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Variazioni di bilancio in cerca di chiarezza

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Con l'entrata in vigore delle nuove norme sull'armonizzazione contabile, le regole per le variazioni al bilancio di previsione sono divenute quanto mai complesse, per effetto della parcellizzazione delle competenze che le nuove disposizioni del Dlgs 267/2000 hanno introdotto a decorrere, per la maggior parte degli enti, dal 2016.
Alla semplificazione del quadro non sembra avere concorso l'intervento del Dl 113/2016 che, a decorrere dalla scorsa estate, ha introdotto due nuove fattispecie di variazioni di competenza, rispettivamente, della giunta e dei dirigenti (o del responsabile del servizio finanziario).

Le modifiche introdotte dal Dl 113/2016
L'articolo 9-bis del Dl 113/2016 ha infatti inserito, tra le variazioni di bilancio di competenza della giunta, quelle «compensative tra macroaggregati dello stesso programma all'interno della stessa missione» (nuova lettera e-bis del comma 5-bis dell'articolo 175 del Dlgs 267/2000). Mentre alle variazioni di competenza dei responsabili della spesa o del responsabile finanziario sono state aggiunte quelle relative, in caso di esigibilità della spesa, «a stanziamenti riferiti a operazioni di indebitamento già autorizzate e perfezionate, contabilizzate secondo l'andamento della correlata spesa, e le variazioni a stanziamenti correlati ai contributi a rendicontazione, escluse quelle previste dall'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (riaccertamento ordinario)» (nuova lettera e-bis del comma 5-quater).
L'intento della prima modifica era probabilmente quello di chiarire in modo esplicito che le variazioni nell'ambito del medesimo programma, compensative tra macroaggregati di spesa, sono di competenza della giunta. Competenza che tuttavia era già implicita sia nella previsione del comma 6 del medesimo articolo 175, che espressamente vietava le variazioni di giunta compensative tra macroaggregati appartenenti a titoli diversi (facendo quindi ritenere possibili quelle nell'ambito dello stesso titolo), e sia nella previsione del comma 5-bis dell'articolo 175, che riserva alla giunta tutte le variazioni del piano esecutivo di gestione (eccetto quelle assegnate ai responsabili, ai sensi del comma 5-quater del medesimo articolo). Occorre infatti ricordare che, a mente dell'articolo 169, comma 2, del Dlgs 267/2000, nel Peg le spese sono articolate in missioni, programmi, macroaggregati e capitoli (eventualmente anche in articoli), come anche chiarito dal Principio contabile applicato sulla programmazione e dall'articolo 14 del Dlgs 118/2011. L'unità di voto delle spese nel bilancio di previsione è infatti il programma (articolo 12 del Dlgs 118/2011), livello di dettaglio superiore al macroaggregato, come ribadito anche dall'articolo 165 del Dlgs 267/2000. Da ciò ne consegue che la variazione compensativa tra macroaggregati è a tutti gli effetti una variazione del piano esecutivo di gestione e non del bilancio di previsione (rimanendo invariati gli stanziamenti dei programmi). Tuttavia, la modifica apportata dal Dl 113/2016 alle competenze della giunta in materia di variazioni ha inserito la variazione compensativa tra macroaggregati tra quelle di bilancio, ingenerando ulteriore confusione in un quadro tutt'altro che limpido. La distinzione, come è ovvio, non è solo meramente formale, ma ha dei riflessi importanti sotto diversi profili, non ultimo, quello della scadenza entro cui le variazioni possono adottarsi. Infatti, mentre le variazioni al bilancio sono di norma possibili solo entro il 30 novembre, salvo le casistiche in cui scadenza è fissata al 31 dicembre (articolo 175, comma 3, del Dlgs 267/2000), le variazioni del Peg sono adottabili entro il 15 dicembre (salvo quelle correlate alle medesime di cui al sopra citato comma 3). Per non parlare poi dell'obbligo di pubblicazione nel sito istituzionale dell'ente gravante sulle variazioni di bilancio (articolo 173, comma 4, del Dlgs 267/2000) e non anche sulle variazioni di Peg (l'obbligo riguarda solo la pubblicazione del Peg assestato). Inoltre, le variazioni di bilancio di competenza della giunta devono essere necessariamente trasmesse all'organo di revisione, il quale, ai sensi dell'articolo 239, comma 1, punto 2, lettera b), del Dlgs 267/2000, pur non dovendo rilasciare il proprio parere, ha l'obbligo di verificare, in sede di esame del rendiconto della gestione, dandone conto nella propria relazione, l'esistenza dei presupposti che hanno dato luogo alle variazioni di bilancio approvate nel corso dell'esercizio. Non altrettanto è previsto per quelle di Peg.

Variazioni di cassa
Analogamente confusa è la situazione delle variazioni di cassa del bilancio di previsione. L'articolo 175, comma 5-bis, del Dlgs 267/2000 rimette la loro competenza alla giunta comunale. Tuttavia, il comma 5-quater del medesimo articolo, stabilisce invece che sono di competenza dei responsabili le variazioni di bilancio, anche in termini di cassa, fra gli stanziamenti riguardanti il fondo pluriennale vincolato e gli stanziamenti correlati e quelle contenute nella nuova lettera e-bis) del citato comma 5-quater.
Nell'ottica della semplificazione si è da più parti ritenuto che la competenza assegnata dalla legge ad un organo di adottare variazioni di bilancio agli stanziamenti di competenza, comporti anche il potere di adottare le correlate variazioni a quelli di cassa. Così, ad esempio, la variazione compensativa tra capitoli dello stesso macroaggegato, assegnata dalla legge ai responsabili (fatte alcune eccezioni), comporta altresì il potere di variare gli stanziamenti di cassa correlati alla modifica della competenza. Ci sono tuttavia dei casi che generano nelle situazioni ambigue, come ad esempio avviene per le variazioni di esigibilità (lettera b del comma 5-quater) comportanti variazioni al bilancio rimesse alla competenza dei responsabili, i quali possono modificare anche il relativo stanziamento di cassa, ma non adottare invece la conseguente variazione del Peg, che la legge riserva in via generale alla giunta.
Da comprendere poi appieno il significato in alcuni casi della disposizione dell'articolo 175, comma 5-quinquies, del Dlgs 267/2000, in base al quale «le variazioni al bilancio di previsione disposte con provvedimenti amministrativi e le variazioni del piano esecutivo di gestione non possono essere disposte con il medesimo provvedimento amministrativo». Come a dire che nell'ipotesi di una variazione di bilancio di cassa adottata dalla giunta, la stessa dovrebbe poi approvare un separato provvedimento per apportare la conseguente modifica al PEG. Con buona pace della semplificazione.

(*) Componente Giunta esecutiva e Osservatorio tecnico Anutel - Docente esclusivo Anutel


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