Home  › Fisco e contabilità

Sì all'Imu per le società di leasing

di Maria Suppa (*) - Rubrica a cura di Anutel

Con la risoluzione del contratto di leasing si determina la soggettività passiva ai fini Imu in capo alla società di leasing anche se non ha ancora acquisito la materiale disponibilità del bene per la mancata riconsegna da parte dell'utilizzatore.
Con la sentenza n. 305, pronunciata l'11 luglio 2016 e depositata i 12 ottobre 2016, la Ctr di Trieste, sezione 1, ha confermato la pronuncia di prime cure statuendo che nei casi di locazione finanziaria, la risoluzione del contratto determina la soggettività passiva Imu in capo alla società concedente, a prescindere dalla riconsegna o meno dell'immobile da parte dell'utilizzatore.

I fatti
Secondo la tesi prospettata dalla società di leasing, invece, l'articolo 9 del Dlgs 23/2011 vincolerebbe la soggettività passiva Imu in capo al locatore finanziario lasciando estraneo al rapporto di imposta il proprietario del bene (nella specie la società ricorrente) per il periodo temporale dalla data della stipula sino alla effettiva riconsegna del bene al concedente. A sostengo di tale tesi la società appellante ha addotto le istruzioni ministeriali al modello dichiarativo Imu 2012, nonché ha elevato a norma di natura interpretativa, ricognitiva e di sistema, l'articolo 1, comma 672, della legge 147/2013. Il Giudice di seconde cure ha ritenuto non fondata la tesi prospettata dalla società di leasing ed ha, invece, accolto in pieno le argomentazioni esposte dal Comune resistente.

La decisione della Ctr
La ricostruzione normativa svolta dalla Ctr muove dalla considerazione che il presupposto impositivo dell'Imu è rappresentato dal «possesso di immobili» e quindi sono soggetti passivi il proprietario nonché i titolari di diritti reali di godimento sugli immobili. Il riferimento normativo alla titolarità giuridica del «possesso qualificato» corrobora, in tema di Imu, la nozione di possesso di matrice civilistica ma non la limita solo a questo ambito e disciplina non essendo precluso alla precipua normativa fiscale di esporre un diverso apprezzamento del medesimo rapporto rispetto a quello definito nella disciplina civilistica. Evidenziazione palese di tale facoltà legislativa esercitata involge proprio il leasing immobiliare traslativo (anche detta locazione finanziaria) e nella sua considerazione ai fini impositivi esposta nel comma 1 dell'articolo 9 del Dl 23 citato.
E infatti, pur essendo il locatario finanziario, nella disciplina civilistica, un mero detentore - di talchè non rientrerebbe secondo i canoni civilistici nella posizione soggettiva del «possessore qualificato» - il legislatore tributario ha inteso comunque ricomprenderlo fra i soggetti passivi Imu così implementando il concetto civilistico di "possesso" nell'ambito della specifica disciplina di imposta. Ed infatti, la soggettività passiva del locatario finanziario si realizza addirittura quand'anche il bene da concedere non fosse ancora venuto ad esistenza («Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione») e quand'anche il bene non fosse stato ancora consegnato dal concedente all'utilizzatore, essendo rilevante per il sorgere della soggettività passiva Imu non già l'adempimento della consegna del bene (e di converso per la sua cessazione la riconsegna), ma la sola sottoscrizione del contratto («soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula»). È di tutta evidenza che in tema di Imu il legislatore ha ritenuto rilevante, ai fini impositivi, non già la consegna del bene e quindi la detenzione materiale dello stesso, bensì l'esistenza di un vincolo contrattuale che legittimi la detenzione qualificata dell'utilizzatore. In concretezza è il titolo (contratto stipulato) che determina la soggettività passiva del locatario finanziario e non certo la disponibilità del bene. Anche la cessazione dello status di soggetto passivo è stata puntualmente individuata (nel rispetto del principio costituzionale della riserva di legge) dalla norma primaria di imposta. Infatti il locatario finanziario non si apprezza più come soggetto passivo Imu non già dalla riconsegna del bene al concedente, ma dal momento della estinzione della durata del contratto, che ai fini dell'Imu, come nella disciplina civilistica, (per questo aspetto non modificata dalla legge di imposta), si determina nel momento del pagamento dell'ultimo canone in base alla durata stabilita nel contratto ovvero, nelle ipotesi di risoluzione anticipata per inadempimento, dal momento in cui il contratto è stato risolto.
Correttamente, poi, la Ctr ha rilevato che il comma 672 della legge 147/2013 non ha natura interpretativa dell'elemento «durata del contratto» valevole per tutti i tributi locali, ma si applica solo al rapporto di imposta Tasi, per chiara scelta legislativa, così definendo la particolare soggettività passiva del «locatario finanziario».
Invero la precisazione dell'elemento «durata del contratto» nella disciplina della Tasi risponde a delle esigenze funzionali proprie di questo tributo assolutamente non ribaltabili e rinvenibili nel regime Imu.

(*) Avvocato tributarista, membro dell'Osservatorio tecnico e docente esclusivo di Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA