizione che gli stessi abbiano un numero di dipendenti inferiore al valore definito con il decreto.
Per gli stessi Comuni appare del tutto ragionevole prevedere, fintanto che permanga la condizione di virtuosità e di sotto-organico, il superamento alle limitazioni finanziarie sul lavoro flessibile, tenendo conto che la spesa è destinata comunque a rimanere sotto controllo. Infine, per i Comuni e le Città metropolitane che hanno sforato il patto di stabilità, si chiede di permettere la sostituzione delle figure essenziali e infungibili.


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