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Il parere del revisore sul nuovo regolamento di contabilità armonizzata

di Rosa Ricciardi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Anche ai revisori degli enti locali è chiaro che la riforma degli ordinamenti contabili non si risolve in una revisione degli schemi di bilancio, ma si basa sull'applicazione corretta e completa dei nuovi principi contabili stabiliti dal Tuel e dal Dlgs 23 giugno 2011 n. 118, che richiedono nuove modalità organizzative corrispondenti alle caratteristiche di ciascuna struttura politico-amministrativa dell'ente.
La condivisione sulle finalità della riforma e sui principi di attuazione della riforma che ogni ente deve attivare a tutti i livelli è di fondamentale importanza per assicurare l'unitarietà e uniformità del sistema finanziario e contabile volute dal Legislatore nazionale.

Funzione e contenuti del parere
Dopo i pareri sulla nuova programmazione 2016-2018, l'organo di revisione deve esaminare la proposta di nuovo regolamento di contabilità (articolo 152, comma 3, del Tuel), e ricercare la ridefinizione dei flussi circolari di informazioni sui nuovi istituti contabili, calata nella realtà operativa della struttura amministrativa. L'allegato n. 4/2 al Dlgs 118/2011 «Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria» prescrive che il Servizio finanziario deve ricevere tempestivamente dagli altri responsabili degli uffici e servizi e trasmettere a sua volta i risultati delle gestioni relative all'attività ordinaria e agli obiettivi riportati nella sezione operativa del Dup poi assegnati con il Peg. I primi destinatari del regolamento di contabilità armonizzato sono i dipendenti comunali, nessuno escluso, e l'elaborato non può avere un contenuto asettico, ma deve indicare la soluzione alle criticità di quella specifica struttura organizzativa, per migliorare la produttività della pubblica amministrazione locale. Nel testo del regolamento il revisore deve cercare una diversa definizione dei compiti all'interno della singola area e dell'intera struttura amministrativa. Questa modalità non è molto diffusa nei nostri enti locali, anzi quanto più piccolo è il Comune, tutto è ancora incentrato solo sul Servizio finanziario! Gli uffici tecnici, in particolare, non hanno ancora adottato il cronoprogramma dello stato avanzamento lavori e dei pagamenti come prassi ordinaria.
Il revisore non può approvare una pura azione di revisione del regolamento vigente, un copia e incolla tanto praticato quanto inutile, perché un regolamento di contabilità che non modifica nella sostanza i comportamenti attuali, che non chiarisce il percorso di riorganizzazione complessiva dell'ente locale necessario per conseguire migliori risultati, contrasta con gli obiettivi dell'armonizzazione.

Elementi della proposta
Per il rilascio di un parere del tutto positivo, si dovrebbero trovare nella proposta di regolamento:
1) competenze specifiche dei soggetti dell'amministrazione preposti alla programmazione, adozione e attuazione dei provvedimenti di gestione che hanno carattere finanziario e contabile, in armonia con le disposizioni del presente testo unico e delle altre leggi vigenti;
2) l'apposizione dei pareri di regolarità tecnica sul Dup e sul Peg di tutti i responsabili della gestione nella partecipazione alla definizione degli obiettivi strategici, operativi ed esecutivi dell'ente e delle relative previsioni di entrata e di spesa.

Programma dei pagamenti
La fase di liquidazione della spesa assume un'importanza centrale nel nuovo ordinamento contabile, poiché è quella nella quale viene definitivamente determinata l'esigibilità di una determinata spesa, e quindi la sua competenza a un determinato esercizio.
Ogni responsabile della gestione deve predisporre gli atti di impegno di spesa, nel rispetto delle regole definite dal Tuel (in particolare, articoli 183 e 191) e dall'allegato n. 4/2 al Dlgs 118/2011, e trasmetterli al Servizio finanziario.
Il parere di regolarità tecnica non può essere ridotto a una sigla se ognuno deve accertare preventivamente che il programma dei pagamenti conseguenti a impegni di spesa assunti sia compatibile con i relativi stanziamenti di cassa (autorizzatori dal 2016) e con le regole di finanza pubblica (articolo 9, comma 2, del Dl 78/09 e articolo 183, comma 8, del Tuel). Gli atti di liquidazione tecnica dell'articolo 184 del Tuel traducono quanto previsto dal punto 6.1 del principio contabile applicato di contabilità finanziaria.

Segnalazioni su entrate e spesa
Il ruolo attribuito ai responsabili dei servizi non finanziari nella gestione delle fasi di entrata e di spesa si concretizza anche in una funzione segnaletica in merito a fatti gestionali che potrebbero pregiudicare, in prospettiva, gli equilibri di bilancio. La fase di riaccertamento dei residui non può essere ridotta ancellare o mantenere, ma deve comprendere:
• la verifica del grado di esigibilità dei crediti e dei debiti per il mantenimento a residuo,
• la reimputazione agli esercizi in cui saranno esigibili/liquidabili,
• l'adeguata motivazione della dubbia esigibilità o l'inesigibilità definitiva,
• la comunicazione tempestiva al Servizio finanziario.

L'input di Arconet
Quanto sopra chiarisce perché la Commissione Arconet avesse indicato l'adeguamento del regolamento di contabilità dell'ente ai principi dell'armonizzazione contabile fra le prime attività necessarie per l'avvio della riforma! Poiché per quanto ci risulta a oggi la maggior parte degli enti non è riuscita a "mettere mano" a quello che è un vero e proprio strumento operativo, il contributo del revisore diventa indispensabile anche per l'applicazione degli strumenti dell'armonizzazione a partire dal 2016 e in particolare per l'adozione del regolamento di contabilità armonizzato.

(*) Comitato esecutivo Ancrel


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