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Corrette rendicontazioni dell'ente pubblico e controllo incrociato sui residui

di Maria Carla Manca (*) - Rubrica a cura di Ancrel

La funzione dell'organo di revisione degli enti locali è sempre più improntata a un controllo contabile-finanziario volto a rilevare le eventuali criticità delle fasi di gestione sull'entrata e la spesa.
L'attenzione si fonda sugli elementi che concernono la composizione dei residui attivi e passivi nella loro interezza e veridicità. Nello specifico, la vigilanza attraverso delle check-list settoriali concerne il controllo della spesa correlata alla effettiva entrata per quanto attiene le fasi sulle rendicontazioni delle opere pubbliche e/o altre immobilizzazioni e relative spese ad esse connesse.

Gli ambiti di attenzione della programmazione e rendicontazione
I principi cardine su cui soffermarsi concernono tre fattori determinanti:
 verifica dei piani finanziari sulla programmazione;
 controllo della spesa;
 rendicontazione correlata alla effettiva entrata.
La programmazione è volta a consolidare i relativi progetti di spesa, i pagamenti da correlare alla rendicontazione per il successivo trasferimento in Entrata delle somme da parte di Regione, Stato e Ue.
Uno dei gap riscontrati nelle fasi di controllo, è la mancata presentazione delle rendicontazioni e l'iscrizione di residui attivi inesistenti.
Partendo dalla lista delle " irregolarità", che di fatto in alcuni casi presagiscono il pre-dissesto dell'ente, oltre le responsabilità dei funzionari e dei revisori per mancata vigilanza, il quadro è così riassunto:
• Mancata acquisizione delle Entrate relativamente alle procedure di rendicontazione;
• Residui attivi inesistenti;
• Pareggio fittizio del Bilancio;
• Anticipazioni di cassa;
• Gestione occulta di fondi e disponibilità;
• Equilibri di bilancio e di cassa.

Le check list
Al fine di concretizzare l'attività di revisione, è utile costruire le check list a supporto della verifica e finalizzate ad un riscontro e controllo incrociato sulle procedure di rendicontazione.
1 Step
 la verifica dei piani finanziari sulla programmazione, ove si evincono i fabbisogni e le fonti di copertura ( trasferimenti da Regione, Stato e Ue). Per quanto attiene la quota Ue, la rilevazione della quota (es: FEARS 44%);
 il controllo sulle procedure di appalto di cui al Dlgs 50/2016, quali i contratti di affidamento sotto e sopra soglia, le procedure di selezione dei fornitori e le relativi convenzioni, gli eventuali contratti di affidamento diretto in «house providing» e relativo controllo dei vari elementi che consentano all'Amministrazione aggiudicatrice un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi;
 il controllo delle voci di spesa, se coerente nel piano finanziario e su quanto contrattualizzato, il rispetto delle percentuali sulle fonti di copertura e la giusta ascrivibilità in bilancio;
 il controllo sugli eventuali anticipi correlati all'entrata attraverso il rispetto delle condizioni e dei dettami delle fonti di copertura;
 il controllo della percentuale concernente il cofinanziamento dell'ente relativamente al piano finanziario e quanto indicato nel bilancio.
2 Step
 il controllo della rendicontazione concernente i Sal e le comunicazioni verso i soggetti finanziatori;
 il controllo sull'eventuale rimborso Iva relativamente alla percentuale di spesa ritenuta ammissibile ( per alcuni programmi comunitari);
 il controllo finale sulla rendicontazione a supporto dell'opera e/o delle immobilizzazioni materiali;
 l'iscrizione nel conto del patrimonio.
La conclusione sugli esiti del controllo e l'attenta verifica da parte dell'organo di revisione, fa emergere chiaramente che vengano rispettati i principi generali di una buona e sana amministrazione, nonché migliorare la perfomance dell'ente.
I due principi cardine, che supportano il processo, sono rilevabili nei principi contabili generali n. 5 e n. 10.
Nello specifico, partendo dalla base del principio n. 5 «veridicità, attendibilità, correttezza e comprensibilità» che presuppone in prima analisi che la «veridicità» fa esplicito riferimento al principio del true and fair view che ricerca nei dati contabili di bilancio la rappresentazioni delle reali condizioni delle operazioni di gestione di natura economica, patrimoniale e finanziaria di esercizio. Che il principio di veridicità oltrechè applicarsi ai documenti di rendicontazione e alla gestione, è da intendersi sulle previsioni e in generale tutte le valutazioni a contenuto economico-finanziario e patrimoniale, devono essere, inoltre, sostenute da accurate analisi di tipo storico e programmatico, o in mancanza, da altri idonei ed obiettivi parametri di riferimento, nonché da fondate aspettative di acquisizione e di utilizzo delle risorse al fine di rendere attendibili i documenti predisposti.
Il principio n. 10 relativo alla coerenza ove «occorre assicurare un nesso logico e conseguente fra la programmazione, la previsione, gli atti di gestione e la rendicontazione generale. Attraverso la suddivisione della coerenza interna ed esterna, si evince che per quanto attiene la coerenza interna, in sede preventiva gli strumenti di programmazione pluriennale e annuale siano conseguenti alla pianificazione dell'Ente; che in sede di gestione, che le decisioni e gli atti non siano in contrasto con gli indirizzi e gli obiettivi indicati negli strumenti di programmazione pluriennale e annuale e non pregiudichino gli equilibri finanziari ed economici; che in sede di rendicontazione, che sia dimostrato e motivato lo scostamento fra i risultati ottenuti e quelli attesi. La coerenza esterna oltre a comportare una connessione fra il processo di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione rispetta la coerenza con la pianificazione».

(*) Presidente sezione ANCREL di Oristano


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