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L'accertamento delle entrate degli enti locali nel bilancio armonizzato

di Ilaria Nesi - Rubrica a cura di Anutel

L'istituzione del bilancio armonizzato negli enti locali e i relativi nuovi principi contabili ha favorito il sorgere di molte controversie e riflessioni riguardanti l'accertamento delle entrate. Il bilancio armonizzato, con il Dlgs 126/2014, oltre a modificare il Dlgs 118/2011, varia parzialmente anche il Testo unico degli enti locali.

L'accertamento
Il principio contabile relativo alla contabilità finanziaria prevede l'iscrizione della posta contabile nel bilancio in rapporto alla scadenza del credito rispetto a ciascun esercizio finanziario, per cui l'accertamento è effettuato nell'esercizio in cui sorge l'obbligazione attiva, con imputazione contabile nell'esercizio in cui scade il credito. Il principio contabile 4/2, allegato al Dlgs 118/2011, formula diverse precisazioni, tra le quali che l'accertamento non deve più essere registrato per cassa, come avveniva in passato, l'accertamento delle entrate non previste in bilancio devono essere registrate istituendo, nella fase gestionale, una voce con stanziamento a zero (articolo 7 Dlgs n. 118/2011). E' vietata quindi l'imputazione provvisoria delle eventuali entrate con partite di giro. L'accertamento delle entrate rateizzate è ascritto all'esercizio in cui l'obbligazione nasce, a condizione che la scadenza dell'ultima rata sia fissata non oltre i 12 mesi successivi, perché oltre tale termine è attribuito nell'esercizio in cui l'obbligazione nasce, con addebito agli esercizi in cui scadono le rate. Gli interessi attivi derivanti dalle entrate rateizzate devono essere imputati separatamente rispetto alle entrate a cui fanno riferimento.
Relativamente all'accertamento delle entrate tributarie, al titolo 1 del Bilancio, preme evidenziare che tali entrate devono essere accertate e contabilizzate nell'esercizio finanziario ove vengono emessi ruoli o liste di carico, la cui scadenza della riscossione del tributo risulti essere entro l'approvazione del Rendiconto di gestione. Le entrate del titolo 1 del bilancio devono essere contabilizzate per la sua interezza, comprendendovi anche quelle di difficile esazione, in quanto contestualmente tra le voci della spesa corrente, nel bilancio armonizzato, deve essere ascritto e istituito un Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde).
Il Fondo crediti di dubbia esigibilità è determinato secondo la media degli accertamenti e riscossioni degli ultimi 5 esercizi. Il Fcde deve essere costantemente verificato, rilevandone sempre la sua congruità, sia in sede di assestamento che in sede di Rendiconto di gestione, in quanto contribuisce al risultato di amministrazione.

La riscossione delle entrate tributarie
Le modalità di riscossione delle entrate tributarie, secondo il principio contabile, si differenziano tra: le entrate riscosse mediante autoliquidazione, le quali sono accertate in base alle riscossioni dell'ente entro la chiusura del rendiconto, le entrate riscosse dallo Stato, mediante modelli F24 e infine le entrate riscosse mediante ruoli coattivi, le quali vengono incassare direttamente sul conto dell'ente. Alcune delle entrate tributarie hanno delle eccezioni e devono essere incassate per cassa, esse sono: le tasse automobilistiche, i rilasci licenze per caccia e pesca, l'imposta su assicurazione contro la responsabilità civile relativa alla circolazione dei veicoli a motore (ad eccezione dei ciclomotori), il tributo speciale per il deposito dei rifiuti presso la discarica, le entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale (esclusi quelli indicati nelle liste di carico o ruolo), sanzioni ed interessi riguardanti la riscossione coattiva, nel caso di avvisi di accertamento riguardanti entrate per le quali non è stato effettuato l'accertamento contabile, alla data di entrata in vigore del Dlgs 118/2011, si procede a tale registrazione quando l'avviso diventa definitivo e viene imputata alla voce del piano dei conti relativa a «riscosso a seguito di attività di verifica e di controllo». È importante contabilizzare correttamente le entrate nel Bilancio perché è il presupposto di un ente locale virtuoso, in grado di sostenere in modo corretto le spese necessarie, nel rispetto dell'equità fiscale per il cittadino.


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