Home  › Fisco e contabilità

Il sistema di rilevazione Siope viene aggiornato ai canoni armonizzati

di Daniele Lanza (*) - Rubrica a cura di Anutel

Nel recente passato, il Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici (Siope) trova il suo fondamento normativo nella legge di contabilità di Stato (legge 196/2009) ove all'articolo 14, intitolato «Controllo e monitoraggio dei conti pubblici», viene identificato come strumento di informazione al ministero dell'Economia e finanze – Ragioneria generale dello Stato, per il tramite dei tesorieri – cassieri, delle operazioni di "cassa" che ogni ente ha contabilizzato nel corso della giornata oggetto di comunicazione.
Seguendo la lettura del richiamato articolato normativo, si evince che la codifica è basata su «criteri uniformi su tutto il territorio nazionale» e, come conosciamo, puntuale e analiticamente specifica.

L'aggiornamento del sistema
I dati raccolti vengono resi fruibili dalla Banca d'Italia in formato di tipo aperto e liberamente accessibili secondo modalità definite dallo stesso Ministero nel rispetto dei principi e indicazioni definite nel Codice dell'amministrazione digitale (Decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82).
La codifica costituente il sistema informativo viene stabilita dal Mef, sentita la Conferenza unificata, e dal medesimo organo può trovare modifiche, integrazioni e aggiornamenti (articolo 14 comma 8 della legge 31 dicembre 2009 n. 196).
Nel rispetto di quanto esposto, lo scorso 9 giugno il ministero dell'Economia e finanze ha adottato un proprio decreto, ottenuto, nella seduta del 5 maggio 2016, il parere favorevole della Conferenza unificata, volto ad attualizzare il sistema Siope.
La necessità di adeguare i diversi codici al nuovo sistema contabile armonizzato è stata evidenziata, per il comparto enti locali, all'articolo 8 del Dlgs n. 118/2011 così come modificato dal Dlgs n. 126/2014, e, per le amministrazioni centrali dello Stato, dall'articolo 38-quinquies della legge n. 196/2009 che sanciscono la sovrapposizione del piano dei conti integrato degli enti in contabilità finanziaria alla codifica Siope conosciuta.

Il piano dei conti integrato
A fini di completezza rappresentativa, ora si affronta brevemente cosa si intenda per piano dei conti integrato.
In primis tale strumento contabile trova origine, per il comparto enti locali, nell'articolo 4 del richiamato Dlgs 118/2011 quale risposta attuativa all'articolo 2 comma secondo lettera a) della legge 196/2009.
Esso rappresenta una struttura ad albero di lemmi volto a «consentire il consolidamento e il monitoraggio in fase di previsione, gestione e rendicontazione dei conti delle amministrazioni pubbliche».
La pressante necessità informativa propria dello Stato centrale, fortemente sentita in ambito del processo di federalismo fiscale innescato dalla legge 42/2009, trova un energico eco nella legge di contabilità di Stato e nei decreti che da essa discendono.
Tutto il sistema contabile armonizzato ha quale primo compito la resa di una piena informazione ai diversi portatori di interesse che interagiscono con l'ente, con particolare riguardo allo Stato e ai diversi organi di programmazione e controllo interno ed esterno poiché solo da una piena consapevolezza del presente si può pianificare un futuro credibile e, soprattutto, sostenibile.
Ciò premesso si propone una celere analisi della struttura del piano dei conti integrato degli enti in contabilità finanziaria.
Il piano dei conti parte entrata, risulta essere un impianto a cinque livelli così riconducibile allo scheletro di bilancio di un ente locale (si veda lo schema).
Medesima struttura la si riscontra nella parte spesa del piano dei conti integrato con una diversa riconciliazione con i livelli di composizione del bilancio (si veda lo schema).

I tempi della nuova codifica
La decorrenza della nuova codifica Siope, come disposto dall'articolo 4 del richiamato decreto ministeriale dello scorso 9 giugno, sarà il prossimo 1° gennaio 2017 e gli enti, già soggetti alla rilevazione Siope, regolarizzano gli incassi e i pagamenti rimasti in sospeso alla data del 31 dicembre 2016 utilizzando le codifiche Siope già previste per il 2016.
In conclusione si ricorda che ove l'ordinativo di pagamento non riporti il codice Siope, il tesoriere è esonerato dal dar corso al documento poiché il mandato è improcedibile (articolo 14 comma sesto, ultimo capoverso, legge 196/2009).
A tal fine si invita ogni ente destinatario del provvedimento a darvi la giusta importanza e a condividerlo con i propri organismi strumentali anche in relazione agli adempimenti sanciti dall'articolo 2 comma 4 e 5 del medesimo decreto ministeriale 9 giugno 2016.

(*) Docente Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA