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Servizi sociali ad aliquote Iva variabili

di Luca Leccisotti (*) - Rubrica a cura di Anutel

Con il nuovo codice degli appalti (Dlgs 50/2016), approvato il 19 aprile scorso, che rivisita tutta la normativa sugli acquisti di beni, servizi e lavori, si è scelto di regolamentare anche il settore specifico dei servizi sociali.
Per questo settore è stata creata innanzitutto una soglia comunitaria personalizzata e differente rispetto a quella degli altri servizi. All'articolo 35 del Dlgs 50/2016 è menzionata la soglia di 750mila euro, sotto la quale è possibile attivare procedure negoziate più snelle rispetto a quelle ordinarie.
Più avanti, nel nuovo codice appalti, è stata inserita una parte dedicata ai servizi sociali per disciplinare il criterio di valutazione, per consentire procedure ristrette e per garantire una pubblicità adeguata. Spesso gli erogatori di prestazioni sociali, sanitarie ed educative sono le cooperative sociali, organizzazioni che però hanno un regime Iva diverso rispetto agli altri operatori economici. Ciò potrebbe creare alcuni problemi sulla mancata previsione di aliquote Iva differenti nei disciplinari delle gare di appalto.

La circolare 31/E
Facciamo chiarezza traendo spunto dalla circolare dell'agenzia delle Entrate del 15 luglio 2016 n° 31/E, che fornisce chiarimenti sulle disposizioni contenute nei commi 960, 962 e 963, articolo unico, della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (Stabilità 2016), concernenti il regime Iva relativo a talune prestazioni rese da cooperative sociali e loro consorzi.
Il comma 960, articolo unico, della legge di stabilità 2016 introduce una nuova aliquota Iva ridotta, nella misura del 5%, applicabile alle prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali e dai loro consorzi. La legge di stabilità 2016 è intervenuta per evitare un'ulteriore procedura di infrazione da parte della Commissione europea, che aveva rilevato l'incompatibilità con l'ordinamento comunitario della disposizione recata dal n. 41-bis) della Tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/1972 (Caso EU PILOT 6174/14/TAXU, archiviato con decisione del 16 giugno 2016).
In sintesi, in base alla nuova disciplina, le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative di cui ai numeri da 18) a 21) e 27-ter) dell'articolo 10, primo comma, del Dpr 633/1972, rese da cooperative, sia direttamente sia in forza convenzioni e contratti di ogni genere, nei confronti delle categorie di soggetti elencati dallo stesso n. 27-ter), sono, dunque, assoggettate:
- all'aliquota Iva del 5%, se rese da cooperative sociali e loro consorzi;
- al regime di esenzione dall'imposta, se rese da cooperative non sociali aventi la qualifica di Onòus;
- all'aliquota Iva ordinaria del 22%, se rese da cooperative non sociali e non Onlus, sempreché non abbiano oggettivamente le caratteristiche per rientrare nell'applicazione delle esenzioni di cui ai numeri 18) e 21) dell'articolo 10 del Dpr 633/1972.
In conclusione, l'attenzione da tenere è nel prevedere nella determinazione a contrarre e quindi nella prenotazione di spesa, l'applicazione di aliquota Iva diverse, a seguito della natura giuridica dell'aggiudicatario. Se poi il bando è riservato a cooperative sociali non ci sono dubbi.

(*) Funzionario Servizi Sociali – Docente Anutel


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