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Anticipazione di tesoreria: natura, normativa e modalità di contabilizzazione

di Daniele Lanza (*) - Rubrica a cura di Anutel

L'anticipazione di tesoreria, secondo la normativa propria degli enti locali, risulta essere una concessione da parte del tesoriere comunale di liquidità al fine di dar fronte a momentanee necessità di cassa.
La natura giuridico/economica di quanto appena proposto trova fondamento normativo nazionale nella legge 24 dicembre 2013 n. 350 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004) – articolo 3, comma 17, che al secondo periodo testualmente recita: «Non costituiscono indebitamento, agli effetti del citato art. 119, le operazioni che non comportano risorse aggiuntive, ma consentono di superare, entro il limite massimo stabilito dalla normativa statale vigente, una momentanea carenza di liquidità e di effettuare spese per le quali è già prevista idonea copertura di bilancio».

L'apertura di credito concesso agli enti locali
In questo ambito si inserisce l'apertura di credito concesso agli enti locali conosciuta come anticipazione di tesoreria.
Il quantum concedibile è valorizzato dalla lettera dell'articolo 222 del Tuel che lo identifica entro il limite massimo dei tre dodicesimi (aumentato a cinque dodicesimi anche per l'anno 2016) delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio.
Il processo di armonizzazione ha integrato la modalità di contabilizzazione dell'anticipazione di tesoreria istituzionalizzando due complementari ed importanti fondamenti contabili.
La principale originalità, nel rispetto del principio contabile generale della competenza finanziaria n. 16, prevede che gli stanziamenti riguardanti i rimborsi delle anticipazioni erogate dal tesoriere non hanno carattere autorizzatorio.
Ai fini di proporre un'analisi completa si riporta quanto il principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria, al punto 3.26, recita in merito all'oggetto di analisi enunciando che: «le previsioni del bilancio di previsione finanziario hanno carattere autorizzatorio per ciascuno degli esercizi cui il bilancio si riferisce, costituendo limite agli impegni e ai pagamenti, fatta eccezione per le partite di giro/servizi per conto di terzi e per i rimborsi delle anticipazioni di cassa. La funzione autorizzatoria fa riferimento anche alle entrate, di competenza e di cassa per accensione di prestiti».
L'anticipazione di tesoreria nel suo complesso, dunque, non sottostà al principio autorizzatorio del bilancio in via esplicita per quanto riguarda la spesa ed induttiva per quanto riguarda l'entrata essendo essa un entrata diversa dalle poste di indebitamento come in precedenza evidenziato.

La contabilità
La modalità di contabilizzazione della posta di bilancio di entrata e spesa, infine, deve essere rispettosa del principio generale 4 il quale prescrive che le entrate devono essere iscritte al lordo delle spese sostenute per la riscossione e di altre eventuali spese ad esse connesse e, parimente, le spese devono essere iscritte al lordo delle correlate entrate, senza compensazioni di partite.
Quanto enunciato, obbliga l'ente ad emettere tanti ordinativi di incasso e di pagamento quante siano le movimentazioni registrate dal tesoriere intercorse dal primo gennaio al trentun dicembre di ogni anno.
Da qui la necessità che tali poste non siano soggette al principio autorizzatorio del bilancio e così facendo permettano una piena contabilizzazione delle partite pendenti entro la chiusura del rendiconto di esercizio.

(*) Docente Anutel


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