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Contributo per permesso di costruire e classificazione nella contabilità armonizzata

di Antonino Borghi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Per pacifica giurisprudenza, il contributo per il rilascio del permesso di costruire ha natura di prestazione patrimoniale imposta di carattere non tributario. Sulla classificazione di tale provento nella contabilità degli enti locali non si è ancora pervenuti, invece, a soluzioni convincenti e definitive.

Il quadro normativo
La legge 208/2015 al comma 737 è intervenuta in materia stabilendo che «per gli anni 2016 e 2017, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, fatta eccezione per le sanzioni di cui all'articolo 31, comma 4-bis, del medesimo testo unico» – le quali, per espressa previsione del successivo comma 4-ter, spettano al Comune e sono destinate esclusivamente alla demolizione e alla rimessione in pristino delle opere abusive, nonché all'acquisizione e all'attrezzatura di aree destinate a verde pubblico – «possono essere utilizzati per una quota pari al 100 per cento per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale, nonché per spese di progettazione delle opere pubbliche». Sarebbe opportuno evitare, al fine di consentire la formazione della previsione con un arco temporale triennale, di attendere ogni legge di stabilità per sapere quanta parte del provento è utilizzabile per spesa corrente.

I principi contabili
Nei principi contabili applicati il contributo in questione, è così regolato:
a) nella contabilità finanziaria è iscritto per l'intero importo al titolo IV «altre entrate in conto capitale» voce E.4.05.01.01.001, concorrendo con rilevazione extracontabile alla formazione dell'equilibrio corrente per la parte destinata a finanziare spesa corrente;
b) nella contabilità economico patrimoniale:
• tra i proventi straordinari del conto economico per la quota del contributo per permesso di costruire destinato al finanziamento delle spese correnti, negli esercizi in cui è consentito (vedi punto 4.30);
• a incremento delle riserve del patrimonio netto per la parte non destinata al finanziamento delle spese correnti (vedi punto 6.3).
La rilevazione dettata dal principio contabile 4/3 porta ad avere una variazione del patrimonio netto diversa dal risultato economico d'esercizio.
Il patrimonio netto varia, infatti, sia per il risultato economico dell'esercizio che per i proventi da permesso di costruire non considerati proventi straordinari. Il patrimonio netto potrebbe addirittura ridursi nel caso (sempre meno raro) di contributi restituiti.
La modalità di rilevazione del provento dettata dal principio applicato desta perplessità.
In primo luogo non è assicurata l'elementare corrispondenza tra risultato economico e variazione del patrimonio netto con ciò contraddicendo l'affermazione del punto 4.36 dello stesso principio contabile 4/3.
In secondo luogo, e senza motivazione, è stata modificata radicalmente la classificazione e la modalità di rilevazione del precedente ordinamento che considerava il provento all'interno della voce "conferimenti" da utilizzare come contributo in conto impianti.
I principi contabili dell'Osservatorio indicavano che il contributo poteva essere utilizzato, come indicato nei principi contabili internazionali, o a diminuzione del costo del bene o come quota di risconto passivo proporzionalmente corrispondenti alle quote di ammortamento del bene finanziato dedotte in ciascun esercizio. In entrambi i casi, il contributo è contabilizzato in base al principio della competenza economica, condiviso sia dal punto di vista civilistico sia da quello fiscale.
Il principio contabile applicato 4/2 richiedendo di indicare per ogni spesa in conto capitale i mezzi di finanziamento sembra portare a considerare il contributo per permesso di costruire alla stregua dei contributi in conto impianti (e non come contributo in conto capitale) e quindi da utilizzare con la tecnica del risconto e con quella del costo netto.
La parte del contributo non destinata all'acquisto di beni ammortizzabili e quindi da considerarsi contributo in conto capitale, dovrebbe ragionevolmente essere rilevata tra le sopravvenienze attive.
In alcune regioni una percentuale del contributo deve essere destinata a trasferimenti alla chiesa per opere religiose. Tale trasferimento deve essere rilevato nel conto economico o tra i contributi ad investimenti (voce B.12) o tra gli oneri straordinari e avere come contropartita il provento straordinario.
La rilevazione in termini economico-patrimoniali del contributo per permesso di costruire richiede pertanto un approfondimento che tenendo conto della natura del contributo e della sua destinazione porti a una corretta classificazione al fine di assicurare l'equivalenza, ora mancante, tra risultato economico e variazione del netto patrimoniale.

(*) Presidente Ancrel


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