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Legge di bilancio/1: Regioni ed enti locali in concorrenza per dividersi tre miliardi

di Gianni Trovati

Per i bilanci di regioni ed enti locali, invece, la legge di bilancio si limita ad aprire una partita che andrà definita in seguito. Al netto delle misure sugli investimenti locali, a disposizione ci sono tre miliardi di euro (non tutti da tradurre in indebitamento netto) che andranno divisi fra diversi interventi. Le Regioni, per la parte extra-sanità, puntano a una replica del meccanismo che lo scorso anno ha permesso di attenuare parecchio i tagli da 1,9 miliardi previsti dalle manovre precedenti. Per il 2017 il conto sale ulteriormente verso quota 2,4 miliardi, ma tra finanziamenti aggiuntivi e accantonamenti i conti definitivi si potranno fare solo quando sarà deciso quale parte dei tre miliardi dedicare ai governatori. In coda ci sono infatti anche Province e Città metropolitane, che hanno in calendario per l'anno prossimo un altro miliardo di taglio, attenuato dai 470 milioni di contributo aggiuntivo già stanziato con l'ultima legge di Stabilità. I conti degli enti di area vasta, però, sono già al limite, completamente assorbiti dalle spese indifferibili (stipendi e rate dei mutui) e rischiano di saltare in caso di tagli aggiuntivi. I Comuni, invece, premono per una nuova replica del Fondo Tasi, che nel 2016 ha aiutato con 390 milioni i bilanci di 1.800 enti dove le imposte sull'abitazione principale si erano avvicinate al massimo prima di essere abolite.


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