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Il parere dell'organo di revisione sulle variazioni al bilancio

di Marco Castellani (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Da una recente analisi dell'Ifel emerge come il computo delle possibili variazioni di bilancio o di piano esecutivo di gestione previste dal nuovo ordinamento contabile arrivi ben a ventisette.

Regolamento di contabilità
Considerato il ruolo dell'organo di revisione che - sulla base dell'articolo 239 del Tuel - deve prestare collaborazione al Consiglio dell'ente, si rende necessario fare il punto sull'obbligatorietà o meno del parere sulle diverse proposte di variazione.
Al riguardo il recente articolo 9 bis del Dl «Enti locali», nel modificare l'articolo 174 del Tuel, introduce una semplificazione nell'iter di presentazione del parere dell'organo di revisione con riferimento ai documenti di programmazione. In particolare, la norma novellata, prevedendo che la presentazione dei documenti di programmazione (bilancio di previsione, finanziario e Dup, (corredati dei rispettivi allegati) da parte della Giunta al Consiglio comunale, sia disciplinata dal regolamento di contabilità e non necessiti del parere dell'organo di revisione prima dell'avvio dell'iter di discussione in Consiglio dei documenti ai fini della loro approvazione, secondo quanto previsto dal regolamento di contabilità. Tale importante precisazione può essere applicata anche all'iter di presentazione delle variazioni agli stessi documenti di programmazione.
Si presenta uno schema di sintesi delle variazioni con l'indicazione degli atti per i quali è obbligatorio il parere dell'organo di revisione.

Sull'obbligatorietà dei pareri
In sostanza il parere dell'organo di revisione è sempre obbligatorio quando si tratta di variazioni di competenza del Consiglio comunale, in alcuni casi è obbligatorio quando la variazione è di competenza della Giunta e non è mai obbligatorio quando si tratta di variazioni dirigenziali o dei responsabili del servizio finanziario.
Al riguardo da segnalare che sempre il Dl Enti locali ha introdotto una nuova voce all'articolo 175, comma 5 quater, del Tuel, chiarendo che le variazioni di esigibilità della spesa sono sempre di competenza dirigenziale con obbligo di comunicazione trimestrale alla Giunta. In particolare vengono equiparate le variazioni di Fpv, contenenti risorse da indebitamento, alle variazioni relative agli stanziamenti correlati a mutui di tipo flessibile così come agli stanziamenti correlati a trasferimenti a rendicontazione.
In sostanza una volta finanziata l'opera e avviato l'iter realizzativo le variazioni di cronoprogramma hanno il medesimo trattamento (variazione dirigenziale) a prescindere dalle caratteristiche delle fonti di finanziamento.

(*) Vice Presidente Ancrel


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