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Anci, Decaro: «Sulle cartelle sono da evitare disparità tra comuni e tra cittadini»

di Redazione Anci

«Evitare le disparità di trattamento, tra Comuni e tra cittadini, che potrebbero scaturire dalla conversione in legge del cosiddetto Dl fiscale, in particolare riguardo la norma relativa alla "rottamazione" delle cartelle di Equitalia». È l'obiettivo con cui ieri il presidente dell'Anci Antonio Decaro, insieme al presidente del Consiglio nazionale Enzo Bianco, ha consegnato un documento di proposte emendativenel corso dell'audizione presso la Commissione Bilancio della Camera, che sta discutendo proprio la conversione in legge del Dl n. 193.

«Vogliamo porre l'attenzione – ha esordito Decaro parlando ai Deputati – su un tema di equità. Equità per i cittadini ed equità per i Comuni. La norma relativa a Equitalia potrebbe infatti creare un problema di disparità di trattamento per quel 40% di Comuni che già negli anni scorsi aveva scelto percorsi alternativi per la riscossione. Non solo. Così facendo, la cosiddetta rottamazione delle cartelle non avrebbe valore per tutti i cittadini, creando un'ulteriore disparità».

Le richieste
Da qui la richiesta dell'Anci di «rendere volontaria l'adesione dei Comuni alla definizione agevolata prevista dall'articolo 6 del decreto». «Questa facoltà – ha aggiunto poi Decaro – deve essere estesa anche a quei Comuni che non hanno scelto Equitalia».
Decaro ha poi colto l'occasione per rimarcare la necessità che «si proceda a una riforma organica del sistema della riscossione locale, ponendo come priorità una migliore regolamentazione degli strumenti e delle procedure, a partire dalla disciplina dell'ingiunzione fiscale, che risale al 1910».
Tra le altre criticità da eliminare in tema di riscossione, Decaro ha infine sottolineato «la necessità di prevedere l'accesso gratuito alle banche dati di altri soggetti pubblici e quella di istituire l'obbligo di riscossione diretta sul conto delle tesorerie comunali, nel caso in cui ci si affidi a società esterne, per eliminare alla radice i rischi di mala gestione da parte di alcuni privati negli ultimi anni».


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