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Ancora sulle variazioni di bilancio

di Elena Brunetto (*) - Rubrica a cura di Anutel

L'applicazione dell'articolo 175 del Tuel, così come aggiornato dalle norme sul nuovo ordinamento contabile degli Enti locali, in materia di variazioni di bilancio, ha creato parecchia confusione tra gli operatori del settore, tanto da spingere l'Ifel a predisporre un apposito prospetto riassuntivo: un bel "lenzuolo" dove, su ben otto colonne vengono riepilogati i riferimenti normati, la tipologia, il termine limite di approvazione, la situazione del bilancio su cui la variazione può intervenire, la competenza, la necessità o meno del parere dei revisori, le note e le cose "da ricordare". Il tutto per ben 27 tipologie diverse di variazioni che, secondo il nuovo ordinamento contabile armonizzato, possono essere adottate sul bilancio e sul piano esecutivo di gestione.

Il quadro delle disposizioni
Alle modifiche normative già introdotte dal Dlgs 118/2011 e successivamente del Dlgs 126/2014, occorre ora aggiungere le ulteriori modifiche apportate dall'articolo 9 bis del Dl 113/2016 convertito nella legge 160/2016. La norma è intervenuta sia in materia di variazioni di competenza della Giunta (comma 5-bis del suddetto articolo 175 del Tuel) sia per quelle di competenza dei Responsabili (comma 5-quater).
In particolare si prevede che spettino alla Giunta «le variazioni compensative tra macroaggregati dello stesso programma all'interno della stessa missione». Tale modifica aiuta a chiarire un dubbio sorto tra gli operatori in merito alla disposizione prevista dal comma 5-quater sulle variazioni di competenza dei responsabili, laddove alla lettera a) viene previsto che competano ai responsabili «le variazioni compensative del piano esecutivo di gestione fra capitoli di entrata della medesima categoria e fra capitoli di spesa del medesimo macroaggregato…». Questa formulazione aveva, infatti, indotto diversi responsabili dei servizi a ritenere possibile adottare atti di variazione tra capitoli del medesimo macroaggregato (ad esempio, acquisto di beni e servizi) ancorché gli stessi fossero ricompresi in missioni e programmi differenti. Ora appare chiaro che né i Responsabili né la Giunta possono in alcun modo intervenire in variazioni che, in definitiva, modifichino gli importi complessivi previsti a bilancio relativi alle missioni e ai programmi, essendo questo il livello e l'unità di voto attribuita dal nuovo ordinamento alla competenza del Consiglio comunale, ma possono, nell'ambito delle somme complessivamente attribuite a ciascuna missione e a ciascun programma, intervenire attraverso variazioni compensative tra i macroaggregati (Giunta) oppure tra i capitoli del medesimo macroaggregato (Responsabili /Giunta, nel caso di contributi o trasferimenti). Del resto lo spirito della norma risulta ben esplicitato nella prima parte del comma 5-bis, laddove viene previsto che competano alla Giunta quelle variazioni che non hanno natura discrezionale e che si configurano come meramente applicative di decisioni del Consiglio. In tale contesto vengono quindi a inserirsi anche le variazioni relative all'utilizzo della quota vincolata del risultato di amministrazione derivante da economie di stanziamenti di bilancio dell'esercizio precedente, sul quale, proprio per la natura vincolata dello stesso, non viene esercitata alcuna attività discrezionale. Ai sensi degli articoli 175 e 187, comma 3-quinquies, del Tuel tali variazioni competono ai dirigenti (o al Responsabile del Servizio finanziario in assenza di norme regolamentari) nel caso in cui l'Ente abbia già provveduto all'approvazione del bilancio o alla Giunta nel caso di esercizio provvisorio.

I punti da chiarire
Sorgono però ancora due dubbi.
1) Il comma 5-bis del più volte citato articolo 175 del Tuel attribuisce alla Giunta anche la competenza ad adottare variazioni riguardanti l'utilizzo della quota accantonata del risultato di amministrazione nel corso dell'esercizio provvisorio. Non appare, invece, chiaro quale sia il soggetto competente ad applicare tale quota accantonata dopo l'avvenuta approvazione del bilancio di previsione.
2) Le suddette normative prevedono espressamente l'attribuzione delle suddette competenze con riferimento all'avanzo di amministrazione vincolato derivante da economie di stanziamenti di bilancio dell'esercizio precedente. Nulla è, invece, previsto nel caso di utilizzo di quote vincolate confluite nell'avanzo di amministrazione per economie di stanziamenti di annualità precedenti all'ultimo esercizio chiuso che l'ente non abbia ancora utilizzato. In assenza di specifiche disposizioni, si ritiene che tali variazioni non possano che essere adottate dal Consiglio comunale, fatta salva la possibilità di adozione da parte della Giunta in via d'urgenza opportunamente motivata, con atto da sottoporre a ratifica a pena decadenza entro i successivi sessanta giorni e comunque entro il 31 dicembre.

(*) Docente Anutel


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