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Operazioni infragruppo sotto esame nel bilancio consolidato

di Gianluca della Bella (*) - Rubrica a cura di Anutel

Entro il 30 settembre i consigli comunali degli enti sperimentatori e di quelli che non hanno deliberato il rinvio della contabilità economico-patrimoniale al 2016 dovranno approvare il bilancio consolidato 2015. Questo adempimento, previsto dall'articolo 11-bis e seguenti del decreto legislativo 118/2011, prevede il consolidamento del rendiconto dell'ente capofila con i suoi organismi partecipati. Le modalità e l'iter di approvazione sono disciplinati in maniera dettagliata dal principio contabile applicato del bilancio consolidato, allegato 4/4 al decreto 118.
L'adempimento si compone di tre fasi: vi sono le attività preliminari inerenti la definizione del perimetro di consolidamento, la redazione vera e propria dei documenti contabili e, infine, l'approvazione da parte degli organi comunali competenti.

L'iter da seguire
La prima attività riguarda l'individuazione dei soggetti facenti parte del cosiddetto «gruppo pubblica amministrazione» all'interno del quale vengono ricompresi gli enti e gli organismi strumentali e le società controllate o partecipate. Successivamente, all'interno del gruppo vanno individuati gli organismi controllati che devono essere inseriti nel perimetro di consolidamento. Degli enti controllati facenti parte del Gruppo Pubblica Amministrazione possono essere esclusi solo quelli che sono irrilevanti, come definiti dal richiamato Principio 4/4, oppure in caso di impossibilità di reperire le informazioni di bilancio, in presenza di eventi straordinari. Ai soggetti inclusi nel perimetro va comunicato di far parte del consolidamento e vanno trasmesse le direttive da seguire per rendere possibile la predisposizione del bilancio consolidato.
La fase successiva riguarda l'esame dei bilanci dei vari soggetti e l'elaborazione vera e propria di un bilancio unico, formato dall'aggregazione di ogni singola voce, al netto delle rettifiche. Infine, lo schema di bilancio consolidato viene approvato dalla giunta comunale e trasmesso ai revisori dei conti. A tal proposito è bene evidenziare che l'articolo 239, comma 1, lettera d) bis del Tuel, come modificato dal decreto 118/2011, prevede un termine non inferiore a venti giorni per il rilascio del parere per cui è indispensabile predisporre tutta la documentazione per tempo.

Le principali difficoltà
Nella fase preliminare talvolta non è semplice definire il perimetro di consolidamento per gli organismi partecipati diversi dalle società di capitale in quanto in questi enti non sempre è ben definito il valore della partecipazione di ogni socio. Infatti, mentre per le società è sempre possibile effettuare una visura camerale aggiornata, per gli enti che non hanno l'obbligo di iscrizione alla Camera di commercio possono sussistere dei problemi. A titolo di esempio si può citare il caso delle fondazioni che non hanno un capitale di dotazione iniziale e per le quali vi siano stati dei ripetuti mutamenti nella compagine sociale. In tale situazione non sempre è semplice stabilire le esatte percentuali di possesso dei vari soci.
Altro aspetto assai rilevante, ma che spesso non è tenuto in debita considerazione, riguarda le direttive da trasmettere ai soggetti controllati al fine di redigere il bilancio. In assenza di indicazioni precise è assai arduo consolidare valori talvolta non omogenei. Direttive puntuali sono essenziali soprattutto per quelle società soggette a controllo analogo congiunto tra più amministrazioni pubbliche. In questi casi è indispensabile un accordo preliminare tra le Pa controllanti e soprattutto che non ci siano direttive contrastanti tra loro.
Infine, le attività più delicate riguardano le operazioni infragruppo da eliminare per evitare duplicazioni di costi e ricavi. Infatti il bilancio consolidato deve includere esclusivamente le operazioni effettuate dai soggetti interni al gruppo con i soggetti terzi, dato che le operazioni tra due società comprese nel consolidamento dei conti costituiscono semplicemente il trasferimento di risorse all'interno del gruppo. Se non dovessero essere eliminate queste partite, i saldi consolidati risulterebbero accresciuti impropriamente. Naturalmente gli aspetti più complessi di tali attività riguardano la riconciliazione tra operazioni infragruppo contabilizzate in maniera diversa o iscritte in esercizi differenti. La corretta procedura di eliminazione di tali poste porta all'equivalenza delle partite reciproche.
In definitiva, redigere un bilancio consolidato non significa semplicemente sommare una ad una le poste contabili dei singoli bilanci, ma vuol dire individuare i soggetti che sono rappresentativi nel gruppo e rettificare in maniera puntuale tutte le operazioni che possano duplicare in qualche modo i valori aggregati, per rendere una rappresentazione del Gruppo Pubblica Amministrazione più veritiera possibile.

(*) Docente esclusivo ANUTEL


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