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Le variazioni di bilancio relative all'applicazione dell'avanzo di amministrazione

di Luciano Fazzi - Rubrica a cura di Ancrel

Secondo quanto previsto dalle nuove regole della contabilità armonizzata il risultato di amministrazione calcolato secondo il disposto dall'articolo 186 del Tuel deve essere suddiviso in quota accantonata, quota vincolata, quota destinata e quota libera.

Accantonamenti
La quota accantonata è formata da tutti gli accantonamenti che l'ente è tenuto a fare per prevenire spese impreviste o cautelarsi di fronte a inesigibilità delle entrate (vedi Fcde, fondo crediti di dubbia esigibilità), la quota vincolata è formata da tutte le economie di spesa finanziate con entrate a destinazione vincolata, la quota destinata è formata da economie di spese di investimento finanziate con entrate genericamente destinate a finanziare la spesa del titolo II (si veda, ad esempio gli oneri di urbanizzazione) e la quota libera che è ottenuta come differenza tra l'importo del risultato di amministrazione determinato secondo il criterio previsto dall'articolo 186 e le quote accantonate, vincolate e destinate. Nel caso in cui tale differenza generi un valore negativo l'esercizio si chiude con un disavanzo di amministrazione. Particolare attenzione deve essere posta sull'applicazione al bilancio dell'avanzo di amministrazione. Gli articoli 175,187e 193 del Tuel oltre che il principio applicato concernente la contabilità finanziaria (All4/2 al Dlgs.n.118/11), ne individuano regole e competenze.

Quota libera e destinata
Partiamo dalla quota libera e destinata. Il comma 3/bis dell'articolo 187 del Tuel stabilisce che nel caso in cui l'ente si trovi o in anticipazione di tesoreria (articolo 222 del Tuel), o stia utilizzando entrate a destinazione vincolata per finanziare spesa corrente (articolo 195 del Tuel) l'avanzo di amministrazione libero non può essere utilizzato fatto salvo per i provvedimenti di riequilibrio di cui all'articolo 193.
Allo stesso modo il principio contabile della contabilità finanziaria (allegato 4/2 al Dlgs 118/2011) al paragrafo 3.3 dispone che «fino a quando il fondo crediti di dubbia esigibilità non risulta adeguato non è possibile utilizzare l'avanzo di amministrazione». Esclusi pertanto i suddetti casi la quota destinata e la quota libera del risultato di amministrazione possono essere applicate al bilancio, con variazione di competenza del Consiglio comunale previo parere dell'Organo di revisione, solo dopo l'approvazione del rendiconto che ne definisce l'importo.

Quota accantonata e vincolata
Più complicato invece è il caso dell'applicazione al bilancio della quota accantonata e vincolata dell'avanzo di amministrazione.
Il comma 3 dell'articolo 187 del Tuel chiarisce che le quote del risultato di amministrazione presunto derivanti dall'esercizio precedente, costituite da accantonamenti risultanti dall'ultimo consuntivo approvato o derivanti da fondi vincolati possono essere utilizzate per le finalità cui sono destinate prima dell'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio precedente, attraverso l'iscrizione di tali risorse, come posta a sé stante dell'entrata, nel primo esercizio del bilancio di previsione o con provvedimento di variazione al bilancio. L'utilizzo della quota accantonata e vincolata del risultato di amministrazione è possibile anche nel corso dell'esercizio provvisorio ma solo per garantire la prosecuzione o l'avvio di attività soggette a termini o scadenza, la cui mancata attuazione determinerebbe danno per l'ente. Il comma 5 bis dell'articolo 175 del Tuel attribuisce alla Giunta comunale la competenza della variazione che applica al bilancio, in caso di esercizio provvisorio, la quota accantonata e la quota vincolata del risultato di amministrazione (sia accertato che presunto). Lo stesso comma tuttavia precisa che l'applicazione della quota vincolata, che si è formata da economie di spesa relative a stanziamenti dell'esercizio precedente, deve consistere in una «mera reiscrizione».

Reiscrizione
Per mera reiscrizione si intende l'applicazione al bilancio della quota vincolata senza discrezionalità in merito al suo utilizzo. Infatti sempre il comma 4 bis attribuisce alla competenza della Giunta le variazioni di bilancio non aventi natura discrezionale, che si configurano come meramente applicative delle decisioni del Consiglio. Esempio di mera reiscrizione è rappresentato dall'applicazione al bilancio della quota vincolata, formatasi nell'esercizio precedente, dalle economie relative alle risorse del fondo per la premialità e il salario accessorio nel caso in cui entro la fine dell'anno precedente non si fosse provveduto alla sottoscrizione della contrattazione integrativa. L'applicazione dell'avanzo nel corso dell'esercizio provvisorio necessita sempre del parere dell'organo di revisione. Il comma 5 quater prevede, invece, che nel corso della gestione (a bilancio di previsione approvato) la competenza ad applicare la quota vincolata dell'avanzo di amministrazione sia affidata al responsabile dei servizi finanziari o ai responsabili della spesa se previsto dal regolamento di contabilità. Anche in questo caso il rinvio al comma 5 quinquies dell'articolo 187, limita la competenza dei dirigenti all'applicazione al bilancio di mere re-iscrizioni di economie di spesa derivanti da stanziamenti di bilancio dell'esercizio precedente corrispondenti a entrate vincolate.

Variazione gestionale
Trattandosi di variazione "gestionale" non è richiesto il parere dell'organo di revisione. Poiché l'articolo 175 non definisce le variazioni di bilancio di competenza del Consiglio,ma le individua per differenza definendo invece quelle di competenza della Giunta (comma 5 bis) e dei dirigenti (comma 5 quater), ciò significa che in tutti quei casi nei quali l'applicazione dell'avanzo di amministrazione non è competenza degli organi di gestione (Giunta e dirigenti) è per esclusione competenza del Consiglio. Pertanto nel caso di applicazione delle quote accantonate a bilancio di previsione approvato, nel caso di applicazione di quote vincolate formate negli esercizi precedenti all'ultimo e in tutti i casi nei quali l'applicazione della quota vincolata generatasi nell'esercizio precedente non sia una mera re iscrizione, la conseguente variazione di bilancio deve essere adottata con delibera consiliare. Per ogni variazione di competenza del Consiglio è sempre richiesto il parere dell'organo di revisione.


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